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Posted 14 Marzo 2019 by Giorgio Podestà in Mondolibri
 
 

Come leggere i classici: consigli per la lettura dei grandi testi del passato

Come leggere i classici
Come leggere i classici

Se di classici dobbiamo parlare, non possiamo non partire dal pensiero di un celebre e celebrato scrittore di casa nostra come Italo Calvino le cui idee sul tema sono magnificamente espresse in Perché leggere i classici, saggio pubblicato postumo nel 1991.

In quelle pagine l’autore de Il visconte dimezzato e Il castello dei destini incrociati sottolinea come le letture giovanili siano in verità poco proficue, valide soprattutto come sistemi di classificazione, modelli di riferimento e scala di valori. Solo nella maturità, una rilettura di quegli stessi libri ci permetterà di coglierne profondità e sfumature. Di scorgerne insomma la fonda e articolata complessità.

Cos’è un classico

Ma cos’è dopotutto un classico se non un’opera che lega e unisce generazioni lontane tra loro, navigando speditamente lungo i secoli, superando mode temporanee, infatuazioni passeggere e capricci del tutto momentanei? Un classico dunque (per dirla ancora una volta alla Calvino) non smette mai di dire tutto ciò che ha da dire.

Non molto dissimilmente svariati decenni prima (siamo nella prima metà dell’Ottocento), l’illustre critico francese Charles Augustin Sainte-Beuve aveva a sua volta concentrato la propria attenzione sulla categoria dei classici (tappa quasi obbligata per lui), affermando come un classico porti ogni volta un arricchimento alla mente dell’uomo. Arricchimento che naturalmente comporta un passo in avanti. Un’ulteriore conquista umana.

Ma visto che siamo in vena di quesiti, qual è il classico dei classici? Un grande poeta del secolo scorso come T. S. Eliot non aveva dubbi: Virgilio. Lui, sosteneva l’autore di Assassinio nella cattedrale, è il vero, unico classico europeo. Nessuna lingua moderna – continuava Eliot – può sperare di produrne uno. Convinzioni che possono apparire troppo intransigenti o settarie, aprire complessi dibattiti, sottili e raffinate disquisizioni, ma noi in ogni caso preferiamo restare saggiamente ancorati alla terra, non volare troppo alti, così eccoci qui ad abbracciare senza esitazioni il pensiero del nostro Italo Calvino; quell’ascoltare l’infinito dire di tante indimenticabili pagine. Pagine che ci hanno accompagnato durante tutta la nostra vita.

Come leggere i classici

Come leggere i classici, quindi? Ogni volta che ci accostiamo a un classico è bene considerare sempre il periodo in cui è stato scritto e concepito, la realtà in cui è nato. Lo stile ci può apparire infatti lontano, datato, a tratti artificioso.

Sarebbe dunque consigliabile documentarsi sempre un poco, avere una panoramica dei tempi e magari della vita dell’autore stesso e ricordarsi, caso mai ci sembrasse un déjà-vu che, essendo un vero classico, è in assoluto il primo della serie, quello da cui gli altri, venuti dopo, hanno attinto a piene mani.

Foto | Pixabay




Giorgio Podestà

 
Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).