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Posted venerdì, 30 novembre 2018 by Giorgio Podestà in Mondolibri
 
 

La vita e gli scritti della Contessa Lara, nom de plume di Evelina Cattermole

Contessa Lara
Contessa Lara

La sua vita fu spesso travolta dallo scandalo. I suoi versi da affocata poetessa uniti a un’aura da irresistibile femme fatale ne alimentarono nell’Italia di fine Ottocento il successo. Quasi la leggenda. La vita di Evelina Cattermole, figlia di un ex console di Sua Maestà Britannica e nota ai più con il nom de plume di Contessa Lara, fu contrassegnata da passioni travolgenti, amori da romanzo d’appendice e scontri all’ultimo sangue.

Gli scandali e gli scritti della Contessa Lara

Il duello tra il marito (figlio del marchese di Fusignano) e un giovane amante della donna aveva infatti riempito le pagine dei giornali del tempo. Un duello tragico che non solo costò la vita all’aitante innamorato, ma sancì la fine del matrimonio della bella poetessa con il ricco rampollo.

Seguirono anni difficili e tormentati per la Cattermole, costretta a peregrinare per l’Italia in pesanti ristrettezze economiche, lontana da quei salotti dove la sua bellezza smagliante aveva tenuto sontuosamente banco. Tuttavia il suo fascino prevalse sull’onta e lo scandalo, i suoi versi (e romanzi) vennero di nuovo accolti dal successo e il suo salotto romano si trasformò rapidamente in un ritrovo di musicisti e artisti di fama.

Contesa da riviste e quotidiani, la Contessa Lara (1849-1896) si destreggiò con nonchalance tra prove squisitamente letterarie (citiamo sia la raccolta poetica Canti e ghirlande che il romanzo L’innamorata) e spumeggianti articoli di moda e costume. E non è un caso che alcune sue frasi le troviamo ancora oggi nei Baci perugina.

La tragica morte

Fu proprio per lavoro (un incarico da parte del giornale Vita italiana) che la donna incontrò il pittore napoletano Giuseppe Piarantoni. Tra i due nacque (quasi fatalmente, potremmo dire) un amore. Un amore però difficile, intorbidato subito dal temperamento violento del giovane artista che, dopo un ennesimo litigio, sparò alla poetessa allora quarantacinquenne.

Si aprì un processo, naturalmente seguitissimo dai giornali dell’epoca, che chiuse poi i battenti con una sentenza di undici anni di reclusione per l’omicida.

Le parole della Cattermole, pronunciate poco prima di morire, furono probabilmente tenute in debita considerazione dalla giuria: non ragioni passionali ma di bieco interesse erano alla base di quel terribile sparo che, il 30 novembre 1896, aveva messo fine alla vita dell’irresistibile Contessa Lara, musa e letterata tra le più amate (e chiacchierate) del Bel paese.

Foto | Le Lieure [Public domain], attraverso Wikimedia Commons




Giorgio Podestà

 
Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).