0
Posted mercoledì, 27 Giugno 2018 by Giorgio Podestà in Mondolibri
 
 

Anna Banti, la scrittrice dalla prosa colta ed elegante

Anna Banti (1895-1985)
Anna Banti (1895-1985)

Vi è un ritratto della celebre scrittrice fiorentina che sembra sovrastare (o così almeno mi è sempre parso) tutti gli altri. Un cammeo di parole, un mosaico di luci e velature che Grazia Livi nel suo indimenticabile Da una stanza all’altra, ha costruito con fluida eleganza attorno alla figura, a tratti algidamente lontanante, di Anna Banti (1895-1985).

Dalla grande scrittrice, seduta di fronte alla sua macchina da scrivere, con i capelli vezzosamente bicolore, il puntuale baluginio delle perle attorno al collo e l’abito borghesemente inappuntabile, traluce la consapevolezza – piena e inamovibile – di essere (almeno per molti) la première dame delle Lettere italiane.

Una consapevolezza, del resto, nutrita di saggi e romanzi di grande respiro e successo. Opere che hanno attraversato con la loro prosa elegante e il fraseggio inconfondibilmente perfetto buona parte del Novecento, a partire da quel suo primo saggio, dedicato a Marco Boschini e apparso nel 1919 su L’Arte, che ricevette anche i complimenti di Benedetto Croce, per arrivare fino a romanzi storici di notevole statura come Artemisia (da più parti considerato il suo capolavoro) e La camicia bruciata, dove fanno variamente sentire la loro voce due principesse di casa de’ Medici come Marguerite Louise d’Orleans (subito invisa alla famiglia toscana) e Violante di Baviera per lunghi anni saggia reggitrice del governo di Siena.

Da Lucia Lopresti ad Anna Banti

Moglie del celebre critico d’arte Roberto Longhi, Anna Banti era nata in verità Lucia Lopresti. Un nome che la scrittrice non amava perché – come disse lei stessa in più di un’occasione – non abbastanza musicale o vibrante. La sua fascinazione infantile per una parente materna, un’aristocratica inafferrabile e misteriosa, a cui la fantasia della piccola Lucia metteva puntualmente le ali ai piedi e gemme nel cuore, le venne in soccorso nel momento del bisogno.

Il nome della donna, Anna Banti divenne così anche quello della grande scrittrice che, dopo aver pensato di dedicarsi alla storia dell’arte (l’ombra gigantesca del marito era di certo troppo ingombrante), decise invece di darsi alla letteratura. Una letteratura dove la donna cercava una via di riscatto, una dignità che l’affrancasse da una subalternità millenaria. Da un giogo ormai fatalmente soffocante. Temi che rimasero a fondamento dell’intera opera dell’autrice toscana fin dalla pubblicazione nel 1940 de Il coraggio delle donne, indimenticabili racconti sulla condizione femminile, ancora tragicamente in bilico tra due differenti realtà.

Foto | Particolare della copertina del Meridiano Mondadori dedicato ai romanzi e racconti di Anna Banti.




Giorgio Podestà

 
Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).