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Posted giovedì, 13 settembre 2018 by Roberta Barbi in Mondolibri
 
 

Scompare Guido Ceronetti, il «sensibile» del teatro

Guido Ceronetti
Guido Ceronetti

«Ci sforziamo di conservarci in salute per poter morir bene di radiazioni o di aria avvelenata». È morto serenamente, invece, Guido Ceronetti, all’invidiabile età di 91 anni portati benissimo nel corpo ma soprattutto nello spirito, con l’intelligenza lucida sino alla fine e quella lingua tagliente che non l’ha mai abbandonato. Sarà stato per il vegetarismo di cui da tempo aveva adottato lo stile di vita, oppure perché l’alimentazione più importante – quella del cervello – non era mai mancata: latino, ebraico addirittura, e poi il giornalismo, la filosofia, la saggistica, ma sopra ogni cosa il teatro e la poesia.

Il teatro, grande amore di Guido Ceronetti

Il teatro è stato un amore vero, grande, di quelli travolgenti ancora di più perché condivisi con chi si ama davvero: nel 1970 dette vita a quello dei Sensibili assieme alla moglie. In un primo periodo il «palcoscenico» era la loro casa di Albano Laziale, e i «registi» Guido Piovene, Eugenio Montale, fino ai visionari del cinema Luis Buñuel e Federico Fellini, tutti a tirare i fili – in senso letterale! – alle «marionette ideofore», geniale invenzione ceronettiana; poi la quinta è diventata itinerante e il cast si è ampliato, perché «dare gioia è un mestiere duro».

Autore di una poesia dura, cruda, che lascia poco spazio ai sogni e molto agli incubi, Guido Ceronetti si può considerare «portatore sano» di pessimismo cosmico, ma di quel genere che deriva dall’osservazione della realtà circostante e non dalle difficoltà personali che potremmo attribuire in maniera forse un po’ riduttiva al grande recanatese.

La natura non è materiale come la ragione, dice meravigliosamente Leopardi. Di qui l’impossibilità per la ragione, con le sue “operazioni materialissime e matematiche”, di penetrarla.

Il rapporto con la natura

Convinto della centralità della natura rispetto all’uomo che non riesce a governarla, finendo irrimediabilmente per essere schiavo di se stesso, Guido Ceronetti non ha fiducia neppure nella scienza che, appunto, non può neppure lontanamente spiegare il cosmo. Il poeta, quindi, dà voce a questa natura sovrana eppure sopraffatta dai terribili quanto vani tentativi che l’uomo mette in atto per dominarla.

«Sprecate pure le parole e le occasioni, ma non sprecate l’acqua», scrive, ma anche: «La campagna sanguina per i misfatti dell’intelligenza umana», fino a «Dove i galli non cantano, la tenebra resta per ventiquattr’ore attaccata al giorno».

Guido Ceronetti giornalista

Terzo amore, in ordine d’importanza, il giornalismo: dal 1972 ha ininterrottamente collaborato con il quotidiano della sua città natale, Torino, La Stampa, dalle cui colonne dette spesso e volentieri scandalo, disquisendo di Mezzogiorno e immigrazione e addirittura intervenendo in suo favore nel dibattito intorno alla sepoltura del nazista Priebke, che fino in punto di morte aveva ribadito le sue posizioni negando l’evidenza dell’Olocausto.

D’ora in avanti tutti gli amanti della scrittura di Guido Ceronetti potranno ritrovarla presso «il fondo senza fondo», come il poeta stesso definiva scherzosamente il Fondo Guido Ceronetti che dal 1994 raccoglie manoscritti editi e inediti dell’autore, quaderni di poesie e traduzioni, lettere, appunti su svariate discipline, soggetti cinematografici e radiofonici, collage, cartoline e opere grafiche dello stesso Ceronetti.




Roberta Barbi

 
Roberta Barbi è nata e vive a Roma da 40 anni; da qualche anno in meno assieme al marito Paolo e ai figli, ancora piccoli, Irene e Stefano. Laureata in comunicazione e giornalista professionista appassionata di cucina, fotografia e viaggi, si è ritrovata da un po’ a lavorare per i media vaticani: attualmente si occupa del nuovo portale della Santa Sede, Vatican News. Nel tempo libero (pochissimo) si diletta a scrivere racconti e si dedica alla lettura, al canto e al cake design; sempre più raramente allo shopping, ormai rigorosamente on line.