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Posted giovedì, 31 maggio 2018 by Graphe.it in Poesia e dintorni
 
 

Concorso internazionale di poesia Grigore Vieru: le poesie vincitrici

Concorso internazionale di poesia Grigore Vieru
Concorso internazionale di poesia Grigore Vieru

Volentieri pubblichiamo le tre poesie vincitrici del primo Concorso internazionale di poesia Grigore Vieru organizzato dall’Associazione di promozione sociale Italia-Moldavia onlus con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica di Moldova in Italia e della Provincia di Varese.

Noi della Graphe.it edizioni siamo stati partner del Concorso internazionale di poesia Grigore Vieru in quanto editori italiani del poeta. È, pertanto, motivo di orgoglio pubblicare su GraphoMania i testi che hanno vinto, accompagnandoli con le motivazioni della giuria (che per la sezione italiana era presieduta dal professor Fabio Scotto mentre per quella romena a presiedere era il dottor Nicolae Dabija).

Concorso internazionale di poesia Grigore Vieru: il podio

1 classificato: «Per Amal», di Francesco Palermo

Francesco Palermo, primo classificato al Concorso internazionale di poesia Grigore Vieru

Francesco Palermo, primo classificato al Concorso internazionale di poesia Grigore Vieru

Motivazione della giuria: «Il testo si fa apprezzare per il suo realismo privo di ridondanze sentimentali, volto semmai a una narrazione lirica che muove da una tragedia allusa, pur senza privarla di mistero; in tal modo, il motivo elegiaco iniziale trasforma il lutto in un suo superamento che sposta l’attenzione sull’odierno, facendosi monito, rivalsa, eco di sofferta speranza».

Per Amal
Poca luce in quella cieca notte illune
e nei suoi occhi di madre e di paura
che il suo abbraccio ti celava.
Stretta al petto quasi a soffocare
la tua guancia liscia di velluto.
Piccole mani strette in una sua
e l’altra ad accarezzare
fantasie d’approdi
e i tuoi capelli sottili
scomposti nel vento di mare.
L’aria sapeva di pioggia
senza che piovesse
a spegnere vite e sorrisi
su quel legno di storie accatastate
sbriciolate in mille scaglie
come cumuli di macerie.
Fosti troppo bambina per vedere
persone morire in un momento.
Tornano quelle memorie
ora che son calde le notti insonni
mani sulla pancia
di te già madre che vegli
futuri da inventare
al bimbo che irrompe tenero
come la schiusa di un fiore.
Saranno ponti tenaci
i vagiti di nuovo amore
a scavalcare le muraglie degli ipocriti
sazi nel corpo e affamati nell’anima
trafficanti di vuote parole
sovrani di un mondo senza sfumature.
Domani per lui avrai
soltanto carezze da dedicare
e memorie di sole da tramandare.
Vincerai
i tuoi inferni di dolore
come quel viaggio di bambina
e le liquide tombe che piangesti
senza nemmeno la posa di un fiore.

2 classificato: «Una madre» di Antonio Albanese

Antonio Albanese, primo classificato al Concorso internazionale di poesia Grigore Vieru

Antonio Albanese, primo classificato al Concorso internazionale di poesia Grigore Vieru

Motivazione: «Con il ritmo efficace e percussivo di una ballata in versi a rima alternata che rammenta gli stilemi della canzone, il testo propone la riflessione di una madre reclusa dicendo, nel contempo, l’amarezza di una condizione di prigionia frutto di una vita “sbagliata” e l’amara riflessione etica, segno di maturazione, della “pena”, nel suo duplice senso polisemico, inflitta al figlio. Poesia dura e incisiva, che non si nasconde dietro orpelli e mira dritto al cuore e alle coscienze».

Una madre
Il passato non ritorna
non ritorna il passato
il cuore non soggiorna
nei luoghi che ho lasciato.
Ho girato il destino
con pellicole scadenti;
per comparse il gioco e il vino,
per compagni i delinquenti.
Non ha memoria la storia, oggi sono quel che sono
la storia non ha memoria, ora io ti porto in dono
le mie rughe e il tuo sorriso,
un segreto atroce
due mani che hanno ucciso
e una flebile voce.
Ci separa un alto muro
perché ho preso in affitto
sbarre di metallo duro
e un cartello dov’è scritto:
“Qui
è vietato il futuro”.
Io posso fare senza della luce delle stelle
non fa la differenza
il buio delle celle
ciascuno ha una sentenza scolpita sulla pelle.
Ogni donna
ha una sentenza
scolpita sulla pelle.
E di tutti i miei peccati
te lo giuro innanzi a Dio
non mi pento dei reati
ma di amarti, figlio mio.
Perché amandoti ho saputo
che ho giocato e ti ho perduto;
e se tutto ha una coerenza
solo questa è la catena:
che sia la tua innocenza,
a scontare la mia pena.

3 classificato: «Ti creò l’amore» di Giulio Redaelli

Giulio Redaelli, primo classificato al Concorso internazionale di poesia Grigore Vieru

Giulio Redaelli, primo classificato al Concorso internazionale di poesia Grigore Vieru

Motivazione della giuria: «Testo d’impianto lirico che con garbo si vuole un inno alla maternità intesa come rispecchiamento dei suoi frutti nella loro radice e tributo di gratitudine. L’impianto e la struttura tradiscono un’emozione sincera che ben s’attaglia al riferimento religioso in clausola, già preparato in precedenza da primi segni di “profezia”».

Ti creò l’amore
Ricamo di un desiderio accennato
delle nostre labbra sigillo di miele
così ti creò l’amore
impronta sul cammino del cuore
limpida sorgente
che colma il vuoto dei silenzi
tu, nostra scommessa
senza paure né ostacoli
quasi una profezia la tua attesa
ricompensa di grano
dopo la neve dell’inverno
È riflesso del nostro specchio
il tuo viso
fantasia di aquilone
nel cielo degli anni
respiro di tregua
nel quotidiano affanno
pagina ancora da scrivere
con l’inchiostro delle stagioni
nostro privilegio di sole
sei vita unica fra tante vite
E noi, ad incorniciare la gioia
nello stupore del tuo miracolo
coniugati all’Eterno

Menzioni speciali

La giuria del Concorso internazionale di poesia Grigore Vieru ha anche assegnato due menzioni speciali: ad Anna Maria Deodato per il componimento Vecchia bambina ed Elza Milenova per Le mamme e l’universo.




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)