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Martin Eden di Jack London e le sfince di san Giuseppe

 
Martin Eden di Jack London e le sfince di san Giuseppe
Martin Eden di Jack London e le sfince di san Giuseppe
Martin Eden di Jack London e le sfince di san Giuseppe

 
Scheda
 

Autore: Jack London
 
Titolo: Martin Eden
 
Nome piatto: Sfince di san Giuseppe
 
Portata:
 
Difficoltà
 
 
 
 
 


 

Il perché dell'abbinamento


Il motivo si trova nel fatto che ritenevo per me impossibile cucinare delle sfince di san Giuseppe, non solo commestibili, ma addirittura buonissime! Niente è impossibile, dunque, neanche in cucina!


In sintesi

Jack London con Martin Eden ci insegna che nulla è impossibile… neanche fare le sfince di san Giuseppe della tradizione gastronomica palermitana!

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Posted giovedì, 6 Marzo 2014 by

 
La nostra biblioricetta
 
 

Martin Eden di Jack London e le sfince di san GiuseppeMartin Eden è stato uno dei primi libri che mi hanno fatto innamorare della letteratura. Me lo consigliò la mia professoressa di inglese del liceo e mi raccontò che a lei lo aveva consigliato il padre quanto aveva la mia età (circa quindici anni). Mi stravolse e ovviamente mi immedesimai nel personaggio pienamente.

Questo articolato romanzo di Jack London racconta di un marinaio che per una pura casualità entra in contatto con una società borghese che nulla ha a che vedere con la sua provenienza. Si trova coinvolto in un ambiente di belle donne, cultura, e contesti a lui fino a quel momento sconosciuti, almeno dall’interno. Si appassiona alla letteratura, e si pone un obiettivo importante quanto apparentemente irraggiungibile: diventare uno scrittore affermato.

A un certo punto del romanzo non nascondo che ho pensato che fosse assolutamente impossibile raggiungere un obiettivo simile per il personaggio ma la caparbietà, la tenacia, la voglia di farcela, il duro lavoro, la fatica, il sacrificio invece aiutano Martin a raggiungere questo importante traguardo.

Alla fine di questa lettura ho assorbito un messaggio importante e che ho fatto mio: “Nulla è impossibile”.

Quindi anche io continuo a essere oggi Martin Eden, a mio modo, solo che il finale, giuro, lo cambio!

Quello di san Giuseppe da noi a Palermo è un giorno che richiama tradizione. E io mai avrei immaginato che un giorno mi sarei messa a fare le sfince di san Giuseppe. Fino a quando non ho incontrato lo chef Mangano al corso di cucina vegetariana e senza glutine, che mi ha fatto capire che “nulla è impossibile”…

Ingredienti per sei sfince di san Giuseppe

  • 100 g di farina 00
  • 100 g di acqua
  • 50 g di burro
  • 2 uova (circa 100 g)
  • 1 pizzico di sale
  • Olio per friggere

Per la crema

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  • 250 g di ricotta fresca
  • 50 g di zucchero di canna
  • Zenzero candito (quelle tradizionali prevedono la scorza di arancia candita)
  • Scaglie di cioccolato fondente
  • Acqua

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Preparazione delle sfince di san Giuseppe

Martin Eden di Jack London e le sfince di san Giuseppe

In un tegame mettiamo acqua e burro e appena il burro sarà sciolto togliamo il tegame dal fuoco e aggiungiamo la farina e il sale.

Mescoliamo con una spatola rigida, amalgamando bene. Poi aggiungiamo un uovo per volta sempre mescolando con la spatola finché l’impasto non sarà omogeneo.

Lasciamo riposare l’impasto e intanto prepariamo la crema di ricotta versandola in una ciotola e con una frusta manuale aggiungiamo lo zucchero e l’acqua poco per volta. Mescoliamo finché la crema non avrà raggiunto la consistenza che desideriamo.

Poi in una friggitrice facciamo scaldare l’olio per friggere e quando sarà caldo aggiungiamo una porzione di impasto delle sfince nell’olio caldo, aiutandoci con un cucchiaio da tavola.

Una volta che avremo fritto tutte le sfince, mettiamole su un piano coperto di carta assorbente e una volta intiepidite spacchiamole a metà e riempiamole con la crema di ricotta mettendone un po’ anche sulla superficie esterna e dove incastreremo le nostre gemme di zenzero candito e che spolvereremo con un po’ di cioccolato in scaglie.

Si conservano in frigo. Sempre che ne rimangano!




Chiara Chiaramonte

 
Laureata in Tecnica Pubblicitaria, ciclista urbana, appassionata di tango argentino, e vegetariana da 14 anni, ha da sempre amato leggere, cucinare e sperimentare in cucina. Da questa passione oltre due anni fa è nato il suo blog – www.chiaracucina.it – sul quale pubblica una ricetta vegetariana al giorno, ed un anno fa ha pubblicato con Navarra Editore il libro: “ChiaraCucina. La cucina vegetariana, rapida, economica, ecologica” distribuito a livello nazionale, che ha presentato in giro per l'Italia e sta per andare in ristampa.


2 Comments


  1.  
    beea

    Martin Eden è forse il primo libro su cui ho versato lacrime copiose…rispecchiandomi quasi totalmente nel protagonista, nel suo tormento, la sua sete e la sua determinazione…le stesse pulsioni che mi spingono a leggere e a scrivere,a interrogarmi su me stessa e sulla vita…in un lungo percorso intorno dell’enigma dell’esistere.




  2.  

    Beea è proprio vero. Stessa cosa anche per me. Avevo 14 anni e mi fu consigliato dalla mia prof di inglese del liceo, alla quale lo aveva consigliato il padre. Da sempre l’ho ritenuta una sorta di “eredità” intangibile.





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