0
Posted martedì, 20 Agosto 2019 by Roberto Russo in Punti di vista
 
 

Come nasce il Natale: breve excursus storico

Come nasce il Natale
Come nasce il Natale

Come nasce il Natale è una delle questioni più discusse sui social media, soprattutto all’avvicinarsi della data del 25 dicembre. Il fatto è che il vero significato del Natale è oggi diverso da quello di qualche tempo fa. Se prima si poneva l’accento sul significato religioso del Natale oggi ci si concentra più su quello consumistico. E poi ci sono sempre coloro che si soffermano sul mito del Natale ribadendo che storicamente quella del 25 dicembre è la data in cui si festeggia il Sol Invictus. Come stanno le cose?

Il significato del nome Natale

Partiamo dalle basi e cioè dal significato del termine Natale in sé. Natale deriva dal latino natalem che a sua volta deriva da natus, participio passato di nasci che vuol dire nascere. Quindi il significato del nome Natale ha a che fare con la nascita. Abbiamo, così, il Natale di Roma (21 aprile 753 a.C.), per esempio, ma anche, in astrologia, il tema natale (detto anche carta natale) che servirebbe per conoscersi meglio secondo le stelle.

Se usato come sostantivo, comunque, Natale indica il giorno in cui si celebra la nascita di Gesù: il 25 dicembre.

La nascita di Gesù

La nascita di Gesù è raccontata nei vangeli, nello specifico da Luca e da Matteo. Gli eventi sono noti a tutti. Giuseppe e Maria si recano a Nazaret per il censimento ordinato dall’Imperatore e durante il viaggio Maria partorisce. Visto che non ci sono posti in albergo, devono accontentarsi di un rifugio di emergenza. Non appena nato, il piccolo Gesù viene avvolto in fasce e messo in una mangiatoia per tenerlo al caldo. Alcuni angeli avvisano i pastori del luogo che è avvenuto un prodigio e questi vanno a vedere di cosa si tratta.

Questo, in estrema sintesi, è il racconto tramandatoci dai vangeli ed è quello che celebrano le chiese cristiane. Il significato religioso del Natale è quindi questo: Gesù, figlio di Dio, si incarna e diventa un uomo come noi per poterci salvare.

E il Sol Invictus?

Come abbiamo scritto più sopra spesso si parla di mito del Natale, perché, in realtà, il 25 dicembre si celebrava la festa del Sol Invictus, il sole che non può essere vinto. È vero. C’è stata una sovrapposizione. Lasciamo la parola a un esperto come Carlo Lapucci che nel suo libro Gesù bambino nasce scrive:

La scelta del 25 dicembre, come data della commemorazione della nascita di Gesù, è avvenuta relativamente tardi nella storia della liturgia cattolica. Inizialmente infatti sembrava sconosciuta: poi, secondo alcuni scrittori del III secolo, fu calcolata il 6 gennaio e quindi intorno all’equinozio di primavera, il 25 marzo prima, e il 21 marzo poi. Sembra che la scelta della data del 25 dicembre sia avvenuta a Roma verso la metà del IV secolo, sotto papa Liberio.

Ed ecco perché è stata scelto proprio quel giorno di dicembre:

Già nel calendario romano questo giorno era particolarmente solenne, infatti si celebrava il solstizio d’inverno e il natale del sole invitto (Dies natalis invicti solis). Quindi si è avuta la sovrapposizione d’una festa cristiana su una pagana. Abbiamo visto più volte come le feste religiose abbiano uno stretto legame con i fenomeni naturali. In questo periodo si tratta d’un fenomeno astronomico: l’andamento discendente delle ore d’illuminazione del sole è finito con il solstizio d’inverno, e riprende l’aumento della luce nel corso delle giornate, anche se lento e graduale: Da santa Lucia a Natal cresce il giorno d’un pie’ di gal. È come se veramente il sole rinascesse e ricominciasse il suo giro, invitto in quanto la forza delle tenebre non è riuscita a prevalere sulla sua luce, cosa che rimanda alle paure arcaiche della morte del sole delle quali abbiamo testimonianza nei miti e nei fuochi notturni che la tradizione pone in particolari festività.

Quindi

La statio solis, il solstizio, diviene il simbolo del momento in cui Cristo discende nel mondo, del Verbo che entra nel cuore umano, il quale si ferma attonito sentendo la presenza d’una nuova vita che lo chiama a invertire verso la luce il suo cammino che era diretto verso la tenebra.

Nulla di nuovo sotto il cielo, pertanto: una festa si è sostituita a un’altra, innestandosi su alcuni elementi significativi. È l’evoluzione normale delle cose e chi grida al complotto o a chissà quale scandalo, farebbe bene a studiare un po’ di più.

Come nasce il Natale che conosciamo oggi

Fatte queste precisazioni storiche, chiediamoci come nasce il Natale che conosciamo oggi. Senza dubbio un tassello importante è stato quello messo da san Francesco quando la notte di Natale del 1223 realizzò quello che è poi passato alla storia come il primo presepe, cioè una rappresentazione della scena evangelica della nascita di Gesù.

Parallelamente al presepe si sviluppa anche l’albero di Natale, soprattutto in nord Europa. Piano piano – e non senza scontri – i due elementi diventeranno emblematici del Natale.

Accanto a queste rappresentazioni si affianca, ma in tempi relativamente recenti, la figura di Babbo Natale, che altro non è che l’evoluzione di quella di san Nicola di Bari. Un uomo anziano che fa doni ai bambini.

Fondamentale per il Natale come lo conosciamo oggi è anche un libro. Stiamo parlando del celebre Canto di Natale di Charles Dickens, che ha gettato le basi del Natale dei buoni sentimenti, del fatto che in questa occasione siamo tutti più buoni. Oltre a diverse versioni teatrali a cartoni animati e film a questo libro è dedicato anche il film del 2017 Dickens. L’uomo che inventò il Natale diretto da Bharat Nalluri.

Su tutti questi elementi si è innestato, poi, il Natale consumistico, quello che viene sempre più criticato ma anche più celebrato. La corsa ai regali, il cibo in quantità pantagrueliche, decorazioni sempre più appariscenti e via dicendo. Con un tratto comune, però: la sparizione totale dei simboli religiosi e il riferimento alla nascita di Gesù.

Le origini del Natale per bambini

Come nasce il Natale è anche una domanda che spesso pongono i bambini. Probabilmente la spiegazione più semplice è quella di raccontare l’episodio evangelico della nascita di Gesù in maniera adatta a loro. Del resto, sentire di un bimbo piccolo che viene al mondo crea una sorta di comunanza di cuori. In quest’ottica ci sono molti libri per bambini che spiegano il Natale di Gesù a parole semplici, come anche poesie (ricordiamo, per esempio, quelle di Guido Gozzano) che possono essere utili.

Si può anche spiegare il Natale partendo dal Canto di Natale di Dickens, adattandolo all’uditorio. Tutto dipende anche dalla sensibilità di chi educa e dal proprio credo religioso.

Ecco, quindi, come nasce il Natale

Da questo breve excursus si nota che non è facile rispondere alla domanda su come nasce il Natale. Non è facile perché in questa festa confluiscono molte tradizioni: il Sol Invictus, la nascita di Gesù, Babbo Natale e via dicendo. Questo complica le cose. O forse le rende più belle.

Foto | Gareth Harper via Unsplash




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.