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Posted 1 Dicembre 2019 by Roberto Russo in Zibaldone
 
 

Admirabile signum: la lettera di papa Francesco sul presepe

Lettera Apostolica Admirabile signum del Santo Padre Francesco sul significato e il valore del Presepe
Lettera Apostolica Admirabile signum del Santo Padre Francesco sul significato e il valore del Presepe

Papa Francesco all’inizio dell’Avvento 2019 si è recato a Greccio, in provincia di Rieti, «nel luogo dove San Francesco fece il primo presepe», come ha ricordato egli stesso durante l’Angelus precedente il breve viaggio.

A Greggio papa Francesco ha firmato una lettera apostolica sul significato e il valore del presepe.

La lettera apostolica è una delle tipologie di documenti ufficiali dei pontefici e riveste un grado di importanza che viene dopo quello attribuito alla costituzione apostolica, all’enciclica e all’esortazione apostolica.

Titolo della lettera apostolica di papa Francesco sul presepe è Admirabile signum vale a dire Il mirabile segno. È tradizione, infatti, che i documenti pontifici abbiano come titolo le prime parole, solitamente in latino.

La lettera di papa Francesco sul presepe si va così ad aggiungere alle belle frasi del pontefice sul Natale che possono essere un utile strumento di riflessione.

La lettera Admirabile signum di papa Francesco sul presepe

La lettera di papa Francesco sul presepe è composta da dieci punti.

All’inizio il pontefice spiega il perché di questo testo dedicato al presepe: «caro al popolo cristiano, suscita sempre stupore e meraviglia». Intento del papa è quello di

sostenere la bella tradizione delle nostre famiglie, che nei giorni precedenti il Natale preparano il presepe. Come pure la consuetudine di allestirlo nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri, nelle piazze… È davvero un esercizio di fantasia creativa, che impiega i materiali più disparati per dare vita a piccoli capolavori di bellezza.

Al punto due papa Francesco tratteggia una breve storia del presepe. Prima i riscontri evangelici, poi la tradizione patristica e infine san Francesco d’Assisi, ideatore del presepe così come lo conosciamo. Scrive papa Francesco:

Ma veniamo subito all’origine del presepe come noi lo intendiamo. Ci rechiamo con la mente a Greccio, nella Valle Reatina, dove San Francesco si fermò venendo probabilmente da Roma, dove il 29 novembre 1223 aveva ricevuto dal Papa Onorio III la conferma della sua Regola. Dopo il suo viaggio in Terra Santa, quelle grotte gli ricordavano in modo particolare il paesaggio di Betlemme. Ed è possibile che il Poverello fosse rimasto colpito, a Roma, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, dai mosaici con la rappresentazione della nascita di Gesù, proprio accanto al luogo dove si conservavano, secondo un’antica tradizione, le tavole della mangiatoia.

Il papa quindi spiega l’importanza dell’idea di san Francesco dal punto di vista dell’evangelizzazione.

I personaggi del presepe

Nella lettera Admirabile signum, papa Francesco passa poi in rassegna i vari segni del presepe per cogliere il senso che portano in sé. Nella sua analisi non tralascia nulla. Infatti il papa spiega il significato di:

  • cielo stellato nel buio e nel silenzio della notte;
  • rovine di case e palazzi antichi;
  • montagne, ruscelli, pecore, pastori;
  • angeli e stella cometa;
  • statuine simboliche: i poveri prima di tutto e poi «altre statuine che sembrano non avere alcuna relazione con i racconti evangelici. Eppure, questa immaginazione intende esprimere che in questo nuovo mondo inaugurato da Gesù c’è spazio per tutto ciò che è umano e per ogni creatura». Invitiamo qui a leggere il racconto L’orango di Giulio Laurenti che da piccolo insisteva per mettere nel presepe proprio un orango.

La disamina di papa Francesco sui segni del presepe continua con

  • la grotta
  • Maria e Giuseppe
  • la statuina di Gesù bambino

Infine la Admirabile signum spiega la tre statuine dei Re Magi.

La conclusione della lettera Admirabile signum

Al punto 10 della lettera Admirabile signum scrive papa Francesco:

Davanti al presepe, la mente va volentieri a quando si era bambini e con impazienza si aspettava il tempo per iniziare a costruirlo. Questi ricordi ci inducono a prendere sempre nuovamente coscienza del grande dono che ci è stato fatto trasmettendoci la fede; e al tempo stesso ci fanno sentire il dovere e la gioia di partecipare ai figli e ai nipoti la stessa esperienza. Non è importante come si allestisce il presepe, può essere sempre uguale o modificarsi ogni anno; ciò che conta, è che esso parli alla nostra vita. Dovunque e in qualsiasi forma, il presepe racconta l’amore di Dio, il Dio che si è fatto bambino per dirci quanto è vicino ad ogni essere umano, in qualunque condizione si trovi.

Secondo papa Francesco, il presepe è un modo per contemplare la vita di Gesù. Chiosa, infatti, il pontefice alla fine della lettera Admirabile signum:

Il presepe fa parte del dolce ed esigente processo di trasmissione della fede. A partire dall’infanzia e poi in ogni età della vita, ci educa a contemplare Gesù, a sentire l’amore di Dio per noi, a sentire e credere che Dio è con noi e noi siamo con Lui, tutti figli e fratelli grazie a quel Bambino Figlio di Dio e della Vergine Maria.

Il testo completo della lettera Admirabile signum sul presepe

Il testo completo della Lettera Apostolica Admirabile signum del Santo Padre Francesco sul significato e il valore del Presepe si può leggere liberamente sul sito del Vaticano.

Foto | Pixabay




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.