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Posted domenica, 1 Settembre 2019 by Roberta Barbi in Mondolibri
 
 

40 anni fa la pubblicazione di La storia infinita

La storia infinita
La storia infinita

“Ogni storia è una storia infinita”…

Eh sì, oggi ho deciso di farvi sognare o se preferite di volare insieme a voi sulle ali (o sulle orecchie?) della fantasia perché ricorrono i 40 anni dalla pubblicazione di un capolavoro mondiale della letteratura per ragazzi e non solo: La storia infinita del tedesco Michael Ende.

Era il primo settembre 1979, infatti, quando la Verlag di Stoccarda dava alle stampe quest’opera, consegnata dall’autore almeno un paio d’anni in ritardo sulla tabella di marcia imposta dall’editore. Ma si sa, le storie cominciano e anche quelle che finiscono, poi tanto bene dove finiscono non lo sai nemmeno tu che sei l’autore. Per lo meno all’inizio.

In Italia, comunque, come al solito arriva tre anni in ritardo, grazie a Longanesi.

Un best seller fuori dagli schemi

Un po’ romanzo di formazione, un po’ fantascienza, un po’ fantasy… come definire La storia infinita?

Non c’è riuscita la crema della critica internazionale, quindi figuratevi se voglio provarci io! Ma partire dal genere è importante per capire l’opera, come pure spendere due parole sulle prime edizioni in tedesco e in italiano completa il quadro dell’anniversario che in definitiva oggi festeggiamo. Perché un’opera letteraria – proprio come la storia in questione – travalica i confini del tempo ed è, perciò, infinita, appunto.

Verlag stampò l’opera di Ende in sole 20mila copie, ma in un’edizione di lusso, pur se non proprio rispondente alle richieste avanzate dall’autore: copertina rigida di seta e inchiostro bicolore all’interno, rosso per il testo ambientato nel mondo degli umani, verde per le parti ambientate nel regno di Fantasia. La storia, poi, era divisa in 26 capitoli ognuno dei quali iniziava con una lettera dell’alfabeto tedesco in sequenza. Il successo fu tale che entro la fine dell’anno le copie stampate arrivarono a 200mila e già nel 1980 il libro era inserito da Der Spiegel al primo posto tra i best seller.

Nella nostra povera Italia, sempre in ritardo, l’opera arriva l’anno successivo con una copertina di seta rossa e dentro l’inchiostro bicolore.

Secondo i dati, oggi La storia infinita è un romanzo di culto tradotto in 40 lingue e con oltre 10 milioni di esemplari venduti.

La storia infinita: la trama di un capolavoro

Difficile condensare in poche righe una storia che è davvero… infinita.

In breve c’è Bastiano, un bambino di 10 anni un po’ problematico che da un antiquario ruba un libro e si mette a leggerlo finché a un certo punto si rende conto di poter talmente interagire con la storia che viene addirittura trasportato nel regno immaginario di Fantasia in cui questa è ambientata.

Il regno se la passa male perché la regina, chiamata l’Infanta imperatrice, ha un brutto male che sta contagiando in qualche modo tutto il reame che si può salvare solo se la sovrana riuscirà a ottenere un nuovo nome da parte di un umano.

Per l’impresa parte l’eroe Atreiu, ma dopo varie avventure vissute da questo, ci si rende conto che l’umano predestinato al salvataggio del regno è proprio Bastiano. Entrato nella storia e reinventatosi come un tipo forte e coraggioso, il bambino ri-battezza la regina col nome Fiordiluna e dopo molte altre peripezie che passano attraverso un talismano, due serpenti e l’acqua della vita, Bastiano riesce a tornare nel mondo reale e, forte dell’esperienza vissuta che l’ha fatto crescere, a riconciliarsi con il padre… E poi basta, che a spoilerare un capolavoro per chi ancora non l’avesse letto si rischia di essere accusati di sacrilegio.

Tra fantasia e ricordo: i temi dell’opera

Quelli della mia generazione, che hanno pressoché la stessa età dell’opera, non avranno bisogno di queste mie poche riflessioni, quindi cercherò di non annoiarli e di mettere a fuoco questa ricca fetta della nostra comune infanzia.

Pur essendo stata inizialmente etichettata come una fiaba e quindi un’opera per ragazzi, La storia infinita ha la rara qualità di parlare a tutti, grandi e piccoli, scavalcando volentieri anche le barriere erette dalle generazioni.

La fantasia, ovviamente, è il tema dominante del romanzo, e porta con sé anche una dura condanna al materialismo imperante (pensate se Ende ci vedesse adesso!). Ma la fantasia qui non è mera immaginazione, è il potere di creare che avvicina l’uomo quasi a divino, il libero arbitrio capace di plasmare la realtà con nessi consequenziali di causa-effetto.

A questo si accompagna immediatamente il tema del nome: se le cose non vengono nominate non esistono, sono priva di identità, e questo accosta l’opera addirittura ai poemi epici e ai testi sacri di riferimento per la nostra cultura.

Infine i desideri e i ricordi. I primi non sono vaghi nel romanzo, perché da essi dipende l’andamento della storia: solo mettendoli in fila si può procedere, certi che abbandonarsi ad essi voglia dire anche lasciarsi guidare da se stessi. I ricordi, infine, rappresentano il passato di una persona, ma se a questi si rinuncia, rinunciando a se stessi, e non si ha più un passato, non si può avere neppure un futuro, né tantomeno desideri che lo costruiscano. Perciò desideri e ricordi sono strettamente legati, nella trama come nella vita, e rendono La storia infinita una riflessione sulla nostra umanità che, per davvero, è senza tempo.

Foto | WikiCommons




Roberta Barbi

 
Roberta Barbi è nata e vive a Roma da 40 anni; da qualche anno in meno assieme al marito Paolo e ai figli, ancora piccoli, Irene e Stefano. Laureata in comunicazione e giornalista professionista appassionata di cucina, fotografia e viaggi, si è ritrovata da un po’ a lavorare per i media vaticani: attualmente si occupa del nuovo portale della Santa Sede, Vatican News. Nel tempo libero (pochissimo) si diletta a scrivere racconti e si dedica alla lettura, al canto e al cake design; sempre più raramente allo shopping, ormai rigorosamente on line.