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Posted martedì, 22 Gennaio 2019 by Nymeria in Mondolibri
 
 

Frate Cipolla: riassunto e analisi della novella del Decameron

Frate Cipolla
Frate Cipolla

Una delle novelle più famose del Decameron di Boccaccio è quella di Frate Cipolla. Nota a volte anche con la grafia di Fra’ Cipolla, è una novella raccontata da Dineo. È l’ultima della sesta giornata, in cui si parla di coloro che con risposte pronte o motti di spirito riescono a sfuggire a pericoli o tirarsi fuori dai guai.

Riassunto della novella di Frate Cipolla

La trama di Frate Cipolla è ambientata a Certaldo, un paese della Toscana. Qui ogni anno un frate della confraternita di Sant’Antonio viene inviato a riscuotere le offerte dei fedeli. Il compito spetta proprio a frate Cipolla, il frate più amato dai paesani in quanto il paese è celebre per la sua produzione di cipolle.

Il frate ha diversi compiti: benedice il bestiame (Sant’Antonio ne è il protettore) e promette agli abitanti che mostrerà loro una reliquia da lui stesso trovata. La reliquia è niente meno che una piuma delle ali dell’arcangelo Gabriele. Due abitanti del luogo, Giovanni del Bragoniera e Biagio Pizzini, vecchie conoscenze del frate, decidono però di fargli uno scherzo: vogliono assolutamente vedere come farà il frate a tirarsi fuori da una situazione a dir poco imbarazzante.

I due burloni vanno nell’alloggio del frate. Qui trovano il servo di frate Cipolla, Guccio Imbratta. Il servo ha il compito di sorvegliare la stanza del padrone in sua assenza. Tuttavia, preso da improvvisa passione per una cuoca piuttosto bruttina vista in cucina, va da lei, abbandonando il proprio posto. Giovanni e Biagio hanno così via libera: entrano nella stanza del frate, rubano la presunta piuma d’angelo (che in realtà appartiente a un pappagallo) e la sostituiscono con del carbone.

Arriva il gran momento: il frate mostra a tutti la sua preziosa reliquia. Ma quando svela la reliquia, si accorge della sostituzione. Conoscendo la scarsa intelligenza del suo servo, sa perfettamente che non è stato lui l’autore del gesto. Per cercare di uscirne bene agli occhi dei fedeli, frate Cipolla inventa su due piedi una storia priva di qualsiasi senso logico e relativa a un viaggio immaginario che lo ha condotto da Non mi biasimate per piacere. Costui gli avrebbe donato alcune reliquie, fra cui proprio la piuma e i carboni sui quali venne arso San Lorenzo.

Il frate spiega che le due reliquie erano collocate in due scatole uguali, ma nel venire a Certaldo aveva confuso le scatole, portando con sé la scatola sbagliata. E qui il colpo di genio: secondo frate Cipolla, l’errore non sarebbe da imputare a lui, ma a una precisa scelta della volontà divina. Due giorni dopo, infatti, si sarebbe celebrata la festa di San Lorenzo. A questo punto il frate mostra i carboni ai fedeli e fa il segno della croce per benedirli.

Finita la cerimonia, i due burloni gli fanno i complimenti per come ha gestito la scena e gli restituiscono la piuma.

I doppi sensi di Frate Cipolla

Come dicevamo, la sesta giornata è quella dedicata a coloro che riescono a superare situazioni pericolose usando le parole. Proprio per questo motivo, un terzo della novella è occupato da un lungo discorso di frate Cipolla, infarcito di doppi sensi e dalla figura retorica dell’anfibologia. Si tratta di una tecnica dove si vogliono confondere le idee degli ascoltatori.

Lo stesso discorso inizia con la descrizione di viaggi immaginari che sembrano parlare di scenari esotici, ma che in realtà possono riferirsi anche a posti vicini e fatti banali. Tuttavia tali luoghi vengono resi irriconoscibili grazie all’abile uso di artifici retorici. Per creare maggior verdicità, però, fra Cipolla mescola luoghi reali con nomi inventati.

Anche lo scopo di questi doppi sensi è duplice: da una parte convincere i fedeli che la reliquia è autentica. Dall’altra far divertire i due artefici della burla, dimostrando il suo talento nell’improvvisazione.

Ma non solo: questi doppi sensi hanno due livelli di lettura. Nel primo il frate si fa beffe dell’ingenuità e dell’ignoranza dei fedeli, capaci di credere a qualsiasi cosa. Il secondo livello di lettura, invece, è dedicato ai lettori più sagaci e smaliziati, quelli che si divertono a scoprire tutti i doppi sensi e i giochi di parole del frate. E sono quelli che nella novella vengono rappresentati dai due burloni, destinatari di cotanta bravura oratoria del frate.

Differenze tra frate Cipolla e Ser Ciappelletto

Spesso la critica mette a confronto la novella di fra Cipolla con quella di Ser Ciappelletto. In entrambe, Boccaccio critica aspramente la Chiesa. Il dito viene puntato contro la tendenza della Chiesa nell’approfittare dell’ignoranza del popolino. La creduloneria dei fedeli fa sì che basti mostrare loro delle false reliquie per poter ottenere più offerte.

Questa tematica tocca anche quello delle false indulgenze, tematica citata anche da Dante nel XXIX canto del Paradiso e da Chaucer. In questa ottica, anche l’appartenenza di fra Cipolla alla confraternita di Sant’Antonio non è un caso: la confraternita venne condannata da Papa Gregorio IX proprio per inganni di questo tipo.

Sia Ser Ciappelletto che frate Cipolla nascondono volontariamente la verità sotto la menzogna. Entrambi sono ottimi oratori, abilissimi nell’uso della parola e utilizzano la beffa come loro arma principale. Ma mentre frate Cipolla la usa per beffare i fedeli ignari, Ser Ciappelletto è un truffatore perché ama esserlo, non ha rimorsi né coscienza. È un uomo empio, che si crogiola nei suoi vizi, ma che sempre per via della sua arte oratoria, riesce a convincere un frate con la confessione di essere il più santo degli uomini.

Frate Cipolla e il parroco di Geoffrey Chaucer

Ma c’è una differenza fra il fra Cipolla di Boccaccio e il parrocco de Il racconto dell’indulgenziere presente ne I racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer. Per quanto Boccaccio critichi questo atteggiamento della Chiesa, d’altra parte mostra di trovare simpatico fra Cipolla per la sua abilità di usare la parola per tirarsi fuori dai guai. Tuttavia frate Cipolla non esibisce le sue capacità: le usa solamente quando gli occorre, ma a scopo ludico, anche se per arricchirsi illcecitamente.

Il parroco di Chaucer, invece, è un esibizionista ipocrita: ammette davanti al suo pubblico di essere lì solamente per arricchirsi e di essere interessato ai soldi, non certo ai peccati delle loro animale mortali, di cui non gli importa nulla.

Foto | WikiCommons




Nymeria

 
Nerd inside, come scopo nella vita sto cercando di leggere tutta la letteratura fantasy possibile e immaginabile.. Beh, poi ci sono anche i manga, i videogiochi, i telefilm, i film... ce la farò?