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Posted domenica, 18 novembre 2018 by Luigi Milani in Mondolibri
 
 

Nativi digitali ed eBook, un matrimonio in crisi?

Nativi digitali ed eBook, un matrimonio in crisi?
Nativi digitali ed eBook, un matrimonio in crisi?

Puntuali come il ritorno delle influenze stagionali, sono riecheggiate in Rete, per essere poi svogliatamente riprese anche sui media tradizionali, le solite voci sul declino prematuro dell’eBook e sul presunto ritorno dei cosiddetti nuovi nativi digitali al libro cartaceo.

I nativi digitali, questi sconosciuti

Una premessa all’apparenza scontata, ma non di meno necessaria. Chi sono i cosiddetti nativi digitali, citati il più delle volte a sproposito negli articoli di sedicenti esperti di nuove tendenze?

Il termine, coniato nell’ormai lontano 2001 da Mark Prensky, viene perlopiù utilizzato per indicare la generazione cresciuta con le tecnologie digitali come personal computer, Internet, telefoni cellulari e lettori MP3.

L’espressione oggi suona però piuttosto approssimativa e fin troppo schematica, dal momento che non tiene conto delle differenti specificità dei giovani, non tutti necessariamente omologabili nella categoria di utenti digitali.

Detto ciò, gli affezionati lettori di GraphoMania non ce ne vorranno se faremo uso anche noi di tale definizione, sia pure nei limiti appena chiariti, e per mere esigenze espositive.

Il saggio di Naomi S. Baron

Il supposto De Profundis del libro digitale trae le sue origini l’indomani della pubblicazione nel 2015 di un saggio di Naomi S. Baron, Executive Director del Center for Teaching, Research and Learning dell’American University di Washington D. C. L’opera, dal titolo Words on screen: the fate of reading in a digital world (Parole sullo schermo: il destino della lettura in un mondo digitale), esaminava le preferenze di lettura e studio degli studenti universitari.

Dalle ricerche dell’autrice (ostile a prescindere all’eBook, occorre precisarlo) sarebbe apparso un dato solo all’apparenza sorprendente: i giovani universitari si troverebbero meglio con i libri cartacei in luogo di quelli digitali.

Le ragioni del libro cartaceo…

Gli studenti preferirebbero studiare su supporti tradizionali, spiegava il saggio, perché la lettura su dispositivi elettronici costituirebbe fonte di potenziale distrazione. Non solo, comprometterebbe anche la comprensione del testo: la lettura in digitale risulterebbe più veloce, sì, ma proprio per questo meno attenta.

Non solo: la consultazione frequente di manuali e libri di testo all’occorrenza da sottolineare, risulterebbe più agevole se effettuata su carta. Il che, diciamocelo, non stupisce neanche un po’.

… e del libro digitale

Scuole e università hanno effettuato, a partire soprattutto dai primi anni del nuovo millennio, massicci investimenti nel digitale, incoraggiando con decisione la diffusione dei testi digitali. Ciò è accaduto per diverse ragioni:

  • venire incontro ad esigenze di maggiore praticità manifestate da docenti e studenti: si pensi all’abbattimento di pesi e ingombri derivato dall’abbandono del cartaceo;
  • tutela dell’ambiente, grazie alla riduzione dell’impatto ambientale scaturito dalla produzione di grandi quantità di carta, inchiostri e così via;
  • imprescindibili necessità economiche, in considerazione del costante aumento del prezzo dei libri tradizionali.

I nativi digitali preferiscono davvero il libro cartaceo?

Come sempre, è bene evitare le facili generalizzazioni nelle quali tende talvolta a cadere chi vuole affermare tesi sulla base di pur legittime convinzioni e gusti personali. Oltretutto, la situazione è estremamente fluida e la lettura dei semplici dati numerici non aiuta molto.

Se da una parte si è parlato nei mesi scorsi di blandi segnali di ripresa del settore librario considerato nel suo insieme, è altrettanto innegabile lo stato di grave crisi nella quale versano le librerie indipendenti, schiacciate dalla concorrenza dei gruppi più grandi, Amazon in primis. Ma la platea dei lettori non aumenta, né giungono rinforzi alla schiera dei cosiddetti lettori forti, che da soli non possono sostenere l’intera produzione libraria.

È abbastanza corretto affermare che, in un quadro di generale, modesto recupero del mercato librario in Italia, a un tenue aumento della produzione di libri cartacei non corrisponda un analogo incremento delle vendite dell’eBook, anche se la diffusione di quest’ultimo risulta comunque in crescita, grazie ai numerosi titoli disponibili gratuitamente e anche, non nascondiamocelo, a causa della pirateria.

Il nativo digitale ama il digitale…

Il nativo digitale «lettore», quando è affezionato a precisi generi letterari, quali il fantasy, la fantascienza, l’horror e la narrativa d’evasione, sembra prediligere la lettura in digitale.

Le ragioni, oltre a quelle viste poc’anzi, sono in parte riconducibili a ragioni per così dire ideologiche, per una generica predisposizione alle nuove tecnologie.

… ma anche il libro cartaceo, all’occorrenza

Crediamo che, giunti a questo punto, nessuno potrà stupirsi nel constatare che i nativi digitali, quando indossano le vesti dello studente, sembrano preferire il libro cartaceo. Ma da qui a sostenere che i giovani preferiscano sic et simpliciter il libro cartaceo all’eBook, ce ne passa. In altre parole, dipende dalle circostanze.

Ci parrebbe dunque quanto mai avventato prendere le mosse da questa constatazione per formulare tesi tanto roboanti quanto discutibili, quali lo sbandierato ritorno in toto al libro cartaceo, alla luce anche della recente, sia pur discussa, apertura all’utilizzo dello smartphone in classe, definito dall’ex Ministro dell’Istruzione Fedeli «uno strumento che facilita l’apprendimento».

Foto | Pixabay




Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.