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Posted martedì, 1 Maggio 2018 by Graphe.it in Zibaldone
 
 

Festa del lavoro 2018: anche un libro nel doodle di Google

Il doodle di Google per la festa del lavoro 2018
Il doodle di Google per la festa del lavoro 2018

Buona festa del lavoro 2018! Come si leggeva nell’articolo Pel primo maggio pubblicato il 26 aprile 1890 sulla rivista La Rivendicazione di Forlì:

Il primo maggio è come parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo, è parola d’ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento.

Miglioramento che, duole dirlo, sembra essere sempre più un’utopia che una speranza.

Il doodle di Google per la Festa del lavoro 2018

Come è tradizione Google dedica un doodle alla Festa del lavoro 2018 e lo fa stilizzando la stilizzando il proprio nome con la disegni che richiamano vari strumenti di lavoro. Notiamo con piacere che, oltre agli arnesi classici per rappresentare il lavoro (martello, pala, guanti, spatole, scarponi e via dicendo), ce ne sono altri che richiamano al mondo culturale. Sì, perché anche quello della cultura è un lavoro.

In alto, salta subito all’occhio un libro aperto. Accanto ci sono un paio di occhiali. Nella fascia centrale figura una matita con una squadra e gli scarti della matita temperata (a quanto pare non esiste un termine in italiano per definire quei trucioli).

Sono rappresentati anche altri lavori: cucina (potrebbero essere chef ma anche casalinghe), medici, scienziati, forse gli orologiai (quell’ingranaggio della seconda o di Google).

Trovo interessante e intelligente la scelta di Google di celebrare la Festa del lavoro 2018 rappresentando vari aspetti della vita lavorativa. Il lavoro cambia, ce n’è sempre di meno!, e nascono nuove professioni. Se oggi, Primo maggio, è la festa dei lavoratori, dobbiamo ricordarli tutti ed evitare di creare ulteriori divisioni e classificazioni, cosa di cui, sinceramente, non si sente proprio la necessità!




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)