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Posted sabato, 25 agosto 2018 by Anais Vin in Recensioni
 
 

Cosa vedere a Berlino in due giorni

Cosa vedere a Berlino in due giorni
Cosa vedere a Berlino in due giorni

Berlino: possibile visitarla in due giorni? Se siete dei buoni camminatori vi potete fare un’idea di cosa sia Berlino, anche se gli angoli nascosti e i musei non riuscirete a vederli.

Diciamo subito che l’autobus 100 che copre la tratta Alexanderplatz-Zoologischen Garten è perfetto per una prima infarinatura, visto che è stato pensato per passare nelle zone con la maggiore concentrazione di monumenti. Si parte da sotto la torre della televisione in Alexanderplatz, dopo aver attraversato tutto l’Unter den Linden, si passa accanto alla Porta di Brandeburgo, all’Haus del Kulturen der Welt, al Tiergarten, è la volta del castello di Bellevue, Siegessäule al Ku’damm e la Wilhelm-Gedächtnis-Kirche. I biglietti potete acquistarli in’aeroporto, ci sono macchinette ovunque, e potete pagare anche con la carta di credito: 7 euro intera giornata zona AB, € 2,8 invece la corsa singola.

Dalla Porta di Brandeburgo potete recarvi a piedi a Posdamer Platz, passando per il Memoriale dell’Olocausto. Passeggiare per Friedrichstrasse vi dà la possibilità di recarvi nella libreria più importante e bella della città: Dussmann. Su più piani, ha praticamente tutto, anche sezioni dedicate a libri in lingua originale: inglese, italiano, spagnolo, francese. Al pian terreno, splendido ristorantino, che, come è in voga ora, si dedica al naturale, con vasca coi pesci, pareti con piante e meraviglioso lavandino ricavato da un tronco di albero (spero morto per cause naturali!)

Una visita al castello di Charlottenburg è d’obbligo, i giardini, il mausoleo e la passeggiata lungo il fiume distende i nervi e placa l’animo.

Il mio itinerario a Berlino

Sono arrivata a Berlino nel primo pomeriggio e mi sono dedicata alla visita di Alexanderplatz e relativi dintorni. Ho passeggiato per la modaiola Kurfurstendamm zeppa di negozi di lusso.

La mattina seguente mi sono recata al castello di Charlottenburg. Poi sono tornata al quartiere Mitte, usufruendo del bus 100. Ho passeggiato furiosamente andando in libreria Dussmann dove mi sono goduta un espresso a soli € 2.8 (ebbene sì, questo è il prezzo medio dell’espresso).

Non lontano un negozio di vestiti ha attirato la mia attenzione: si chiama All Saints, allestito con vecchie macchine da cucire, fari da studio fotografico e abiti pratici, casual e in qualche modo eleganti. Davvero molto bello.

Dopo pranzo ho fatto il giro del Museumsinsel, patrimonio Unesco, e Berliner Dom.

Nel tardo pomeriggio ho visitato Check Point Charlie e poi mi sono recata al Memoriale del Muro in via Bernauer Strasse.

La sera ho cenato sempre nel quartiere Mitte e ho visitato la galerie Kaufhof. Mega negozio con un pian terreno ricco di qualsiasi prelibatezza italiana, tedesca, francese e asiatica. Ottima cantina vini, che per l’Italia conta però sempre i soliti grandi nomi. Punto Bollicine con Ferrari (unico metodo classico italiano presente, poi solo prosecco più o meno valido) e Champagne.

La mattina seguente mi sono recata al mercato turco (aperto solo martedì e venerdì): se ci andate verso le 10.30 troverete la gran parte dei banchi già allestiti, anche se l’orario ufficiale di apertura è più tardi. Specialità turche, ottima frutta e verdura a prezzi convenienti, spremute e caffè a basso prezzo, oltre a stoffe e oggettistica varia.

Da lì mi sono recata all’unico Museo che sono riuscita a vedere, anche perché è un bar-museo: quello dei Ramones. Veramente carino. In ogni stanzetta ci sono poltroncine per permettere al visitatore di rilassarsi e guardare tutto ciò che è esposto, con una birra in mano possibilmente!

Cosa mangiare a Berlino

A quanto pare, si deve provare il Currywurst e io l’ho mangiato in un ristorantino nel quartiere Charlottenburg. Non contenta, l’ho riprovato in un mini botteghino abbastanza affollato, ma l’esperienza non cambia: secondo me sono più buoni senza la salsa al pomodoro e curry, ma con un po’ di senape.

Nel biomarket, catena di negozi bio molto in voga, ho provato un pane dolce alle noci, molto costoso e un po’ pesante… Il giorno dopo ho provato una zuppa di manzo con tutto dentro, compreso il mais, che a dirla tutta non ci stava male, ma neanche bene! C’erano 35° gradi eppure i tedeschi a pranzo mangiano le zuppe bollenti.

