0
Posted martedì, 2 ottobre 2018 by Roberto Russo in Zibaldone
 
 

Festa dei nonni 2018: i nonni che leggono nel doodle di Google

Il doodle di Google per la Festa dei nonni 2018
Il doodle di Google per la Festa dei nonni 2018

Oggi è la festa dei nonni 2018. Il 2 ottobre, giorno in cui il calendario della chiesa ricorda gli angeli custodi, l’Italia festeggia i nonni, che, in effetti, sono degli angeli custodi per tutta la famiglia.

Tra nonni e nipoti c’è sempre un forte legame. Del resto diceva John Steinbeck, Nobel per la letteratura nel 1962, in una celebre frase dedicata ai nonni: “La generazione più giovane è la freccia, la più vecchia è l’arco”.

Come ogni anno, anche Google celebra i nonni. Per la festa dei nonni 2018 ha scelto un doodle che rappresenta un simpatico quadretto di famiglia, con tanto di libro

Il doodle di Google per la festa dei nonni 2018

In una cornice di fiori e foglie, ci sono la nonna e il nonno seduti in poltrona. Si sa che molti nonni hanno il pollice verde, no? Accanto a loro tre nipoti: la nonna tiene per mano una bimba, il nonno un bimbo e, accanto, c’è una sediolina con un’altra bambina seduta. Nella cornice figurano anche trombe, barchette, corone, stelle e luna e un uccellino.

Tutti sono attenti ad ascoltare la nonna. La nonna, infatti, ha sulle gambe un grosso libro e sta leggendo a tutti i presenti. Una favola, chissà forse proprio un racconto sui nonni o una poesia. Avete notato che la nonna è tutta azzurra, anche i capelli, come la Fata Turchina di Pinocchio?

È tradizione che siano i nonni a raccontare le fiabe della buona notte ai nipoti. Ma è anche tradizione che i nonni trasmettano saggezza ai nipoti (e ai loro figli). Con il doodle per la festa dei nonni 2018, Google sceglie – quasi paradossalmente – di rappresentare questo aspetto con un libro: e noi non possiamo che esserne grati. Attenzione, però: i libri non sono solo qualcosa da nonni o da “vecchi”! Anzi, sono una efficace cura di eterna giovinezza.

Nelle pagine interne del motore di ricerca il doodle è, come sempre, semplificato: c’è la scritta Google con caratteri floreali e le due lettere o sono i volti di un bambino e di un cagnolino.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.