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Posted domenica, 18 febbraio 2018 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Chi è stato il primo bibliotecario della storia?

Il bibliotecario
Il bibliotecario

Per poter parlare del primo bibliotecario della storia è necessario tenere a mente una cosa ovvia, ma che è bene sottolineare: la figura del bibliotecario sorse dopo la costruzione della prima grande biblioteca. Come si comprenderà non è facile indicare un anno preciso, ma un punto fisso ce l’abbiamo. (Se comunque cercate la biblioteca più antica del mondo ancora aperta al pubblico, dovete andare in Marocco)

Alla ricerca del primo bibliotecario della storia

La straordinaria curiosità del re Assurbanipal, l’ultimo dei grandi dirigenti dell’Impero assiro (regnò fino al 626 a. C.), ebbe un ruolo chiave in questo, tanto che fondò una biblioteca nel suo palazzo di Ninive, in cui vennero raccolti oltre trentamila testi. Non stiamo parlando di libri né di rotoli, ma di tavolette di argilla in scrittura cuneiforme (molti di questi testi sono visibili al British Museum di Londra). In ogni caso, il volume di quei documenti era talmente alto che a un certo punto qualcuno ha iniziato a sistemarli in un certo ordine e a lavorare per conservarli.

Non era la prima volta, comunque, che qualcuno fronteggiava una situazione del genere. Già i sumeri avevano prodotto diversi documenti, tanto da aver bisogno di una figura che li conservasse e spesso questi bibliotecari ante litteram erano i sacerdoti. Tuttavia è con biblioteca di Assurbanipal che si fa un salto in avanti, sia con la creazione di una grande biblioteca che con l’istituzione di figure addette alla sua conservazione. A partire da quel momento la figura del bibliotecario va sempre più definendosi: da «guardiano dei libri» a figura di prestigio nel mondo classico.

La biblioteca di Alessandria

Ovviamente non possiamo non menzionare i grandi bibliotecari della Biblioteca di Alessandria, fondata intorno al III secolo a. C. da Tolomeo II Filadelfo: Zenodoto di Efeso, Callimaco di Cirene, Apollonio Rodio, Eratostene di Cirene, Aristofane di Bisanzio, Apollo Eidographos, Aristarco di Samotracia. Ognuno di loro apportò qualcosa di nuovo a una delle grandi meraviglie del mondo antico, come la creazione di sistemi di classificazione in base a categorie tematiche, ordine alfabetico, oltre a scegliere personalmente i testi che andavano a formare il fondo della biblioteca, con opere di matematica, geografia e filosofia.

Il bibliotecario

In pieno Impero romano apparvero alcune biblioteche private molto famose di proprietà di aristocratici e le biblioteche diventarono anche oggetto di lascito per i posteri. Le collezioni di libri, pertanto, crescevano sempre più e la funziona del bibliotecario diventava sempre più centrale. Da lì in poi la figura del bibliotecario si è venuta consolidando, pur con tutti i distinguo del caso, fino a quella che conosciamo oggi.

Via | Lecturalia
Foto | Carl Spitzweg [Public domain o Public domain], attraverso Wikimedia Commons




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.