0
Posted giovedì, 7 Febbraio 2019 by Roberta Barbi in Mondolibri
 
 

Si è spenta oggi Rosamunde Pilcher, piccola fiamma che ci ha fatto battere il cuore

Rosamunde Pilcher
Rosamunde Pilcher

Scelse l’atmosfera di ovatta bianca che solo la neve riesce a regalare ai paesaggi, Rosamunde Pilcher, la novantaquattrenne cantastorie romantica che dall’Inghilterra era diventata famosa in tutto il mondo, specie in Germania dove dai suoi libri sono stati tratti oltre ottanta film tv, per la sua ultima fatica datata 2000: Solstizio d’inverno.

Aveva salutato il nuovo millennio così, decidendo di mandare in pensione se stessa e la macchina per scrivere, forse con l’agrodolce consapevolezza che per quei mondi incantati in cui le azioni sono spinte dall’amore, solo il primo tra i più forti sentimenti che prendevano vita quando il suo inchiostro toccava la pagina bianca, nei nuovi anni della comunicazione mediata dalle mille diavolerie tecnologiche, non c’era più spazio.

E diciannove anni dopo aver congedato l’attività di scrittrice, si è congedata anche dal mondo, spiccando il grande salto dalla sua casa di Dundee, in Scozia, da dove probabilmente evocava e sognava le isole britanniche, la Cornovaglia e la Scozia, sfondi idilliaci per le tante avventure nate dalla sua feconda fantasia.

Ma non era un addio triste né pieno di rimpianti, quello dell’autrice alla scrittura: l’inverno del titolo, infatti, restava confinato solo fuori dalle finestre, non era affatto un inverno del cuore, anzi, Solstizio è un romanzo pieno di speranza, che strizza l’occhio al tema della rinascita, del riuscire a rialzarsi dopo essere stati piegati dalle difficoltà e del coraggio di reinventarsi. I protagonisti Elfrida e Oscar, accomunati dall’amore per la musica e dalle tragedie della vita che ha strappato loro le persone più care, infatti, s’incontrano nell’anima e decidono di ricominciare insieme in Scozia, complice la dolce atmosfera natalizia che ridona loro la gioia di vivere.

I libri di Rosamunde Pilcher

Si fa leggere, Rosamunde Pilcher, delle cui pagine traboccanti romanticismo apprezziamo soprattutto la sua prosa composta e scorrevole, i suoi toni pacati, sobri, sempre eleganti e mai volgari, neppure nei passaggi in cui trionfa la passione. Anche gli intrecci sono costruiti con una sapienza che deriva in parte dalla lunga esperienza narrativa (vanta ventitré romanzi firmati e preceduti da diverse raccolte di racconti brevi oltre ad almeno undici opere edite con lo pseudonimo Jane Fraser) in parte da un dono che la natura ha voluto offrire a questa piccola grande donna nata nell’estremità sudoccidentale della Cornovaglia. Il debutto con la penna fu ad appena trentuno anni, ma il riconoscimento più alto per la sua arte lo ha ottenuto solo nel 2002, quando quella penna l’aveva già posata per sempre: l’Officer of the Order of British Empire, conferitole dalla Regina Elisabetta.

Non tutti i critici né tutti i fan sono concordi in merito, ma il capolavoro insuperato della Pilcher, il romanzo che la consacrò nell’Olimpo degli scrittori di fama mondiale, sembra essere I cercatori di conchiglie (1987): molti, infatti, individuano un alter ego almeno ideale dell’autrice nella protagonista Penelope, donna e madre di tre figli ormai grandi che, convalescente per un attacco di cuore, decide di trasferirsi in campagna per condurre d’ora in poi un’esistenza tranquilla e a misura d’uomo. È proprio in questo suo nuovo rifugio che si lascia andare ai ricordi che ripercorre, uno dopo l’altro, con disarmante lucidità: sarà questo viaggio della memoria a guarirla, nel corpo e nello spirito, e a renderla una persona nuova, forte e serena, consapevole di aver saputo amare sempre, in ogni istante della sua vita, anche quando non aveva accanto nessuno che ricambiava il suo amore, proprio come i fiori del suo splendido giardino, di cui si prende cura, ancora una volta, donando amore.

Sono completamente diversi, invece, i toni che tratteggiano i personaggi e le vicende di Settembre, altro importante romanzo pubblicato nel 1990. Si tratta di uno spaccato di vita della Scozia contemporanea, in cui si ambientano le peripezie di una famiglia borghese nell’arco di un’estate che si concluderà, appunto, a settembre, con una grande festa, i cui invitati, tutti apparentemente allegri e spensierati, celano, invece, nel cuore, i segreti più arcani. Ancora una volta si susseguono amori che sbocciano e amori traditi, liti e riappacificazioni, ritorni e partenze, drammi e comicità, descritti abilmente dalla Pilcher, qui più che mai brava a dimostrare le sue doti di acuta osservatrice della realtà.

E ora che se n’è andata, ci rendiamo conto di dover dire grazie a Rosamunde, per averci fatto fermare per un attimo incommensurabile nelle nostre vite e avervi riportato dentro l’amore che fa battere il cuore, quello che nella vita vera passa una sola volta.




Roberta Barbi

 
Roberta Barbi è nata e vive a Roma da 40 anni; da qualche anno in meno assieme al marito Paolo e ai figli, ancora piccoli, Irene e Stefano. Laureata in comunicazione e giornalista professionista appassionata di cucina, fotografia e viaggi, si è ritrovata da un po’ a lavorare per i media vaticani: attualmente si occupa del nuovo portale della Santa Sede, Vatican News. Nel tempo libero (pochissimo) si diletta a scrivere racconti e si dedica alla lettura, al canto e al cake design; sempre più raramente allo shopping, ormai rigorosamente on line.