0
Posted domenica, 17 giugno 2018 by Giorgio Podestà in Mondolibri
 
 

Scrittori e malattie: cinque autori ammalatisi durante la stesura dei loro capolavori

Scrittori e malattie
Scrittori e malattie

Se, come diceva il nostro Cesare Pavese, “lavorare stanca”, scrivere può essere a volte addirittura letale. Vi sono scrittori che, in più di un’occasione, mentre cercavano di dare forma e sostanza al loro talento vi hanno rimesso la propria salute, a volte solo fisica, altre anche mentale e nei casi più debilitanti e tristi (che non sono certamente mancati) entrambe. Vediamo da vicino allora quali autori hanno pagato il prezzo più alto per la realizzazione delle loro celebri opere.

Scrittori e malattie

Giacomo Leopardi (1798-1837)

Il nostro grande poeta di Recanati, definito da Adam Kirsh il poeta supremo della sofferenza passiva e impotente, soffrì di una grave forma di scoliosi che i suoi eccessi nello studio, il suo stare chino sugli amatissimi libri per ore e ore acuì terribilmente. Una verità del resto confessata per iscritto dallo stesso Leopardi. Parole dove il poeta si lamenta di essersi dolentemente, irrimediabilmente rovinato per la vita, rendendosi fisicamente sgradevole ai più.

Honoré de Balzac (1799-1850)

Grande amante del caffè, Honoré de Balzac ne beveva molte tazze per stimolare la propria creatività. Un’abitudine che lo portava non solo a sorseggiare massicce quantità di caffè, ma a mangiarne anche i fondi (vi è addirittura un suo scritto dedicato all’argomento: Piaceri e dolori del caffè). Ma gli eccessi, si sa, non fanno mai bene e l’autore della Commedia umana morì per avvelenamento da caffeina a soli cinquantuno anni.

Herman Melville (1819-1891)

L’autore di Moby Dick emerse dalla stesura del suo indiscusso capolavoro con tutta una serie di disturbi fisici e nervosi. A partire da misteriosi spasimi agli occhi e una serie di attacchi d’ansia per arrivare, poi, a lancinanti dolori alla schiena. La moglie del grande scrittore confessò che l’eccessiva attività mentale del marito, quella sua eccitata alterazione dell’immaginazione lo aveva esaurito del tutto. Una dichiarazione confermata anche dall’amico Nathaniel Hawthorne, autore del La lettera scarlatta.

George Orwell (1903-1950)

Lo scrittore britannico, a dire il vero, fu fin dall’infanzia perseguitato da malattie e disturbi vari. Una salute cagionevolissima che durante la stesura dei suoi libri subiva attacchi pericolosi e devastanti. Una costante che segnò opere come Omaggio alla Catalogna (pubblicato nel 1938) e soprattutto il celebre e celebrato 1984. Mentre lo scriveva, George Orwell iniziò a tossire come un forsennato e a sputare sangue. Gli ultimi capitoli del romanzo furono scritti addirittura a letto. Si erano, infatti, rivelati i sintomi di una malattia (tubercolosi) che l’avrebbe condotto presto alla morte. Del resto come scriveva egli stesso nel suo diario: «Scrivere un libro è una lotta orribile che esaurisce…»

Ayn Rand (1905-1982)

Fondatrice dell’Oggettivismo, Ayn Rand faceva ampio uso di anfetamine per tenersi su ed essere produttiva. Incapace di rispettare i tempi di consegna di La fonte meravigliosa, romanzo destinato a darle grande fama, la scrittrice si trovò in grosse difficoltà. Non aveva neppure completato un quarto dell’opera, quando l’editore Knopf, stanco di aspettare, ritirò l’offerta di pubblicazione. Nessun’altra casa editrice se la sentì di investire sul libro. Trovato faticosamente un nuovo editore e determinata a terminare questa volta il libro nei tempi previsti, Ayn Rand si mise allora ad usare la benzedrina. I tempi furono rispettati sì (l’opera venne infatti consegnata un giorno prima della scadenza), ma la scrittrice- filosofa ne pagò il prezzo con violenti cambiamenti di umore, esplosioni d’ira e diffusa paranoia.

Via | LitHub
Foto | WikiCommons




Giorgio Podestà

 
Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).