0
Posted venerdì, 2 marzo 2018 by Roberta Barbi in Mondolibri
 
 

Ciao Gillo Dorfles, architetto ad honorem “tra ottimismo e utopia”

Gillo Dorfles
Gillo Dorfles

Mi sembrava non ci fossero parole migliori per salutarlo, di quelle che l’università di Palermo spese per lui nel 2007, quando gli conferì la laurea honoris causa in Architettura. Lui, che già era psichiatra e riceverà un altro titolo accademico, in Lingue e comunicazione, nel 2012, è Angelo Dorfles, detto Gillo, una delle personalità più immense della cultura italiana di questo secolo.

E a ben donde diciamo “secolo”, perché ci ha lasciati oggi a 107 anni, un record per chiunque, che non stupisce poi tanto, però, se attribuito a una mente brillante come la sua che ha spaziato dall’estetica all’arte, dall’architettura all’editoria e lo ha fatto fino all’ultimo. Ricordiamo la recente mostra, al Macro di Roma, “Essere nel tempo” con disegni, dipinti, opere grafiche e perfino ceramiche e gioielli. Alcune opere erano inedite, altre rappresentavano un gradito ritorno sotto gli occhi dell’ammirazione del pubblico che lo ha sempre seguito e amato; per tutte il tema era quello della duplice valenza del tempo: il tempo interiore dell’artista che obbedisce a leggi e regole proprie, e il tempo del mondo che è quello della storia e dell’arte codificata, che necessitano di interpretazioni e letture critiche.

Chi è stato Gillo Dorfles

Tra i fondatori, già alla fine degli anni Quaranta, del Movimento per l’arte concreta che si proponeva di promuovere l’astrattismo di tipo geometrico come nuovo modello contrario all’archetipo figurativo imperante, Gillo Dorfles nel 1954 diede il suo contributo alla nascita dell’Associazione per il disegno industriale, e quarant’anni dopo firmò il Manifesto dell’antilibro, una critica fortissima alle tecnologie produttive e ai contenuti dell’editoria di massa e l’incoraggiamento a considerare il lettore come un artista.

Per oltre un trentennio, inoltre, si dedicò quasi esclusivamente alla sua attività di critico d’arte che affiancava a quella di docente di Estetica in vari atenei italiani. È proprio di questo periodo la sua più nutrita produzione letteraria, che va da numerose monografie di artisti del calibro di Bosch e Dürer, a volumi sull’architettura che anticipano i segnali del Barocco nell’epoca moderna. Celeberrimo, inoltre, il suo saggio sul disegno industriale, rimasto pressoché l’unico di riferimento del settore. Inoltre, nell’ultimo periodo – non meno prolifico – la sua personale lente d’ingrandimento si è spostata sull’analisi massmediatica e l’effetto di decadenza che questa ha sul mondo contemporaneo, in cui ha soppiantato definitivamente l’attività culturale. Di questo, con la consueta ironia che lo contraddistingue da sempre, parlano Materia immateriale (2003) e Horror pleni. La (in)civiltà del rumore (2008), ma soprattutto Conformisti e Fatti e fattoidi, entrambi del 2009. Nello stesso anno pubblica anche Arte e comunicazione, un eccellente tentativo di applicare la sua teoria massmediatica alle contemporanee arti del cinema, della fotografia e dell’architettura.

Potrebbero essere considerati suoi testamenti spirituali, infine, Irritazioni – Un’analisi del costume contemporaneo e 99+1, dati alle stampe nel 2010. Se nel primo ritorna il tema del tempo e Gillo Dorfles argomenta con sarcastica quanto disillusa lucidità l’inconciliabilità tra il tempo proprio e quello della società che ci circonda; nel secondo il tema si fa ancora più amaro. Infatti in una lunga intervista che affronta un secolo di cultura e di storia, in cui spuntano figure quali Italo Svevo e Andy Warhol, l’autore ripercorre la sua lunghissima vita, gli obiettivi conquistati e quelli mancati, i sogni realizzati e quelli ancora nel cassetto della memoria.

Foto | Di Niccolò Caranti (Opera propria) [CC BY-SA 3.0], attraverso Wikimedia Commons




Roberta Barbi

 
Roberta Barbi è nata e vive a Roma da 40 anni; da qualche anno in meno assieme al marito Paolo e ai figli, ancora piccoli, Irene e Stefano. Laureata in comunicazione e giornalista professionista appassionata di cucina, fotografia e viaggi, si è ritrovata da un po’ a lavorare per i media vaticani: attualmente si occupa del nuovo portale della Santa Sede, Vatican News. Nel tempo libero (pochissimo) si diletta a scrivere racconti e si dedica alla lettura, al canto e al cake design; sempre più raramente allo shopping, ormai rigorosamente on line.