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Posted 22 Marzo 2018 by Giorgio Podestà in Mondolibri
 
 

I libri di Maksim Gor’kij

Alcuni libri di Maksim Gor'kij (1868-1936)
Alcuni libri di Maksim Gor'kij (1868-1936)

Alla penna di Maksim Gor’kij (1868-1936), nato poverissimo nella Russia sterminata degli zar, si debbono romanzi che, a cavallo tra Ottocento e Novecento, hanno dato vita e sostanza al realismo socialista. Grazie a lui, l’oppresso, il povero, il diseredato divenne finalmente protagonista, rivendicando per sé l’attenzione del mondo, l’occhio e il cuore di un pubblico fino ad allora troppo lontano e distratto. Vediamo allora più da vicino alcune delle sue opere più amate e celebri. Tutte pietre miliari della letteratura russa di primo Novecento.

Tre imperdibili libri di Maksim Gor’kij

La madre

Pubblicato per la prima volta nel 1906, La madre è innanzitutto la storia di una vera e propria emancipazione. Di una riscossa, potremmo anche chiamarla così, personale e sociale. Protagonista del romanzo di Gor’kij è la vedova Pelageja Nilvona Vlasova che, dopo la morte del marito – un povero alcolizzato senza arte né parte – trova nelle fede politica del figlio, giovane operaio socialista, un motivo di riscatto. Giorno dopo giorno vediamo così crescere in lei una nuova e dirompente consapevolezza. Consapevolezza che la porterà a essere via via un’attivista del movimento, a diventare nel momento del bisogno la madre di tutti i compagni del figlio e infine a morire nei primi tumulti, forieri della rivoluzione che, da lì a pochi anni, avrebbe travolto la Russia e la dinastia plurisecolare dei Romanov.

Storia di un uomo inutile

Il romanzo scritto da Maksim Gor’kij nel 1908, ma pubblicato solo nel 1913, ruota attorno all’attività di spionaggio nella Russia zarista. Prima spia ad apparire nell’opera è un vecchio libraio che vende segretamente opuscoli propagandistici ai socialisti per poi in un secondo tempo denunciarli alla polizia. Morto l’uomo, la polizia costringe il suo giovane garzone a fare altrettanto. Nonostante le sue simpatie siano tutte per i rivoluzionari, il giovane e debole Klimkov continua il doppio gioco fino a quando, cercando di rivalersi agli occhi dei compagni, tenterà di uccidere il capo della polizia. Il fallimento di questo suo gesto estremo avrà ahimè tristi conseguenze. A Klimkov non resterà infatti che togliersi la vita.

I nemici

Dramma teatrale del 1906, considerato uno dei primi esempi di quel realismo socialista di cui Gor’kij fu l’indiscusso padre. Ambientato in una fabbrica nella Russia pre-rivoluzionaria, I nemici vede lo scontro tra visioni opposte. Il legittimo desiderio di riscatto delle classi proletarie, il progressismo di alcuni e la cecità reazionaria di altri. L’opera, lo ricordiamo en passant, venne allestita a Mosca solo nel 1935.

Foto | Di Макс Владимирович Альперт [Public domain], attraverso Wikimedia Commons




Giorgio Podestà

 
Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).