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Posted martedì, 26 Marzo 2019 by Roberta Barbi in Mondolibri
 
 

Libri consigliati per stare meglio, la nostra selezione per voi

Libri consigliati per stare meglio
Libri consigliati per stare meglio

Quando ho pensato di scrivere un pezzo sui libri che aiutano a stare meglio, mi è subito venuta in mente una domanda: ma che cosa significa stare meglio? Rispetto a cosa? Sono molteplici le risposte che si possono dare, e oltre a cambiare da individuo a individuo, a volte cambiano a seconda del momento della vita in cui ci si trova.

Il ventaglio di possibilità, così, si allarga a dismisura, comprendendo la ricerca della felicità o del benessere interiore, di rimedi per risolvere una crisi personale o di coppia, consigli per elaborare un lutto ma anche semplicemente una guida per smettere di fumare o magari un manuale con la dieta giusta, finalmente.

Oggi cerchiamo, dunque, di esplorare un po’ tutte le sfumature di questo vasto panorama, senza dimenticare il self-help o auto-aiuto che mi sembra sempre una dimensione utile perché veicolo del pensiero positivo, e tenendo presente il fatto che spesso i libri che vengono consigliati per stare meglio sono best seller perché ovviamente ci si deve basare su un campione largo di persone che dopo quella certa lettura sono state meglio davvero, ma ovviamente ognuno di voi potrebbe alzare la mano e citarne altri, magari perché li ha provati personalmente.

E allora, prima di questo nuovo viaggio da intraprendere insieme, ecco la mia doverosa premessa: leggere (compresi romanzi e poesie) fa sempre stare meglio, quindi, non esitate, fatelo!

Curarsi con i libri è possibile

Con tale premessa non potevo proprio non citare l’opera di Ella Berthoud e Susan Elderkin edito in Italia da Sellerio, Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno, una sorta di enciclopedia in cui potete trovare il romanzo adatto ad ogni occasione, che vi sia utile curare l’emicrania oppure affrontare le crisi adolescenziali dei vostri figli, in una sorta di trip che va dal giovane Holden a Madame Bovary. Non so se mi spiego.

La felicità, questa sconosciuta

Cominciamo, dunque, con un obiettivo facile facile… si fa per dire: essere felici, cioè l’obiettivo per eccellenza. Secondo recenti statistiche Onu, il Paese del mondo i cui abitanti sono più felici è la Danimarca, dove si vive obbedendo alle “leggi” della hygge, una sorta di atmosfera associata a sentimenti quali la sicurezza, l’accoglienza e la comodità. Di questo ci parla Meik Wiking nell’omonimo Hygge: chi è hyggeligt appare un individuo sereno ed equilibrato, soddisfatto perché riesce a gestire abilmente il tempo del lavoro e quello dedicato agli affetti… sinceramente, pensando alla nostra povera Italia, soprattutto alle nostre grandi città, non lo vedo un modello molto esportabile, ma tant’è.

Consapevolezza e resilienza sono la strada giusta?

Si fa un gran parlare, ultimamente, di resilienza, intendendo con questa nuova strana parola, la capacità di un individuo di affrontare in modo costruttivo le difficoltà. Ma c’è di più. C’è la mindfulness, un termine che non ha ancora trovato un corrispondente in italiano, ma che significa in qualche modo una sorta di consapevolezza non giudicante di sé. Nel libro Mindfulness per principianti di Jon Kabat-Zinn, che a quanto pare è un guru in materia, si trovano consigli più o meno pratici per vivere la nostra vita davvero (e non passare il tempo a “pensarla” tra impegni, cose da fare e cose già fatte) sottolineando l’importanza dell’imparare a stare con noi stessi. Che anche questa non è cosa da poco.

Riordinare casa, terapia per il benessere

Tra i vari titoli di questo genere letterario mi ha colpito in modo particolare Il magico potere del riordino di Marie Kondo. Non poteva che venire dal Giappone una teoria che profetizza di trovare la felicità in soffitta (in senso letterale!) mettendo a posto casa, gettando via il superfluo e riorganizzando gli spazi domestici. Giuro che non mi lamenterò più ad ogni cambio di stagione!

Quanto è difficile essere donna

Sarò di parte, ma un piccolo paragrafo di questo lungo articolo vorrei fosse dedicato alla mia metà del cielo che ha tanto da dare, ma anche tanto da recuperare. La perdonanza di Daniela Gambino può essere un aiuto a porsi le domande giuste per quante di noi si trovano ad affrontare un momento particolarmente complicato del proprio rapporto di coppia, mentre Donne dagli occhi grandi è una splendida raccolta di racconti al femminile che ha per protagoniste madri, figlie, mogli e sorelle che guardano alla vita ogni volta con rabbia, entusiasmo, determinazione e voglia di vivere. Alla ricerca, come tutti noi, del proprio posto nel mondo.

Problemi pratici, soluzioni efficaci?

Tralascio volutamente e per esperienza personale l’infinità di pubblicazioni semiserie sulla sana alimentazione e ogni tipo possibile e immaginabile di dieta e mi concentro su un altro problema annoso: smettere di fumare. Pare che abbia avuto successo chi ci ha provato leggendo È facile smettere di fumare se sai come farlo di Allen Carr. Stabilmente tra i libri più venduti in molti Paesi, davvero può cambiarti la vita in meglio.

Infine la mia esperienza personale…

Concludo la nostra chiacchierata di oggi con due titoli non esattamente nuovi ma sempre in vetta alle classifiche. Li ho letti personalmente: uno ve lo consiglio l’altro no. Quello che vi consiglio è Chi ha spostato il mio formaggio? di Spencer Johnson. Una storia breve in cui il formaggio è metafora degli obiettivi che nella vita vorremmo raggiungere ma che per un motivo o per l’altro si allontanano da noi. Quando capiamo che questo allontanamento pure è causato – più o meno consapevolmente e volontariamente – da noi, ci scatta qualcosa dentro, per davvero. Quello che invece non mi ha aiutato per niente, anche se molti giurerebbero il contrario, è Messaggio per un’aquila che si crede un pollo di Anthony De Mello. Tanta ironia e semplicità, questo è vero, ma poca ciccia, per così dire.

Chiudo qui, ma lo faccio con una nota finale: va bene l’auto-aiuto, ma il confronto con gli altri, secondo me, è insostituibile. Alla prossima.

Foto | Pixabay




Roberta Barbi

 
Roberta Barbi è nata e vive a Roma da 40 anni; da qualche anno in meno assieme al marito Paolo e ai figli, ancora piccoli, Irene e Stefano. Laureata in comunicazione e giornalista professionista appassionata di cucina, fotografia e viaggi, si è ritrovata da un po’ a lavorare per i media vaticani: attualmente si occupa del nuovo portale della Santa Sede, Vatican News. Nel tempo libero (pochissimo) si diletta a scrivere racconti e si dedica alla lettura, al canto e al cake design; sempre più raramente allo shopping, ormai rigorosamente on line.