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Posted 23 Maggio 2019 by Nymeria in Mondolibri
 
 

Che cos’è il Necronomicon?

Necronomicon
Necronomicon

Se leggete Howard Phillips Lovecraft, vi sarete imbattuti di sicuro nel Necronomicon. Qua e là nei racconti e romanzi di Lovecraft viene citato questo libro, un testo di magia nera scritto da Abdul Alhazred, un “arabo pazzo”.

Il Necronomicon è uno dei più famosi esempi di pseudobiblium, cioè libri mai scritti, non reali, ma citati come se fossero veri libri realmente esistenti. Si tratta di un espediente narrativo creato da Lovecraft per dare maggiore verosimiglianza alle sue opere. Successivamente, anche altri scrittori cominciarono a citarlo nei propri racconti horror o fantascientifici, creando un vero e proprio gioco intellettuale.

Nell’immaginario collettivo questo testo assunse una tale parvenza di realtà che lo stesso Lovecraft, a un certo punto, fu costretto a specificare più volte che questo libro non esisteva e che era una sua invenzione. Troppi lettori, infatti, avevano preso sul serio l’esistenza di questo libro e ancora oggi c’è qualcuno che crede che sia reale.

Necronomicon: storia e origini di un libro che non esiste

Nonostante sia uno pseudobiblium, il Necronomicon ha dei precisi riferimenti per quanto riguarda la sua storia e le sue origini, cosa che servì a conferirgli una maggior verosomiglianza.

Il Necronomicon, in arabo Al Azif, è un libro di magia nera scritto dall’arabo pazzo Abdul Alhazred, vissuto nell’VIII secolo nello Yemen e morto poi a Damasco in circostanze alquanto misteriose. Lo stesso Lovecaft afferma che, probabilmente, venne fatto a pezzi da un essere invisibile, di giorno.

Il significato del titolo

Lovecraft, in una lettera, disse che il titolo gli era apparso in sogno. Il suo significato sarebbe La descrizione delle Leggi dei Morti (o che governano i Morti), tratto dalle parole nekros (cadavere), nomos (legge) e eikon (immagine, descrizione). Una traduzione più comune, invece, diventa Libro dei Nomi dei Morti, in quanto la seconda parte deriverebbe dal greco onoma (nome, titolo del libro).

Altre ipotesi parlano di Le consuetudini dei Morti, Guida alla terra dei Morti o Il Libro del Legislatore Morto. Un amico ed editore di Lovecraft, August Derleth, sostenne che il titolo derivasse dall’Astronomicon Libri del poeta Marco Manilio, quindi diventerebbe Libro che riguarda la Morte.

Necronomicon: cosa contiene?

Secondo la leggenda, Abdul Alhazred scrisse il libro intorno al 730, salvo poi morire nel 738. Il libro conterrebbe uno strano racconto mitologico sui Grandi Antichi, ivi inclusa la loro storia e il modo per invocarli sulla Terra.

Del libro venne fatta una traduzione in greco di Teodoro Fileta, colui a cui viene anche attribuito il nome greco di Necronomicon. Fileta forse fu un monaco ortodosso di Costantinopoli: tale traduzione sarebbe arrivata nel 950. Nel 1228 ci sarebbe stata una traduzione in latino del danese Olaus Wormius, il primo a indicare che l’originale arabo sarebbe andato perduto tempo prima.

La versione latina venne stampata due volte. La prima in caratteri gotici in Germania nel XV secolo, la seconda in Spagna nel XVII secolo. Successivamente il mago John Dee e il suo assistente Edward Kelley ottennero una copia a Praga e fecero una traduzione in inglese, di cui rimangono solamente alcuni frammenti.

La cronologia del libro

Questa la cronologia conosciuta del libro:

  • 730: l’arabo pazzo Abdul Alhazred scrive a Damasco il libro Al Azif (Necronomicon nella versione greca).
  • 950: il monaco ortodosso Teodoro Fileta a Costantinopoli traduce in greco Al Azif dandogli il titolo Necronomicon.
  • 1050: il Patriarca Michele ordina che tutte le copie in greco vengano distrutte, mentre il testo arabo originale sparisce nel nulla.
  • 1070: Teofilatto traduce un’altra volta in greco Al Azif.
  • 1228: Olaus Wormius traduce il libro in latino, partendo dal testo in greco.
  • 1232: Papa Gregorio IX ordina che vengano distrutte tutte le copie in greco e latino del Necronomicon.
  • XV secolo: viene prodotta un’edizione tedesca in caratteri gotici, partendo dalla traduzione latina.
  • 1472: arriva un’edizione di Lione in francese, partendo dalla traduzione latina di Olaus Wormius.
  • 1550: arriva anche un’edizione italiana, partendo dal testo in greco.
  • 1580 o 1586: arriva la traduzione inglese del Necronomicon latino, realizzata da John Dee e Edward Kelly (a frammenti e non stampata).
  • 1598: arriva un’altra versione inglese del testo latino, questa volta per mano del barone Federico I del Sussex. Il titolo cambia in Cultus Maleficarum, ma è più conosciuto come Manoscritto del Sussex.
  • 1622: arriva l’ultima edizione spagnola della traduzione latina.

Il Necronomicon arriva nella vita reale

Non si sa con esattezza a quali libri Lovecraft si sia ispirato per il suo Necronomicon. Si parla della Chiave di Salomone, un famoso grimorio, e del Piactrix, testo arabo di magia del XII secolo. Ma quando arrivò nel mondo reale?

Nel 1941 Philip Duchesne, un antiquario di New York, lo inserì nel proprio catalogo, stabilendo anche un prezzo a 900 dollari. Nel 1953 Arthur Scott, un giornalista, disse che il Necronomicon era scritto su fogli fatti di pelle umana, presi da persone uccise con la stregoneria. Da quel momento in poi, riferimenti a questo testo comparvero in parecchi cataloghi, anche in quello della Biblioteca Centrale dell’Università della California.

A complicare le cose, negli anni Sessanta Lyon Sprague De Camp, in Iraq compra uno strano manoscritto. In realtà si trattava di un falso, con scritte prive di senso. Una truffa, insomma, ma De Camp lo pubblica come se fosse il vero Necronomicon, aggiungendo altri dettagli per dargli maggior veridicità.

Il Necronomicon ebbe così tanta risonanza da comparire in varie forme in diversi film, fra cui anche la serie La casa di Sam Raimi, con particolare riferimento a L’armata delle tenebre e in parecchi videogiochi, fra cui anche lo storico Alone in the Dark e in Call of Duty, con il nome di Kronorium.

Se andate in libreria, poi, troverete una raccolta di racconti di Lovecraft che ha proprio per titolo Necronomicon ed è pubblicata da Mondadori.

Foto | Shubi(Shubi) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons




Nymeria

 
Nerd inside, come scopo nella vita sto cercando di leggere tutta la letteratura fantasy possibile e immaginabile.. Beh, poi ci sono anche i manga, i videogiochi, i telefilm, i film... ce la farò?