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Posted giovedì, 6 dicembre 2018 by Susanna Trossero in Zibaldone
 
 

Nomen est omen: traduzione e usi della locuzione latina

Nomen est omen
Nomen est omen

Vi è mai capitato di sentire la locuzione latina nomen est omen durante un discorso, e di domandarvi dunque quale sia il suo vero significato?

Sembra derivi da una convinzione dei romani i quali credevano che il nome di una persona ne rivelasse il destino.

Fosse così semplice, non è vero? Semplice e ineluttabile: il nome non si cambiava, e così non ci si poteva neppure sottrarre al proprio destino.

In ciò era spesso incluso anche il lavoro svolto, ovvero nel nome poteva esser scritto il mestiere. Troviamo un approfondimento sul tema nel libro che ho scritto con Antonella Serrenti Il pane carasau a pagina 46, dove si narra che duemila anni fa – quando i romani occuparono la Sardegna – assegnarono i cognomi agli isolani basandosi su qualità personali, caratteristiche fisiche e, soprattutto, sulle attività che svolgevano.

Qual è la corretta traduzione di nomen est omen

Nomen est omen: un nome un destino, il nome è un presagio o, ancora, il destino nel nome.

Il senso delle tre traduzioni è il medesimo, sebbene riportato in una forma leggermente differente. In base a ciò, il nostro nome non rappresenta una casualità bensì ci appartiene in modo profondo e dice molto di noi.

Ad oggi, la locuzione è utilizzata in senso ironico, sebbene sempre facendo riferimento a persone la cui sorte è segnata dal nome.

Il tono scherzoso con il quale la si cita, equivale a: un nome un programma. Pensate a un dentista che si chiama Cavataio o a un dietologo dal nome Grassi, un oculista Quattrocchi o un militare Vinciguerra. In questi casi che sfiorano il grottesco, perfetto è l’uso della locuzione latina. (Se avete voglia di approfondire il tema dei cognomi, sappiate che esiste un museo che li raggruppa).

Alcuni esempi con l’espressione nomen est omen

Come si usa l’espressione nomen est omen? In quale punto della frase si è soliti inserirla o è corretto farlo? Sempre mantenendo un tono ironico, eccovi alcuni esempi:

  • Paolo La Grotta, nomen est omen, è davvero un grande speleologo!
  • La signora Alice ha sempre il pesce fresco… Nomen est omen, è proprio vero!
  • Come vuoi che stia uno che si chiama Felice Corna? Confuso! Nomen est omen, un nome un programma!

Ironia a parte, quando un cognome già di per sé può dare origine a ilarità o facili battute, scegliete con cura almeno il nome di vostro figlio: e se fosse vero che il nome è legato al destino delle persone?

Secondo una ricerca degli anni ’60 per esempio, sembra che chi ha un nome insolito è più soggetto a disturbi di natura psicotica. E un’altra ricerca di qualche anno dopo pare abbia evidenziato che chi ha un nome gradevole, dal suono piacevole, ottiene a scuola più clemenza dagli insegnanti e voti più alti.

Secondo gli appassionati di onomanzia, il significato dei nomi influisce sul futuro delle persone, e assieme al cognome ne stabilisce il destino. Come convinzione non è differente dalla corretta traduzione (e senso) dell’antica locuzione latina, non trovate?

Nomen est omen: nel nome sta l’uomo? Nel dubbio, meglio pensarci prima.




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.