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Posted domenica, 27 Ottobre 2019 by Roberto Russo in Zibaldone
 
 

Zitella di Sylvia Plath e il doodle di Google

Il doodle di Google per l'87° anniversario della nascita di Sylvia Plath con la poesia Zitella
Il doodle di Google per l'87° anniversario della nascita di Sylvia Plath con la poesia Zitella

Google dedica il suo doodle a Sylvia Plath nell’anniversario della sua nascita, avvenuta il 27 ottobre 1932 a Boston.

Il doodle per l’87° anniversario della nascita di Sylvia Plath è ispirato a una strofa della sua poesia Zitella:

Come desiderò allora l’inverno! –
Scrupolosamente austero nel suo ordine
di bianco e nero
ghiaccio e roccia, ogni senso nei suoi limiti,
e la gelida disciplina del cuore
esatta come fiocco di neve.

Il testo italiano è tratto da Lady Latham e altre poesie (Mondadori, 1976) e la traduzione è di Giovanni Giudici.

L’autrice del doodle, Sophie Diao, racconta di aver a lungo letto le poesie di Sylvia Plath e di essersi lasciata ispirare proprio dai versi di Zitella per raccontare la poetessa attraverso il disegno.

Effettivamente nel doodle troviamo la trasposizione grafica di quella strofa. In un paesaggio invernale, con un cielo stellato e fiocchi di neve, c’è Sylvia Plath – che compone la lettera L di Google – intenta a scrivere con lo sguardo rivolto verso l’alto. Il particolare del volto lo troviamo poi anche nella versione ridotta del doodle, all’interno dei risultati di ricerca.

Ai bordi del doodle per l’87° anniversario della nascita di Sylvia Plath ci sono dei fiori con spine, perché, che ricordano la «barricata di spine» che troviamo anche nella poesia.

Zitella, di Sylvia Plath

Ecco il testo completo della poesia che ha ispirato il doodle di Google:

Zitella

E così questa particolare ragazza
in una cerimoniosa passeggiata d’Aprile
col suo più recente pretendente
si trovò all’improvviso oltremodo sconvolta
dalla sfrenata babele degli uccelli,
da quel mare di foglie.

In preda a questo tumulto, osservava
i gesti del suo innamorato che sbilanciavano l’aria,
e il proprio passo vagante ineguale
in quel solitario rigoglio di felci e fiori,
giudicava i petali in scompiglio,
e la stagione in generale, sciatta.

Come desiderò allora l’inverno! –
scrupolosamente austero nel suo ordine
di bianco e nero
ghiaccio e roccia, ogni senso nei suoi limiti,
e la gelida disciplina del cuore
esatta come fiocco di neve.

Ma ecco – un germogliare
anormale abbastanza da mettere in scompiglio
le sue regali cinque facoltà –
un tradimento da non tollerare. Si, impazziscano pure
gli idioti nel manicomio primavera:
lei se ne tirò subito fuori.

E mise tutt’intorno alla sua casa
tale una barricata di spine e impedimenti
contro quella stagione sediziosa
che nessun uomo all’assalto poté sperare d’infrangerla
per anatemi, pugni o terrore
e nemmeno per amore.

Per saperne di più su Sylvia Plath

Su GraphoMania ci siamo soffermati più volte su Sylvia Plath. Qualora voleste approfondire, ecco i link di riferimento:




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.