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Posted sabato, 7 luglio 2018 by Roberta Barbi in Mondolibri
 
 

Da Virginia a Cordelia: storia di una donna capace di evolversi

Cordelia, pseudonimo di Virginia Tedeschi Treves (1849-1916)
Cordelia, pseudonimo di Virginia Tedeschi Treves (1849-1916)

La signora dell’editoria, la mamma di tutti: era questo e molto altro Virginia Tedeschi Treves, identità che si nascondeva dietro lo pseudonimo letterario di Cordelia, preso a prestito dalla tragedia shakespeariana di Re Lear, eroina del bene e, non a caso, dell’affetto filiale. Originaria di Trieste, andata in sposa a uno dei fratelli Treves – quelli delle edizioni che pubblicheranno tutti i suoi lavori – fu scrittrice di pregio per l’infanzia, direttrice di periodici non solo per bambini e sempre e comunque impegnata nel lavoro della casa editrice della sua famiglia acquisita.

Il ruolo della donna

Pur essendo fin dalle origini una donna colta e ricca, cioè quella che si definirebbe una signora, fin da giovanetta troviamo Virginia alle prese con versi di ispirazione patriottica (ricordiamo che era nata nel 1849 nella Trieste ancora sotto l’impero austro-ungarico) che per un soffio non le valsero la prigione.

Il suo primo romanzo, strano a dirsi, non è per bambini, bensì Il regno della donna (1879) da intendersi con il focolare domestico, luogo che l’esordiente scrittrice, più per educazione ricevuta che per propria indole, indicava come il posto giusto per il gentil sesso, nonché quello da cui il medesimo avrebbe tratto la maggiore realizzazione personale. Tornerà su questo tema, il «ponderoso tema», solo poco prima di morire, dopo una vita di riflessioni vissuta mentre la Storia mutava portando con sé inevitabili cambiamenti sociali, non ultimo nel mondo femminile. Così, quasi a chiudere un cerchio, il suo congedo dalla letteratura sarà il saggio Le donne che lavorano (1916) in cui teorizza per prima la possibilità per la donna di lavorare per proprio diletto e soddisfazione e non per necessità economica, come fino ad allora era sempre stato.

Lei per prima, d’altronde, da signora qual era, si era dedicata se non all’educazione (figli non era riuscita ad averne) all’altra attività «concessa» alle signore: la scrittura, appunto. Inoltre era in corso una guerra – la Grande Guerra – che stava trasformando le buone borghesi e le signorine di famiglia in dame di San Vincenzo, crocerossine e chi più di solidale ne ha, più ne metta.

Cordelia e l’infanzia, l’età più amata

La carriera di Cordelia come scrittrice per l’infanzia inizia curando raccolte di novelle e racconti scritti di suo pugno, che verranno illustrati dalla casa editrice, come era moda per l’epoca. Nel regno delle fate, Casa altrui, Il Castello di Barbanera e I nipoti di Barbabianca sono poco più che favole della buonanotte uscite da una penna scorrevolissima e da una certamente vivida immaginazione.

Seguirà una considerevole attività romanzesca che raggiungerà l’acme nel 1894 con Piccoli eroi, che batterà ogni record collezionando ben sessantadue edizioni. Si tratta di un’opera dedicata alla fascia d’età 9-14 anni, in cui aleggia lo spirito patriottico, che esorta la gioventù a fare il proprio dovere o semplicemente racconta storie di giovani che conducono una vita esemplare e sono di grande lustro per le proprie famiglie. Molti critici sostengono che addirittura il libro fu una sorta di manuale motivazionale per l’arruolamento di molti ragazzi prima nella guerra irredentista (per riconquistare all’Italia i territori annessi all’Austria) e poi alla vigilia del conflitto mondiale. Insomma: una sorta di «figlio» spirituale del Cuore di Edmondo De Amicis.

Una scrittrice prestata al giornalismo

Ricordiamo, infine, che Virginia (stavolta non Cordelia) diresse con successo anche una serie di pubblicazioni, non solo per ragazzi, edite dalla Treves. Tra le più famose e longeve ricordiamo Il giornale dei fanciulli e Mondo piccino, esempi mirabili di una moda – quella del giornalismo per l’infanzia – nata e cresciuta proprio a cavallo tra Ottocento e Novecento. Ma Virginia diresse con successo anche la rivista femminile Margherita, dedicata in particolare alla moda e così battezzata in onore della Regina Margherita che campeggiava sulla copertina con al collo le sue immancabili perle. Ancora una volta, la Virginia Tedeschi Treves, si dimostrò una direttrice all’avanguardia: sua, infatti, l’idea di pubblicarne due edizioni, una di lusso per le signore, e una economica alla portata di tutti, anzi, di tutte.

Foto | elaborazione grafica di Eugenia Paffile a partire da una foto di Virginia Tedeschi Treves alias Cordelia




Roberta Barbi

 
Roberta Barbi è nata e vive a Roma da 40 anni; da qualche anno in meno assieme al marito Paolo e ai figli, ancora piccoli, Irene e Stefano. Laureata in comunicazione e giornalista professionista appassionata di cucina, fotografia e viaggi, si è ritrovata da un po’ a lavorare per i media vaticani: attualmente si occupa del nuovo portale della Santa Sede, Vatican News. Nel tempo libero (pochissimo) si diletta a scrivere racconti e si dedica alla lettura, al canto e al cake design; sempre più raramente allo shopping, ormai rigorosamente on line.