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Posted domenica, 27 maggio 2018 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Linguaggio sui social network e scrittori: come costruire la propria voce

Linguaggio sui social network e scrittori
Linguaggio sui social network e scrittori

I social network sono una finestra sul mondo. Come scrittrice, come scrittore devi decidere fino a che punto usarli come qualcosa di personale e come utilizzarli quale luogo di ritrovo di lettori amanti della letteratura. Se li usi bene, puoi provare a fare entrambe le cose, pur tenendo presente che la possibilità di invischiarsi in una spirale di parole e infinite discussioni è sempre dietro l’angolo. In altre parole: come migliorare il proprio linguaggio sui social network?

Quale linguaggio sui social network? 10 consigli pratici

  1. Sii te stesso. Non ha senso nascondersi per paura di quello che gli altri possono dire. La rete è crudele nello smascherare chi parla di cose che non conosce o chi racconta fuffa.
  2. Scrivi come parli. Al di là della correttezza formale, propria di ogni parlante un buon italiano (e quindi anche di uno che si dedica alla scrittura), evita di uscirtene con paroloni o di fare troppo l’amicone. Il linguaggio sui social network non dovrebbe essere nulla di diverso di quello che usi nella realtà con un amico vero.
  3. Tieni presente la community. Di cosa parla la gente che ti segue? Ricordati che fai parte di quel mondo, quindi osservane gli interessi e valuta se coincidono con i tuoi. Se ti integri in maniera naturale, anche l’interazione sarà più fluida e fruttuosa.
  4. Ascolta. In una discussione devi apportare nuovi contenuti e non ripetere quello che gli altri dicono. Ognuno di noi guarda la vita dal proprio punto di vista e questo deve riflettersi anche in quello che dici.
  5. Sii coerente. La tua presenza deve essere forte e coerente. Se tratti bene i temi di cui parli e resti fedele a te stesso, le persone sapranno cosa aspettarsi da te e rispetteranno le tue opinioni.
  6. Sii pertinente. Una foto di gattini ogni tanto non ha mai fatto male a nessuno, ma non devono essere il cuore della tua comunicazione (a meno che tu non abbia scritto qualcosa che sia relazionata ai mici!). Il dibattito nasce all’interno di una comunità sana quando si parla di cose importanti. Fuggi come la peste i contatti tossici che discutono solo per creare confusione.
  7. Usa bene gli hashtag. Non tutti i social network utilizzano allo stesso modo gli hashtag. Su Facebook e Pinterest l’uso è limitato. Su Twitter utilizzane un paio. Su Instagram, una decina. L’importante è non metterli per il gusto di metterli: utilizzali solo se hanno senso.
  8. Non essere narcisista. Non parlare sempre di te e delle tue cose, altrimenti rischi di essere visto solo come un account pubblicitario. Una regola semplice da seguire? Ogni cinque pubblicazioni (post, foto, video…) una sola è su di te.
  9. Sii positivo. I lamentosi e piagnucoloni non ci piacciono nella vita reale, perché mai dovrebbero piacerci sui social network?
  10. Evita di fare il maestrino. Correggere fino allo spasimo, dare lezioni su tutto, prendere in giro, umiliare verbalmente… vuoi proprio dare questa immagine di te al mondo? Poi non lamentarti se nessuno acquisterà i tuoi libri!

A quanto detto, si deve aggiungere la cura per il proprio avatar. La tua immagine del profilo è la prima cosa che vedono le persone che ti seguono. È un impatto visuale che determinerà molto il modo in cui gli altri interagiranno con te. Lo so, è superficiale, ma se usi i social network anche l’immagine è un modo di parlare e di scrivere. Scegli tu, quindi, se presentarti in maniera sorprendente, equivoca o neutra.

Conclusione

In conclusione, la cosa migliore che tu possa fare è essere te stesso, trasmettere le sensazioni e le idee che ti rendono interessanti e fare la differenza. Se vuoi solo fare rumore, stai perdendo tempo e, assai probabilmente, perderai pure la pazienza. Però questo dipende molto da quale linguaggio sui social network hai scelto di usare.

Via | The write conversation
Foto | Pixabay




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.