La loro usanza alimentare, mi spiegava un’amica tedesca, è strutturata nel seguente modo: colazione abbondantissima “alla Ametrano di Bianco Rosso e Verdone”, a pranzo si sfondano di zuppe calde, o ultimamente in estate, vanno delle verdure un po’ improbabili con della pasta in bianco scotta per accompagnamento, come usano anche in Francia. La sera in genere mangiano piatti freddi costituiti da salumi e pane.

Ho provato altri due dolci lievitati: una sorta di Krapfen con una confettura di prugne (vuoto ovunque tranne per una puntina concentrata di confettura dolcissima), e una specie di danese con crema pasticcera e frutti di bosco. Stessa storia, praticamente insipido se non per il centro dove crema pasticcera e frutti di bosco risiedevano e facevano colore in quell’isola di pasta inutilmente lievitata.
Devo dire che non sono stata soddisfatta della pasticceria tedesca. I pani invece sono molto buoni. Ho mangiato in un ristorantino asiatico dal nome divertente: Wok to Walk. La mia scelta è caduta su un riso integrale con ingredienti a scelta cotto al momento, molto nutriente, che ha messo a dura prova la mia capacità di vedere il fondo del contenitore.

Al mercato turco ho mangiato benissimo: una frittella con zucchine, un tabulè e due rotolini tipo pasta fillo da accompagnare a un formaggio con erba cipollina. Il pane al burro, morbido e buonissimo viene spesso accompagnato da una serie di patè che non sono riuscita ad assaggiare per mancanza di spazio nello stomaco. Peccato, prossima volta…

Gente di Berlino

Ho visto una signora cadere a Pariser Platz e nessuno accorrere in suo aiuto.

Ho visto un signore anziano tentennare qualche secondo per decidere se salire dalla porta anteriore o centrale del bus: l’indecisione gli è costata la corsa, l’autista gli ha chiuso le porte in faccia ed è partito.

Personalmente ho avuto un primo approccio a dir poco disastroso con la signora dell’informazione dell’aeroporto di Tegel: la sua scortesia e approssimazione mi hanno fatto due ore di tempo e soldi per inutili corse sui mezzi pubblici.

Ho chiesto informazioni a un conducente del bus che andava all’aeroporto e in tedesco mi ha detto che parla solo tedesco.

Ho ricevuto spallate alla pari di Richard Ashcroft nella canzone Bitter Sweet Symphony camminando per alcune vie del centro.

Che dire? Sono quadrati, troppo!

In sintesi

Berlino è una città estremamente diversificata dove convive tutto insieme. La parte prussiana aristocratica, quella borghese culturale, la parte sovietica ed essenziale, quella artistica ed effervescente degli ultimi anni. Non sarà un caso se l’esilio in questa città ha salvato la vita sia a David Bowie che al suo amico Iggy Pop, reduci da un periodo di dissolutezza e droghe a più non posso. Qui il Duca Bianco ha riscoperto la gioia di vivere.

In effetti, l’idea che mi sono fatta è che ci si possa vivere proprio bene. I mezzi pubblici funzionano benissimo, i tram sono silenziosi. Ci sono piste ciclabili praticamente ovunque e visto che questi due mezzi di locomozione funzionano, non ci sono poi troppe automobili in giro.

D’altro canto i tedeschi rimangono comunque freddi e quadrati e non rispecchiano poi così tanto la loro città, accogliente e dinamica. Tutto è calcolato perché il turista sia agevolato nella sua esplorazione.

Sicuramente tornerò per una visita che non sia così superficiale.

8 cose interessanti da sapere

  1. Per chi vive a Roma non c’è più la convenzione che dava il pass gratuito per i mezzi pubblici di Berlino.
  2. Il caffè-museo dei Ramones si trova ora in via Oberbaumstraße 5 e non più in via Krausnickstrasse.
  3. Non è vero che tutti parlano inglese.
  4. Il biglietto va vidimato fuori, sia per quel che riguarda i treni, i tram, la metro e a volte anche per l’autobus.
  5. È pieno di vespe e api, vogliose di fare la conoscenza dei vostri alimenti.
  6. Non ci sono buche: lo dico qualora voleste affittare delle bici.
  7. I display segnano esattamente l’arrivo del mezzo pubblico che state aspettando.
  8. Angela Merkel ha tenuto il cognome del suo precedente marito, visto che l’attuale si chiama Sauer, che significa acido…

I punti 1,6 e 7 sono soprattutto per chi è abituato a vivere a Roma e potrebbe trovarsi disorientato da tanta efficienza.




Anais Vin

 
Sono nata a Roma nell'anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.