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Posted lunedì, 21 maggio 2018 by Patrizia Violi in Mondolibri
 
 

Intervista a Mark Lowery autore del romanzo «L’oceano quando non ci sei»

Mark Lowery e il suo romanzo «L'oceano quando non ci sei»

Mark Lowery e il suo romanzo «L’oceano quando non ci sei»

Ci sono storie scritte per ragazzi che perdono la loro specificità e diventano trasversali: coinvolgenti per un pubblico molto più ampio. Questo è quello che succede leggendo L’oceano quando non ci sei il romanzo di formazione scritto da Mark Lowery, autore inglese che con quest’opera ha conquistato un pubblico internazionale ed è stato tradotto in nove paesi.

Con un talento particolare per la narrazione, Lowery descrive l’affetto fra due fratelli. Il maggiore è già un adolescente e si sente molto protettivo nei confronti del più piccolo, un bambino «speciale», delicato e iperattivo. Scapperanno di casa avventurosamente insieme e dopo quel viaggio niente sarà più come prima.

Abbiamo incontrato Mark Lowery, in tour in Italia per promuovere il romanzo e cercato di saperne di più sul romanzo e sulle sue tecniche di scrittura.

Intervista a Mark Lowery

Mark LoweryI suoi libri precedenti, molto amati dai bambini e anche pubblicati in serie, sono umoristici. Molto diversi da quest’ultima opera, leggera e commovente al tempo stesso. Come mai ha deciso di cambiare genere?
L’idea di questo romanzo è arrivata all’improvviso, nel periodo in cui mia moglie aspettava il nostro terzo figlio, ed era quasi alla fine della gravidanza. Forse la paura che il bambino nascesse troppo presto mi ha dato l’ispirazione per il personaggio di Charlie. Nella storia è appunto prematuro e per questo speciale e anche un po’ ingestibile. Poi è accaduto il miracolo che tutti gli autori sognano: la storia si è formata completamente nella mia mente. Struttura, personaggi, dinamiche e anche finale. In quel momento però dovevo rispettare delle scadenze precedenti con il mio editore, per la serie degli altri libri. Ma pensavo sempre al romanzo: mentre guidavo, mentre lavavo i piatti, in tutti i momenti liberi dagli altri impegni della mia vita quotidiana. Mi sentivo privilegiato e temevo di perdere l’idea. Poi scriverlo è stata quasi una sfida: trattava un argomento più importante e complesso degli altri miei libri e mi sono impegnato per fare del mio meglio.

L’interazione fra Charlie e Martin, i due protagonisti del suo romanzo arriva da qualche altra esperienza personale?
Nel rapporto fra i fratelli ci sono tanti elementi, quasi un puzzle di ispirazione che ho mutuato, come succede sempre nelle storie, da diverse situazioni reali. L’affetto fra i fratelli, l’istinto di protezione del più grande nei riguardi del piccolo, deriva dall’osservazione del comportamento dei miei figli. I litigi, la competizione costante e le prese in giro, invece, dalla mia di adolescente cresciuto con i miei fratelli. E il carattere buffo di Charlie, che è imprevedibile e iperattivo, da tante situazioni che ho vissuto a scuola. Lavoro tre giorni alla settimana come insegnante in una scuola elementare. Ma anche da ricordi della mia vita da alunno. Da piccolo ero un po’ Charlie, molto agitato, mi calmavo solo nell’ora di scrittura.

Ora è uno scrittore disciplinato?
Cerco di essere costante e metodico. Ma non sempre è facile. C’è stato un periodo in cui quando sentivo vacillare l’ispirazione facevo un break e mangiavo molti biscotti. Smetto quando voglio mi dicevo, ma avevo cominciato a esagerare! Adesso sono più bravo, quando ho bisogno di un intervallo creativo vado invece a correre. Vivo in un piccolo paese vicino a Cambridge, faccio jogging in mezzo alla natura. È sempre un’esperienza bellissima e molto stimolante. Ogni tanto mentre corro ho incontri fulminanti con qualche animale: magari una volpe o una lepre. Ci guardiamo negli occhi e ci soppesiamo a vicenda. Devo ammettere però un segreto: non ho mai visto dal vero un delfino. Nel romanzo ha un ruolo importante, l’ho descritto accontentandomi delle foto.

Anche Salgari non aveva mai viaggiato in Malesia e nemmeno visto la tigre, ai bravi autori a volte basta lavorare di fantasia!




Patrizia Violi

 
Patrizia Violi è laureata in giurisprudenza, vive a Milano dove fa la giornalista, occupandosi di attualità, psicologia e costume. È sposata e ha due figlie: dalla sua esperienza famigliare è nato il blog extramamma.net. Ha scritto il romanzo “Una mamma da URL” (Baldini & Castoldi). Per Emma Books ha pubblicato “Love.com” e “Affari d’amore”.