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Posted domenica, 1 luglio 2018 by Roberta Barbi in Mondolibri
 
 

Il giro del mondo in 80 giorni 145 anni fa e… oggi

La mappa de Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne
La mappa de Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne

Era il 1873 quando Jules Verne dava alle stampe Il giro del mondo in 80 giorni, cronaca della straordinaria impresa che nella fiction narrativa il milionario inglese Phileas Fogg avrebbe compiuto l’anno precedente l’uscita del romanzo.

La storia de Il giro del mondo in 80 giorni – tutti la ricordiamo da una probabile lettura nell’età più spensierata – racconta di una scommessa da ventimila sterline (che oggi sarebbe più di due milioni di euro), contratta da Fogg con i compagni ricconi nel londinese Reform Club e ha fatto appassionare ai viaggi non pochi di noi. Jules Verne, a quanto pare, però, non l’aveva completamente inventata dando sfogo a quello che all’epoca poteva apparire poco più di una fantasia, ma si era lasciato ispirare dall’impresa che George Francis Train compì nel 1870 in appena sessantasette giorni.

Verne, più cauto, ipotizzò che il milionario ce ne potesse impiegare ottanta, partendo alle 20.45 del 2 ottobre 1872 e dovendo tornare alla stessa ora del 21 dicembre. Un progetto un tantino oneroso, sotto molti punti di vista, tanto da far sorgere spontanea la domanda: quanto costerebbe il giro del mondo in 80 giorni raccontato da Verne, oggi? Il blog Assicurazioneautonoleggio.it ha cercato di rispondervi.

Il giro del mondo in 80 giorni oggi

Questa la risposta che il blog ha dato dopo uno studio in cui ha accuratamente spezzettato e analizzato il viaggio, tappa per tappa: 4.198 euro (a persona) per un totale di 36.010 km percorsi, ma… in soli undici giorni e quarantadue minuti! Eh sì, perché in quasi un secolo e mezzo la tecnologia nell’ambito dei trasporti ha fatto inimmaginabili (allora) passi da gigante, rendendo praticamente alla portata di tutti viaggiare in aereo: questo ha di fatto accorciato il viaggio di almeno otto volte e lo ha reso 520 volte più economico!

Difficile, invece, calcolare scientificamente quanto in questo modo sia meno avventuroso: niente piroscafi, slitte a vela né viaggi a dorso di elefanti, ma solo navi, treni, e comodissimi quanto velocissimi aerei. Niente paesaggio che cambia accompagnato dai lineamenti e dagli abiti delle persone, ma solo il mero calcolo di quantità di tempo per sradicarti e radicarti di nuovo in una porzione sempre diversa di spazio.

L’itinerario de Il giro del mondo in 80 giorni, quello sì, rimane invariato anche oggi: da Londra a Parigi, poi sulle Alpi e attraverso l’Italia verso Suez e da qui in India, Bombay e Calcutta, fino a Singapore e attraverso lo Stretto di Malacca, passando per l’arcipelago delle Great Andaman, eccoci a Hong Kong, ma non ci fermiamo qui: la prossima destinazione è Yokohama, in Giappone, poi attraverso il Pacifico puntiamo su San Francisco, negli States, quindi New York ed ecco di nuovo che si attraversa un oceano – stavolta l’Atlantico – per tornare nella vecchia Inghilterra, sfiorando appena l’Irlanda. Per maggior dettagli potete dare un’occhiata qui.

I giri del mondo più famosi di sempre

Come abbiamo già visto, l’idea di Jules Verne per uno dei suoi indiscussi capolavori letterari, non era del tutto originale. Molti gli avventurieri che dopo Train vollero eguagliarne, a modo loro, l’impresa. Già nel 1889 lo fece la prima donna: si trattava della giornalista americana Nellie Bly che vi riuscì in appena settantadue giorni e documentò il tutto sulle pagine del New York World, un record per l’epoca. Un secolo dopo a riuscirci fu Michael Palin dei Monty Python, che nel 1988 girò un documentario del suo giro del mondo senza aerei per la Bbc. L’ultimo degno di nota, prima che l’impresa perdesse d’interesse, è quello del 1993, quando ci fu la prima edizione del Jules Verne Trophy, un singolare giro del mondo per panfili senza poter ricevere assistenza esterna. Curioso davvero.

