0
Posted lunedì, 30 Luglio 2018 by Roberta Barbi in Mondolibri
 
 

200 anni fa nasceva Emily Brontë, eroina romantica anche nella vita

Emily Brontë (1818-1848)
Emily Brontë (1818-1848)

«Non dovresti conoscere la disperazione se le stelle scintillano ogni notte; se la rugiada scende silenziosa a sera e il sole indora il mattino. Non dovresti conoscere la disperazione seppure le lacrime scorrano a fiumi: non sono gli anni più amati per sempre presso il tuo cuore…»

Diventare un pilastro della letteratura britannica romantica e un punto di riferimento addirittura mondiale con un solo romanzo: un traguardo al di là di ogni più rosea speranza per la quinta dei sei figli di un austero pastore della campagna inglese del XIX secolo, la cui istruzione si era svolta per buona parte del tempo tra mura domestiche e su materie aderenti al concetto di casa e focolare – come conveniva alle giovani dell’epoca – si era molto concentrata.

Le Cime tempestose di Emily Brontë

Eppure la controversa Emily Brontë, che le suore della malsana scuola di Cowan Bridge ricordavano «bambina adorabile, autentica favorita di tutta la scuola» mentre i colleghi di Law Hill avevano trovato «disordinata, distratta e intrattabile», a neanche trent’anni partorì un indiscusso capolavoro, Cime tempestose.

Condensato di tutte le più forti passioni umane, intriso in ogni pagina di quello spirito romantico tanto in voga all’epoca, è – in definitiva – la storia di un amore impossibile come quello tra Heathcliff e Catherine, separati dalle convenzioni sociali prima e dalla morte dopo. Un amore che non sa perdonare, ma deve incanalare quella dirompenza di cui si nutre trasformandosi in vendetta, il più freddo e implacabile dei sentimenti umani, che per trovare coronamento deve aspettare anni, se non addirittura generazioni, in questo caso.

Alla pubblicazione, nel 1847 (una seconda edizione postuma nel 1850) l’opera incontrò un’accoglienza tiepida da parte della critica che non ne aveva compreso, oppure ne aveva volutamente snobbato la potenza narrativa. Non è solo l’intreccio, infatti, a essere fenomenale, in Cime tempestose, anzi, forse la sua carica innovativa maggiore sta nell’architettura del racconto, portato avanti per digressioni successive che si aprono al lettore sotto forma di flashback e resoconti di narratori esterni.

Chi è stata Emily Brontë

Incredibile che tutto questo sia stato concepito dalla mente di una giovane donna che poco aveva vissuto, anche se certamente molto fantasticato.

Eppure Emily, che era cresciuta senza mamma e aveva dovuto affrontare la perdita precoce di due sorelle, un fratello e dell’amata zia, era anche lei un’eroina romantica a suo modo, che andava tracciando con la sua esistenza una parabola in qualche modo inversa a quella comune a molti grandi scrittori.

Se spesso, infatti, gli autori attingono alle proprie esperienze di vita per scrivere le storie dei loro libri, Emily Brontë al contrario immaginava le storie che scriveva e poi cercava disperatamente di viverle nella sua quotidianità; disegnava profili che poi, inconsapevolmente o no, incarnava nella sua condotta. Ad esempio, da vera eroina romantica, ormai allo stadio terminale della tubercolosi che l’affliggeva da tempo, continuava indefessamente a rifiutare cure mediche e perseverava nell’occuparsi delle faccende domestiche, anche le più faticose come aveva sempre fatto, chiedendo di vedere un dottore solo il giorno in cui, alla fine, spirò.

Le sorelle Brontë

Intrigante ma forse impossibile indagare l’alchimia dell’aria che le sorelle Brontë respirarono fin da piccole e che le portarono – tutte, seppur con esiti diversi – alla letteratura. Charlotte – la più famosa, autrice di Jane Eyre – raccontò che creare storie era una specie di gioco, cominciato immaginando che ognuno fosse proprietario di un’isola… poi un giorno il padre regalò loro una scatola di soldatini e come per magia si concretizzarono sotto gli occhi i protagonisti dei loro primi cicli narrativi, andati per lo più perduti. In questo humus Emily nel 1836 scrisse la prima delle oltre 200 poesie del suo genio giunte fino a noi: Will the day be bright or cloudy?, in cui l’avvenire di una bambina viene paragonato alle varie fasi evolutive della giornata, dall’alba fino al tramonto.

Il bicentenario della nascita

Oggi questo talento, spentosi in un soffio, ha duecento anni, ma i suoi personaggi non sono invecchiati di un giorno. Per un lungo fine settimana di festeggiamenti (dal 27 al 30 luglio) la Brontë Society d’Inghilterra ha in serbo diverse sorprese, tra cui l’apertura straordinaria e gratuita del Museo, in cui saranno in mostra anche oggetti personali normalmente non esposti, letture di racconti opera di scrittori contemporanei e dedicati ad atmosfere ed elementi cari a Cime tempestose, proiezioni di film e corti ispirati alla vita di Emily e conferenze sull’importanza della sua poesia per la letteratura romantica del primo Ottocento. Se state trascorrendo le vostre vacanze nella brughiera inglese, non potete non farci un salto.

Foto | [Public domain or Public domain], via Wikimedia Commons




Roberta Barbi

 
Roberta Barbi è nata e vive a Roma da 40 anni; da qualche anno in meno assieme al marito Paolo e ai figli, ancora piccoli, Irene e Stefano. Laureata in comunicazione e giornalista professionista appassionata di cucina, fotografia e viaggi, si è ritrovata da un po’ a lavorare per i media vaticani: attualmente si occupa del nuovo portale della Santa Sede, Vatican News. Nel tempo libero (pochissimo) si diletta a scrivere racconti e si dedica alla lettura, al canto e al cake design; sempre più raramente allo shopping, ormai rigorosamente on line.