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Posted 25 Novembre 2018 by Giorgio Podestà in Mondolibri
 
 

Come Bram Stoker si è documentato per scrivere Dracula

Bram Stoker (1847-1912)
Bram Stoker (1847-1912)

Si sa. È noto. Ci sono libri che per tutta una serie di motivi e ragioni richiedono una lunga e meticolosa ricerca. Viaggi avanti e indietro nel tempo. Registri anagrafici da consultare, certificati battesimali da studiare attentamente, documenti da scovare, celati spesso e volentieri sotto strati e strati di polvere. Insomma lo scrittore deve essere a volte un segugio dal gran fiuto, un Golden retriever dall’istinto fermo eppure anche irrefrenabilmente scattante. Fatalmente nervoso.

Non ci sorprende dunque scoprire come Bram Stoker, una delle colonne portanti della letteratura horror di fine Ottocento, abbia trascorso ore e ore alla London Library (di cui era membro, grazie all’amico del cuore Hall Caine) consultando trattati e volumi (ben ventotto) che avevano come fulcro il mondo dell’occulto o del fantastico.

Il motivo? La stesura del suo capolavoro: Dracula.

I testi consultati da Bram Stoker per scrivere Dracula

Opere come Il libro dei lupi mannari del reverendo Sabine Baring-Gould o la Relazione sui principati di Valacchia e Moldavia portano segni evidenti di essere passati tra le mani del celebre autore, un uomo d’affari di origine irlandese con la passione per la scrittura (che tuttavia non era certo il suo forte: i critici considerano, ahimè, tutti gli altri suoi romanzi pessimi).

Note, sottolineature, orecchie alle pagine sembrano testimoniare l’interesse di Stoker che, per creare le atmosfere cupe della torva Transilvania, in verità non si mosse mai da Londra e dintorni.

La ricerca capitanata da Philip Spedding (Development Director della biblioteca stessa) ha comparato questi segni e marcature con tutte le note preparatorie di Bram Stoker per Dracula; note raccolte e pubblicate in un volume da Robert Eighteen-Bisang che mostrano una sorprendente corrispondenza con quelle pagine. Con quei polverosissimi libri della London Library. Un legame che non sembra oggi lasciare molti dubbi.

Se imbrattare i libri delle biblioteche pubbliche rimane, sia chiaro, un atto deplorevole, in questo caso bisogna fare un’eccezione. Ma si sa che l’eccezione, da che mondo e mondo, fa inesorabilmente la regola.

Foto | unidentified photographer [Public domain], attraverso Wikimedia Commons




Giorgio Podestà

 
Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).