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Posted martedì, 14 Maggio 2019 by Roberta Barbi in Mondolibri
 
 

I 5 best seller da leggere almeno una volta nella vita

Best seller
Best seller

Ed eccoci qui alle prese con una delle tante classifiche che piacciono tanto a tutti, Google compreso: i 5 best seller da leggere almeno una volta nella vita.

Come ci siamo raccontati più volte, le classifiche hanno sempre un sapore soggettivo, pertanto è fondamentale e direi anche doveroso per chi le stila, precisare quali sono stati i criteri che ci hanno guidato. Ecco, perciò, i criteri che ho seguito oggi.

Ovviamente che si tratti di un best seller, cioè uno di quei (sempre più rari ahimè) libri che hanno spopolato quanto a vendite, quindi che sappia lasciare qualcosa al lettore in termini di crescita personale, valore da ricevere in cambio del tempo impiegato per leggerlo, e in definitiva che sappia aggiungere qualcosa alla vita di tutti noi. Quando dico tutti noi intendo dire proprio tutti, perché se è vero che ognuno di noi ha un libro che ama a prescindere e che può essere anche di nicchia o sconosciuto, i libri di cui parlo oggi sono quelli, invece, che anche se li leggi e non ti piacciono, comunque sono importanti e ti lasciano qualcosa. Lo fanno con tutti. Garantito.

Gusti personali, capolavori universali

Che sia per la trama, che sia per l’intreccio, perché ci si è perdutamente innamorati di un personaggio o semplicemente perché – a me capita spessissimo – si è rimasti folgorati dalla scrittura e dallo stile dell’autore, quindi, l’invito caldeggiato è a leggere i libri di cui parleremo.

Altra precisazione: oggi in particolare, ho eliminato i grandi classici che si dovrebbero leggere a scuola e che temo non si leggano neppure più lì, e mi sono concentrata su romanzi che secondo me, indipendentemente dall’epoca in cui sono stati scritti, raccontano molto della società di oggi.

Ed ora che abbiamo esaurito le spiegazioni della serie “soddisfatti o rimborsati”, entriamo nel vivo dell’argomento.

I best seller che dovresti leggere

Il Giovane Holden

Già nel 1951 Salinger fa il ritratto di una gioventù se non proprio bruciata, quantomeno maleducata (ma in realtà terribilmente abbandonata) che popola le strade dei nostri quartieri e le aule delle nostre scuole ancora oggi.

Ognuno di noi e dei nostri figli, infatti è un po’ Holden Caulfield, il sedicenne che nel 1949 viene espulso da una prestigiosa scuola privata per non aver superato abbastanza esami. Da qui parte una narrazione clamorosa del vagabondaggio di tre giorni del ragazzo prima di fare ritorno a New York per le vacanze di Natale, durante i quali si infila in un guaio dopo l’altro.

Romanzo di formazione postmoderno, queste pagine narrano il male di vivere dell’uomo moderno che ha tutto e può tutto ma non riesce, comunque a essere felice. Neanche il finale lascia aperta la porta della speranza: Holden vuole scappare da una società che non comprende e dalla quale non è compreso e quindi finisce in analisi (come la metà almeno degli americani).

La coscienza di Zeno

Ok, lo ammetto, un mezzo classico anche in questa top five dei best seller ce l’ho infilato. Ma d’altronde, quale penna meglio di quella di Svevo sa comunicare la nevrosi dell’uomo contemporaneo, in questo caso i tentativi nulli del protagonista di smettere di fumare?

Qui nella psicanalisi ci troviamo proprio immersi e addirittura a livello drammaturgico, perché all’inizio del romanzo appare un sedicente Dottor S. che afferma di pubblicare per vendetta le memorie di un suo ex paziente, un tale Zeno Cosini. L’inetto Zeno, però, qui è in grado di avere un’evoluzione: sapendo, infatti di essere un “malato” circondato da “sani”, riesce a elevarsi e a risolvere il proprio complesso di inferiorità, mentre gli altri restano inesorabilmente cristallizzati nella loro condizione.

Stiamo parlando, in fondo, di un autore che scrive con uno pseudonimo in bilico tra due culture e due nazionalità – come era davvero – perciò hai voglia quanti begli spunti psicanalitici che poteva trovare!

L’eleganza del riccio

E veniamo a un vero campione di incassi del 2006, un romanzo francese scritto peraltro da una donna. Solo per questo io lo leggerei…

Scherzi a parte, nella vicenda della portinaia solo apparentemente ottusa, ignorante e pettegola che desidera perpetuare nelle credenze popolari tutti i cliché che si porta addosso a causa della sua vita professionale, si nasconde tutto l’effimero che caratterizza la nostra società.

Una delle cose che mi colpirono di più di questo libro quando lo lessi, appena uscito, era che in questo palazzo elegante abitato dalla buona borghesia parigina, nessuno o quasi degli inquilini si conosceva o si salutava incontrandosi sulle scale o nell’ascensore. Ecco, a distanza di tredici anni posso confessarvi che è la realtà che vivo anch’io in un condominio qualsiasi e altrettanto borghese in una grande città qualunque come potrebbe essere ed è la mia, cioè Roma. Tristissimo.

Psycho

Vabbè, qui altro che nevrosi, male di vivere o indifferenza verso il prossimo, qui siamo nel campo realmente psichiatrico della malattia mentale. Non credo di dover esplicitare la trama perché tra romanzo e film la conosce pure mio figlio di due anni penso. Comunque, ci fosse ancora qualcuno che non sa sia stata scoperta l’acqua calda, eccovi accontentati.

C’è un motel il cui proprietario è Norman Bates, individuo disturbato e probabilmente il più famoso serial killer della storia del cinema e della letteratura. A rendere il tutto più inquietante è che agisca in preda a raptus di follia travestito con gli abiti della propria madre morta vent’anni prima e accuratamente conservata in cantina.

Un complesso edipico terribile, eppure reale e, soprattutto, attuale, nonché un’utile riflessione per tutti noi genitori di quanti danni si possano fare a una mente umana, consapevolmente o meno.

Il Profeta

Concludo la panoramica sui best seller con una luce nel buio, altrimenti vi suicidate in massa e poi chi ci legge su questo blog? Questo libro di Gibran più che da leggere è da consultare al bisogno, un po’ come per i cristiani la Bibbia: anche se la storia la sai, la parola parla, sempre.

Tra l’altro la formula è particolarmente adatta a questo tipo di fruizione: sono domande sulla vita, il senso, i valori, l’amore che l’uomo pone al profeta che risponde in forma spesso criptica o metaforica, ma sempre poetica e in qualche modo disarmante. Da non perdere, anche per atei, agnostici e animali simili.

Foto | Stefan Spassov via Unsplash




Roberta Barbi

 
Roberta Barbi è nata e vive a Roma da 40 anni; da qualche anno in meno assieme al marito Paolo e ai figli, ancora piccoli, Irene e Stefano. Laureata in comunicazione e giornalista professionista appassionata di cucina, fotografia e viaggi, si è ritrovata da un po’ a lavorare per i media vaticani: attualmente si occupa del nuovo portale della Santa Sede, Vatican News. Nel tempo libero (pochissimo) si diletta a scrivere racconti e si dedica alla lettura, al canto e al cake design; sempre più raramente allo shopping, ormai rigorosamente on line.