Il giro del mondo oggi

Al giorno d’oggi circumnavigare il mondo non risulta più un’impresa straordinaria, piuttosto un sogno nel cassetto che in molti – sottoscritta compresa – condividiamo. E tant’è che sono nati, negli anni, tour operator specializzati che partendo dall’esperienza resa possibile dal Round The World Ticket, un biglietto aereo illimitato della durata di dieci-dodici mesi che permette di fare il giro del mondo procedendo sempre in una sola direzione, senza mai tornare indietro e concludendo obbligatoriamente nella località di partenza, hanno costruito un vero e proprio business.

Citiamo a titolo di esempio l’unico, o almeno il più famoso, operatore italiano di giri del mondo, facilmente reperibile in rete: si tratta di Around the World Tours che ne propone tantissimi, per tutte le esigenze di tempo e per tutte le tasche. Ecco qui che l’impresa titanica diventa una semplice alternativa alle solite vacanze, visto che addirittura viene proposto un giro del mondo in dieci giorni per un costo, tutto compreso di 2.700 euro

E poi ci sono gli itinerari classici, quelli alla scoperta delle Sette meraviglie del Mondo oppure dei tesori segnalati dalla National Geographic; i giri del mondo in crociera oppure attraverso i paradisi in cui trascorrere gli anni della pensione; formule specifiche per la luna di miele e per gli appassionati dei centri benessere, del mondo subacqueo, del vino e addirittura del cinema o dei parchi di divertimento. Si offrono anche tour per sole donne oppure in gruppi organizzati, giri del mondo low cost, oppure per golfisti, safaristi, malati delle spiagge o appassionati di luoghi religiosi, per amanti del surf, dei fari sul mare e addirittura dei circuiti di Formula 1. Impossibile non trovare quello che fa per noi, insomma, e si può anche scegliere, a seconda del budget personale, se acquistare solo il titolo di viaggio, oppure la forma all inclusive.

Alcuni consigli

E concludiamo il nostro giro sui vari giri del mondo, con alcuni piccoli consigli, anche qui «rubati» dai migliori siti per viaggiatori incalliti: in pole position, ovviamente l’aspetto economico.

Trattandosi di viaggi in genere piuttosto lunghi, se si va per conto proprio, organizzandosi man mano, bisogna annotare alla perfezione tutte le spese in modo da non farsi prendere troppo la mano e magari «sforare» creando situazioni pericolose. Magari si può fissare un budget giornaliero – da rivedere di Paese in Paese – limitando le visite alle attrazioni essenziali e dividendo i costi per categoria di spesa, dai visti e tasse fino alla lavanderia e al souvenir da portare alla mamma. A proposito di spese, quelli «che l’hanno fatto» avvertono che i Paesi che hanno trovato più costosi sono: Argentina, Suriname, Polinesia francese, Australia e Nuova Zelanda… ma non credo che questo basti a frenare tutti coloro che vorranno vantarsi di aver fatto il giro del mondo. Almeno una volta nella vita.

Foto | By Roke (Self-published work by Roke) [GFDL or CC-BY-SA-3.0], via Wikimedia Commons




Roberta Barbi

 
Roberta Barbi è nata e vive a Roma da 40 anni; da qualche anno in meno assieme al marito Paolo e ai figli, ancora piccoli, Irene e Stefano. Laureata in comunicazione e giornalista professionista appassionata di cucina, fotografia e viaggi, si è ritrovata da un po’ a lavorare per i media vaticani: attualmente si occupa del nuovo portale della Santa Sede, Vatican News. Nel tempo libero (pochissimo) si diletta a scrivere racconti e si dedica alla lettura, al canto e al cake design; sempre più raramente allo shopping, ormai rigorosamente on line.