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Posted sabato, 14 Settembre 2019 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

5 ottimi motivi per amare le biblioteche

5 motivi per amare le biblioteche
5 motivi per amare le biblioteche

Le biblioteche sono fari di cultura nelle nostre città. Sebbene siano spesso dimenticate – dai cittadini come dalla politica – continuano la loro missione culturale con caparbietà. Una vera e propria resistenza culturale.

Spesso in rete, tanto sui social quanto sui mezzi di informazione, spopolano le foto delle biblioteche ritenute le più belle o le più particolari mondo. Senza dubbio alcune biblioteche lasciano senza fiato per la loro bellezza architettonica. Ma ricordiamoci che le biblioteche sono belle soprattutto perché diffondono cultura e permettono di leggere, gratuitamente, ogni sorta di libro. Quindi condividete pure le foto della biblioteca X o Y, ma poi chiudete i social e recatevi nella biblioteca a voi più vicina per goderne pienamente!

Perché amare le biblioteche

I motivi per apprezzare e amare le biblioteche sono tanti. Noi ve ne proponiamo cinque che ci sembrano particolarmente condivisibili.

1. Sono spazi fortemente ugualitari in cui tutti abbiamo accesso agli stessi libri

Quando le biblioteche iniziarono a diventare spazi pensati per raggiungere gran parte delle persone (e non solo spazi limitati a un certo tipo di utenti, come, per esempio, gli universitari e i ricercatori) lo fecero per avvicinare la cultura a persone che non potevano permettersela. I libri, infatti, erano molto cari e non tutti potevano permettersi una collezione personale.

Questo punto è di fondamentale importanza per comprendere le biblioteche al momento questi enti continuano a essere punti molto democratici per l’accesso alla cultura. Tutti possono accedere agli stessi libri. E non bisogna dimenticare che molte biblioteche pubbliche hanno programmi che permettono l’accesso ai libri a persone che altrimenti difficilmente potrebbero procurarseli (come succede con alcune biblioteche per consentono il prestito librario a persone malate o impossibilitate a muoversi).

2. Sono la chiave per poter leggere senza dover sottostare alla tirannia delle novità e delle classifiche

Alzi la mano chi non ha mai trovato in biblioteca un libro fuori commercio che voleva leggere e che non era più in vendita? Oppure che era in vendita al mercato di seconda mano a prezzi molto alti? Le biblioteche sono le autentiche curatrici di fondi editoriali e spesso sono la chiave che permette di leggere tutto quello che non si trova più in libreria perché non è più novità o perché vende poco.

3. Le biblioteche sono oasi letterarie

La biblioteca è una vera e propria oasi nella vita quotidiana. Non solo sono luoghi di silenzio nel bel mezzo del rumore delle città, ma anche centri in cui ci si può aggirare con calma tra le scaffalature e scegliere, senza alcun disturbo, cosa leggere. A tutto questo va aggiunto che i programmi culturali di molte biblioteche sono spesso ventate d’aria fresca nel mondo letterario.

4. Sono l’ingresso nel paradiso dei libri per molte bimbe e bimbi

Per molte lettrici e lettori la biblioteca fa parte dei più bei ricordi della loro infanzia. Inoltre esse continuano a creare nuovi ricordi culturali nei giovani lettori che vi si avvicinano. Non solo organizzano moltissime attività e vari progetti e iniziative per promuovere la lettura, ma continuano a essere una sorta di magico paradiso per bimbe e bimbi di ogni età.

5. Grazie alla digitalizzazione dei fondi permettono la consultazione anche a distanza

Le biblioteche dei nostri giorni permettono di leggere i testi che conservano, come sempre è stato, ma stanno portando avanti molte iniziate per avvicinare la cultura letteraria e i libri ai cittadini e lo fanno anche grazie a diverse iniziative online. Non si tratta solo del prestito di eBook, ma anche dell’accesso completo ai propri fondi. Molte sono le biblioteche che stanno digitalizzando manoscritti, fondi antichi ed emeroteche. Così con un semplice click si possono consultare testi molto antichi e, in molti casi, richiederne copia (fotografia ad alta risoluzione o semplice stampa).

Via | Liprópatas
Foto | Pixabay




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.