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Posted lunedì, 14 maggio 2018 by Giorgio Podestà in Mondolibri
 
 

Matthew Gregory Lewis e il romanzo gotico «Il monaco»

Matthew Gregory Lewis (1775- 1818)
Matthew Gregory Lewis (1775- 1818)

Non vi è dubbio che Il monaco di Matthew Gregory Lewis (1775- 1818), uno dei primi romanzi gotici della letteratura inglese, abbia il diritto di fregiarsi con quel tocco di ineffabile spudoratezza ancora così tipicamente settecentesche (siamo dopotutto sul finire del Secolo dei lumi) del titolo di succès de scandale.

Le vicende del pio Ambrosio che, nel volgersi rapido di soli e lune, rivela inaspettatamente tutta la sua natura violenta e predace (dallo stupro al patto con il diavolo in persona, dall’omicidio all’incesto) fece gran scalpore. Così tanto rumore e sdegno che lo scrittore Matthew Gregory Lewis dovette prontamente rimettere mano al suo romanzo, tagliando e ricucendo, ammorbidendo e smussando là dove ahimè il dente dell’opinione pubblica doleva e contava (ciliegina sulla torta, fu da più parti anche accusato di plagio).

Chi è stato Matthew Gregory Lewis

Nato in una famiglia abbiente e indirizzato dal padre alla carriera diplomatica, Matthew Gregory Lewis viaggiò a lungo, imparando le lingue, affinando le armi per il grande palcoscenico della politica internazionale. Tanti sforzi furono, infatti, ripagati con un importante incarico presso l’ambasciata britannica dell’Aia.

Tuttavia la morte del padre lo trasformò in un uomo immensamente ricco, finalmente in grado di dedicarsi alla letteratura, al teatro, ai viaggi transatlantici. Fu proprio durante una di queste perigliose traversate che dalla Giamaica lo riportava a casa che Lewis colpito dalla febbre gialla morì a soli quarantadue anni. Il suo corpo, come tradizione voleva quando si era troppo lontani dalla terraferma, venne gettato nelle acque del mare. L’Oceano atlantico divenne, così, con un coup de théâtre irresistibilmente gotico, la sua ultima, romantica dimora.

Un passo de Il monaco

A seguire un assaggio de Il monaco, pubblicato per la prima volta nel 1796. La traduzione è di Mario Manzari.

La campana dell’abbazia suonava da appena cinque minuti, ma già nella chiesa dei Cappuccini c’era ressa. Non illudetevi che tutta quella folla fosse riunita per devozioni o sete di sapere. […] Ogni angolo era zeppo, ogni posto a sedere occupato. S’era trovato modo di sfruttare persino le statue che abbellivano le lunghe navate: dei ragazzetti si spenzolavano dalle ali dei Cherubini; san Francesco e san Marco portavano sulle spalle uno spettatore ciascuno, e sant’Agata era costretta a sorreggerne due.

Foto | [Public domain], attraverso Wikimedia Commons




Giorgio Podestà

 
Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).