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Posted mercoledì, 1 Agosto 2018 by Giorgio Podestà in Mondolibri
 
 

8 romanzi americani scritti da chi americano non è

Romanzi americani
Romanzi americani

Quello dei grandi romanzi americani è un filone molto amato. Capolavori e letteratura americana. Scrittori e canoni letterari che decretano il valore di un libro. Il suo impatto emotivo e artistico su di un intero paese, valicandone anche i confini.

L’America, crogiuolo di razze diverse, risultato di un grande flusso di immigrazione, iniziato ormai secoli fa, vanta una serie di capolavori che non furono propriamente scritti da americani. A volte, si sa, solo lo sguardo di uno straniero riesce a cogliere la verità di tutta una società. Delle sue infinite contraddizioni. Della sua mossa e sfaccettata realtà. Scopriamo allora insieme otto grandi romanzi americani che furono il frutto di un talento nato lontano dal suolo statunitense.

8 romanzi americani che devi conoscere

«Americanah» di Chimamanda Ngozi Adichie

Definito dal New York Times uno dei romanzi miglior del 2013, Americanah racconta le vicende di una giovane nigeriana fuggita dal suo paese per motivi politici e giunta in America per continuare i propri studi e agguantare il sogno americano. L’opera della scrittrice affronta temi come il razzismo, l’amore e l’abbandono.

«Il falco» di Hernan Diaz

Lo scrittore sudamericano con Il falco ha reinventato il genere western. Grande successo di critica e pubblico (finalista al Pulitzer 2018) per questo romanzo ambientato in Alaska nell’Ottocento, tra temibili ghiacciai e terre selvagge.

«Il simpatizzante» di Viet Thanh Nguyen

Vincitore del Pulitzer nel 2016, il romanzo di Viet Thanh Nguyen scruta e osserva la guerra del Vietnam da un’altra angolazione. Lo scrittore insieme ai genitori lasciò infatti Saigon per gli Stati Uniti solo dopo la sua caduta. Momento cruciale per la gestazione e la nascita del suo libro fu la visione di Apocalipse now. Il film mostrò a Viet Thanh Nguyen la necessità di un suo personale contributo alla lunga e sanguinosa vicenda che così lungamente ha travagliato ed ossessionato la società americana.

«Maus» di Art Spiegelman

Maus è un romanzo grafico e allegorico in cui lo scrittore di origini svedesi racconta del padre, un ebreo sopravvissuto alla Shoah.

«Infiltrato» di Chang-rae Lee

Arrivato in America dalla Corea quando era solo un bambino, Chang-rae Lee ha creato con Infiltrato un romanzo sul progressivo mutamento di identità, di assimilazione, di lenta fusione con un intero paese.

«Siamo noi i sognatori» di Imbolo Mbue

Pubblicato di recente in Italia da Garzanti, il libro di Imbolo Mbue ci racconta tutta la fragilità del sogno americano. Una realtà che una coppia di emigranti giunta a New York scoprirà tassello dopo tassello.

«Lolita» di Vladimir Nabokov

Uno dei romanzi più celebri, letti e chiacchierati di tutto il Novecento, Lolita venne scritto da Nabokov, un russo giunto in America nel 1940, nel 1955. Nessun dubbio: questa volta ci troviamo di fronte a una vera e propria pietra miliare della letteratura d’oltreoceano.

«L’omonimo» di Jhumpa Lahiri

Grande appassionata della lingua italiana (tanto da scrivere in italiano In altre parole), Jhumpa Lahiri, scrittrice anglo-indiana naturalizzata americana, ha raggiunto la notorietà nel 2003 con L’omonimo, un romanzo che ci fa conoscere da vicino la vita di una giovane coppia che lascia Calcutta per l’America, dove avrà un figlio.

Via | Literary Hub
Foto | Di Dbenbenn, Zscout370, Jacobolus, Indolences, Technion. [Public domain], attraverso Wikimedia Commons – Pixabay




Giorgio Podestà

 
Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).