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Posted 6 Agosto 2019 by Roberta Barbi in Premi letterari
 
 

Ci ha lasciato Toni Morrison, la paladina delle donne afroamericane

Toni Morrison (1931-2019)
Toni Morrison (1931-2019)

Toni Morrison ha guardato per 88 lunghi anni il mondo attraverso L’occhio più azzurro, il suo splendido romanzo d’esordio – datato 1970 – in cui la piccola Pecola per essere accettata nella società in cui vive sogna di avere gli occhi blu come Shirley Temple e non il naso grosso e le treccine nei capelli tipiche di qualunque bambina nera della sua età, combattendo contro due nemici duri a morire: il razzismo radicato negli Stati Uniti dell’epoca (lei stessa, acuta lettrice prima e brillante studentessa poi poté laurearsi solo all’Howard College di Washington, uno dei pochi aperti anche ai neri) e il machismo, che aveva attecchito indisturbato anche in seno alla comunità afroamericana.

“Se tutto ciò che faccio quando scrivo romanzi, o qualsiasi altra cosa scriva, non parla del villaggio, o della comunità, o di voi, allora non parla di niente…”, era solita affermare, immaginiamo quindi quanto fosse dura, a volte, proprio con le parole, mostrare il vero volto di quella comunità, che spesso odiava le donne, costringendole ai margini di un gruppo già ai margini, come nel perpetuarsi di una tragica commedia. Perciò nei suoi romanzi e nei suoi racconti si cristallizzano, sempre uguali, i temi della memoria, dell’importanza della comunità, della forza femminile che si oppone alla duplice oppressione del razzismo bianco e del machismo nero.

Le sue protagoniste sono tutte splendide donne forti, tratteggiate in una pluralità di aspetti, ognuno funzionale alla sua storia: il ruolo all’interno della società afroamericana, l’amicizia femminile, la sorellanza, il rapporto con gli uomini, la maternità, la crescita e l’autonomia personale.

Alcuni libri di Toni Morrison

Sono così le due amiche dodicenni di Sula, l’una indipendente e addirittura ribelle, l’altra calma e conformista; Sethe e Denver, madre e figlia che tentano di ricostruire la propria vita dopo essere scappate dalla schiavitù in Amatissima (in lingua originale Beloved, che le valse il premio Pulitzer nel 1988); ma anche le donne e le suore del convento in cui si ambienta la vicenda di Paradiso e le due amiche divise dalla passione per lo stesso uomo in Amore, o il coro di voci femminili di Il dono.

Il romanzo A casa, parla del giovane soldato Frank che, sperduto e sfinito a soli ventiquattro anni, torna a casa da reduce dalla guerra in Corea. Sono gli anni Cinquanta, quelli del razzismo più strisciante e insieme brutale negli Stati Uniti, capace di rendere odioso anche il ritorno a casa, per di più incolumi, da una guerra: Frank aveva giurato di non mettere più piede in Georgia, ma ce lo riporterà una richiesta d’aiuto della sorellina, per soccorrere la quale dovrà tornare a misurarsi anche con i fantasmi del proprio passato, ripercorrendo i drammi della propria infanzia, ma riconquistando così una dignità che credeva perduta per sempre.

Lo stile di Toni Morrison

Se i suoi temi sono pressoché costanti, molto variegato e poliforme è il suo stile, ora incline al realismo magico che insegue gli echi della letteratura africana come in Amata, ora, invece, musicale, che cerca di riprodurre in letteratura i ritmi improvvisati del Jazz. Ma ci sono anche la polifonia coreutica di Paradiso, che in alcuni brani evoca le tragedie greche, e la ricchezza d’immagini che conferisce alle sue opere l’utilizzo della lingua parlata dagli afroamericani anche nei passaggi più aulici e lirici delle storie, per arrivare a gerghi completamente inventati, come quello parlato abitualmente dalla protagonista de Il dono, forse proprio per questa difficoltà di resa.

Il Nobel per la letteratura

D’altronde la scelta di assegnarle il riconoscimento più alto per uno scrittore, il Premio Nobel che ricevette nel 1993 proprio per questo suo dono, è chiara già nella motivazione addotta dall’Accademia di Svezia:

Un’autrice che, in romanzi caratterizzati da forza visionaria e spessore poetico, dà vita a un aspetto essenziale della realtà americana.

Toni Morrison, una donna vera

Tra tante donne di fantasia non abbiamo parlato, però, dell’unica donna “vera” dal cui estro letterario tutte le altre sono nate: Toni Morrison, uno pseudonimo ricavato accostando al suo soprannome di bambina il cognome del marito, nascondeva in realtà Chloe Anthony Wofford, che oltre a scrivere, insegnò letteratura inglese in atenei sempre più importanti, fino a Princeton e Yale; fu editor di altri autori afroamericani per la casa editrice Random House e critico letterario per numerose riviste; si sposò, per poi divorziare, da un architetto giamaicano con il quale ebbe due figli. Tra le ultime fatiche della sua vita, l’appoggio a Barack Obama per le Presidenziali 2008, e per la sua riconferma nel 2013.

Ora che se n’è andata, la ricorderemo per sempre come una scrittrice del periodo postcoloniale, cantrice massima della letteratura americana degli ultimi cinquant’anni, assieme ad Alice Walker, autrice del celeberrimo Il colore viola.

Foto | Angela Radulescu [CC BY-SA 2.0], via Wikimedia Commons




Roberta Barbi

 
Roberta Barbi è nata e vive a Roma da 40 anni; da qualche anno in meno assieme al marito Paolo e ai figli, ancora piccoli, Irene e Stefano. Laureata in comunicazione e giornalista professionista appassionata di cucina, fotografia e viaggi, si è ritrovata da un po’ a lavorare per i media vaticani: attualmente si occupa del nuovo portale della Santa Sede, Vatican News. Nel tempo libero (pochissimo) si diletta a scrivere racconti e si dedica alla lettura, al canto e al cake design; sempre più raramente allo shopping, ormai rigorosamente on line.