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Posted giovedì, 6 Giugno 2019 by Giorgio Podestà in Mondolibri
 
 

Maria Messina, una Mansfield siciliana

Maria Messina
Maria Messina

Vi sono nomi (e non è certo la prima volta che lo diciamo) che inspiegabilmente finiscono per cadere nell’oblio oppure sembrano rimanere in una sorta di triste limbo letterario. Mal illuminati, coperti da una polvere sempre più fitta restano così mestamente in attesa che qualcosa accada, che una mano più attenta delle altre li sottragga a quel loro ingiusto destino.

Amata dal Verga, riscoperta da Leonarda Sciascia, Maria Messina ha conosciuto nel corso tumultuoso degli anni, delle tante mode letterarie, ammirazione e dimenticanza, entusiasmo e indifferenza da parte non tanto del pubblico, ma soprattutto della critica. Eppure il suo talento, non vi sono dubbi, è profondo, il suo sguardo penetrante, la sua penna appare fin dalle prime righe accattivante e scorrevole.

Nulla avrebbe da invidiare a Katherine Mansfield se non la fama letteraria. Il rispetto quasi reverenziale che quest’ultima gode ormai da svariati decenni – ma l’Italia, lo sappiamo bene, non è mai stata molto attenta alle sue penne femminili. Grandi scrittrici si sono viste superare da autori visibilmente meno dotati, messe costantemente in ombra da colleghi spesso mediocri di cui ancora oggi però si ricorda il nome, di cui si leggono profusamente nelle antologie scolastiche racconti e brani che continuano a rubarci più di uno sbadiglio. Più di un gesto di impazienza.

Chi è stata Maria Messina

Nata in Sicilia nel 1887 e scomparsa a Pistoia nel 1944, Maria Messina ebbe un’infanzia itinerante e una vita segnata da una malattia neurodegenerativa, ma la progressiva immobilità non le impedì certo di guardare nelle profondità più insondabili del cuore umano, di scandagliarne a mano ferma anfratti, di svelarne magistralmente e in pochi rapidissimi tratti luci e ombre.

Donne infelici, disamate e oppresse da una società spietatamente maschilista popolano i suoi racconti più toccanti, i suoi romanzi più belli. Da Le briciole del destino a Personcine, passando per l’amaro e indimenticabile L’amore negato, la realtà femminile (non solo siciliana) occupa la scena con una grazia tagliente. Uno struggimento che immalinconisce fino a toccare – il prezzo è sempre invariabilmente alto – un fondo e tragico disincanto.

Foto | Mistretta




Giorgio Podestà

 
Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).