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Posted sabato, 18 Maggio 2019 by Graphe.it in Mondolibri
 
 

Il lettore rompiballe

Il lettore rompiballe
Il lettore rompiballe

Salve a tutti, sono un semplice lettore che da qualche anno si è anche appassionato alla scrittura, e vorrei condividere con voi qualcosa che mi ha colpito non poco.

Ho appena finito di leggere il thriller di Gianluca Ascione Le canaglie del Venerabile.

Si tratta effettivamente di un bel giallo ambientato nella Treviso del 1938, nell’ultima parte del ventennio fascista. Mi è piaciuto molto. Lo stile è quello che prediligo ossia un nutrito assieme di personaggi, tutti ben delineati, le cui vicende sembrano inizialmente avulse per poi piano piano intrecciarsi sempre più sino al finale chiarificatore.

Viene rispettata la caratteristica di alternare capitoli e avvenimenti scabrosi ad altri romantici o introspettivi. Viene rappresentato bene l’ambiente, le atmosfere che caratterizzavano quel periodo, e che sono state descritte in vastissima letteratura e cinematografia. I dialoghi e l’azione sono predominanti. Il finale invece, così come già mi aveva preannunciato l’amica che me lo ha prestato, effettivamente appare deludente, inverosimile, una americanata alla “e vissero tutti felici e contenti”.

Io non lo avrei chiuso così.

Tuttavia, il problema non sta – secondo me – semplicemente nel finale.

L’autore, come detto, scrive di eventi accaduti in epoca non sua (lui è nato nel 1975) e, giustamente, chiude la pubblicazione con una bella pagina di “Ringraziamenti”.

A chi lo ha aiutato in, testuale, “…un assiduo e scrupoloso lavoro di ricerca…” per ricostruire “…lo stato urbano e sociale della città nell’anno di ambientazione della storia” perché è vero che “…i dettagli fanno la differenza”, e dulcis in fundo perché io, dice l’autore “sono un puntiglioso rompipalle!”

Ecco, mi verrebbe voglia di scrivere all’autore “puntiglioso rompipalle” per proporgli alcune osservazioni del tipo:

  1. la sua storia è ambientata tra fine agosto e settembre del 1938 e ci sono interi capitoli del libro nei quali, anche tra sottoposti e superiori, ci si appella dandosi del “Lei”, quando sappiamo che in epoca e in ambienti strettamente fascisti ci si dava del “Voi”; tanto che il regime ritenne utile già dal 15 febbraio di quell’anno (1938) emanare una precisa disposizione verso tutti gli organi del partito affinché il “Lei” fosse definitivamente abolito; leggete qui: Mussolini abolisce il “LEI”. Addirittura, in un paragrafo di pag. 437 un superiore del capitano Sarelli (il protagonista) lo apostrofa sia con il “tu” (“Non te la prendere”) che con il “lei” (“Lei ha fatto il suo dovere”…), ma non con l’ormai obbligatorio “voi”;
  2. a pag. 304 viene usato il termine “scotch” per pacchi; effettivamente il nastro adesivo fu inventato dagli americani nel 1925, ma in Europa vi giunse solo nel 1937, vedi qui: Invenzione del nastro adesivo. Che, quindi, potesse essere di uso comune nelle provincie italiane già un anno dopo lo trovo inverosimile, considerata anche l’impronta autarchica che il fascismo aveva imposto e che durò fino alla fine della guerra; ancora negli anni sessanta, me lo ricordo da bambino, per chiudere i pacchi si usava la colla bianca con lo spatolino e lo spago;
  3. a pag. 348 vengono usate le parole straniere “bar”, “papillon”, “brioche”; questi termini, così come il precedentescotch” e tanti altri stranieri, erano praticamente vietati durante gli anni del regime. Vedi e senti qui Gli anni della censura: il Fascismo e la lingua italiana e anche qui: Nel luglio 1923 il fascismo vieta le parole straniere: così il sandwich si trasformò in “tramezzino”.
  4. e per finire, a pag. 435, vi è il protagonista, il capitano Sarelli, che cita un episodio che lo vede agli inizi della carriera, giovane sottotenente (suppongo quindi prima o agli inizi degli anni ‘30), mentre arresta un mariolo inseguendolo, testuale “…tra le giostre della Fiera dell’EUR”. Adesso vedete se ci riuscite voi, perché io non sono stato capace di trovare notizie che pongono la costruzione del quartiere Eur prima del 1930, visto che la sua progettazione ha inizio nel 1936 (Progetto Esposizione Universale Roma 1942) e, soprattutto, le giostre dell’Eur furono realizzate solo nel 1953! Vedi qui: Giostre Luna park EUR.

Morale? Mi rivolgo alle mie colleghe del corso di scrittura che frequentiamo da qualche anno: avete capito mo’ perché sono fissato con la cura dei particolari? Perché, come dice Ascione, tu autore puoi pure essere un rompipalle puntiglioso ma se non stai veramente attento ai dettagli troverai sempre un lettore più puntiglioso e rompipalle di te.

Ascione, non volermene, niente di personale anche perché – come detto all’inizio di questa mia – il libro mi è piaciuto!

Damiano

PS: il contenuto delle mie osservazioni è suffragato da notizie trovate in rete; mi rendo conto come tale “fonte” del sapere possa, molte volte, presentare deficit di affidabilità. Se ciò dovesse essere comprovato ne prenderò nota e porgerò le dovute scuse.

Foto | Pixabay




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