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Black Panther, il film basato su Pantera Nera della Marvel

 

 
Scheda del film
 

Titolo: Black Panther
 
Regista: Ryan Coogler
 
Attori e attrici principali: Chadwick Boseman, Michael B. Jordan, Lupita Nyong'o, Danai Gurira, Martin Freeman, Daniel Kaluuya, Letitia Wright, Winston Duke, Angela Bassett, Forest Whitaker, Andy Serkis
 
Anno: 2018
 
Paese: Stati Uniti d'America
 
Durata: 134 minuti
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Personaggi più umani, nei pregi e difetti; il cameo di Stan Lee; le due scene post credit; combattimenti corpo a corpo acrobatici; l'effetto Shuri/James Bond; il nuovo costume; le tecnologie del Wakanda; l'ironia garbata e discreta.

Aspetti negativi


Alcuni escamotage di trama un po' troppo prevedibili.


In sintesi

«Black Panther» è un film di Ryan Coogler basato sul personaggio di Pantera Nera della Marvel Comics. La nostra recensione.

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Posted giovedì, 15 febbraio 2018 by

 
La nostra recensione
 
 
Black Panther

Una scena del film «Black Panther»

Ovviamente non potevo non andare a vedere Black Panther. I film Marvel si vanno a vedere, punto e basta. Per quelli della DC Comics, invece, ne possiamo parlare. Comunque sia, Black Panther è un film diretto da Ryan Coogler, 18esimo film del Marvel Cinematic Universe, prodotto dai Marvel Studios e distribuito da Walt Disney Studios Motion Pictures. La pellicola è incentrata sul personaggi di Black Panther o Pantera Nera e va visto assolutamente prima di arrivare ad Avengers: Infinity War.

Il cast di Black Panther vede vecchie e new entry: Chadwick Boseman (T’Challa / Pantera Nera), Michael B. Jordan (Erik Killmonger), Lupita Nyong’o (Nakia), Danai Gurira (Okoye), Martin Freeman (Everett Ross), Daniel Kaluuya (W’Kabi), Letitia Wright (Shuri), Winston Duke (M’Baku), Angela Bassett (Ramonda), Forest Whitaker (Zuri) e Andy Serkis (Ulysses Klaue).

La trama di Black Panther

La trama di Black Panther riparte là dove ci eravamo fermati con Captain America: Civil War. Il padre di T’Challa, il re del Wakanda, è appena morto e quindi T’Challa è salito al trono della piccola nazione africana. T’Challa torna a casa, nel progredito paese del Wakanda, solo per scoprire che due vecchi nemici si sono alleati per cercare di detronizzarlo. T’Challa deve così indossare nuovamente le vesti di Pantera Nera, alleandosi anche con le Dora Milaje, le forze speciali del Wakanda tutte al femminile e alla CIA, per cercare di salvare il suo paese e tutto il mondo.

La nostra recensione (pericolo spoiler)

Un film che scorre

Promosso anche questo film della Marvel. Partiamo dalla trama, non particolarmente complessa o con colpi di scena notevoli, ma che si presta bene ai fini dell’obiettivo: farci conoscere meglio il personaggio di T’Challa/Black Panther e presentarci il Wakanda in vista dello scontro in Avengers: Infinity War. Tutto scorre senza intoppi, lo svelamento della vera identità di un personaggio era abbastanza chiaro e anche la risoluzione di alcuni problemi era abbastanza preannunciato. Tuttavia è un film che si lascia vedere, che ti invoglia ad andare avanti, anche se alcuni escamotage narrativi sono molto comuni (traduci: il clan ignorato da tutti e isolato che finirà con l’essere risolutivo nel finale).

Non aspettatevi grosse scene d’azione, inseguimenti e manovre spericolate ce ne sono parecchie, ma niente battaglie campali in stile Guardiani della Galassia o Avengers. Il che ci sta, parliamo di Wakanda e del suo re, non dell’esercito di un pianeta risentito perché gli è stato rubato qualcosa o di un’invasione aliena. Tuttavia gli inseguimenti sono molto belli ed acrobatici da vedere, così come le scene di lotta corpo a corpo e all’arma bianca.

I personaggi di Black Panther

Passiamo ai personaggi. Purtroppo in due ore e poco più non è che si potessero approfondire molto, però diciamo che è stato fatto un buon lavoro, soprattutto sui comprimari principali.

Chadwick Boseman si riconferma un ottimo Pantera Nera, un re con tutti i suoi dubbi e incertezze, ma che non si risparmia per il suo popolo, oltre ad avere una morale ferrea. Particolarmente interessanti i duetti col padre: ogni volta che T’Challa pone una domanda, si dà per scontato che stia chiedendo una determinata cosa, quando invece si riferisce a tutt’altro, dimostrandoci di essere un personaggio di un certo spessore.

Buona anche la prova di Lupita Nyong’o e Danai Gurira, responsabili di alcuni bei combattimenti, anche se talvolta con Gurira sembrava di vedere Michonne sul grande schermo (di sicuro l’allenamento con la katana ha aiutato molto l’attrice e si vede).

Ottima la prova anche di Martin Freeman e di Letitia Wright, anzi, a proposito di Shuri (quando presentava i gadget, sembrava di stare in una scena di 007) mi piacerebbe vedere lei, Tony Stark Rocket Raccoon insieme, intenti a costruire qualcosa. Potrebbero fare scintille insieme.

Il villain

Passiamo ora ai villain, di solito punto debole dei film della Marvel. Allora, Andy Serkis è un villain sopra le righe, ma perfetto per il ruolo interpretato. Perfetto, invece, Michael B. Jordan: il suo Killmonger ha le giuste motivazioni e il giusto spessore. Oltre al fatto che, a ben guardare, è un villain insolito: come dice T’Challa, è stato il padre a crearlo, tutto sarebbe potuto andare diversamente se il padre di T’Challa avesse compiuto una scelta più oneoevole, ma, come ci insegna il film, anche il migliore degli uomini è pur sempre un essere umano e può sbagliare, anche quando crede di fare del suo meglio.

Oltretutto Killomonger è un villain che non ha proprio delle motivazioni sbagliate, in alcune parti vi troverete a pensare “Non ha tutti i torti”: a ben guardare, ciò che lo muove è nobile, è solamente i mezzi che sceglie per manifestare la propria protesta e il desiderio di cambiare ciò che non va che sono sbagliati e che finiscono per fargli passare la barricata. Lo stesso T’Challa glielo dice: Killmonger protesta contro un determinato sistema che ha oppresso e discriminato da sempre il popolo africano, ma alla fine vorrebbe fare lui stesso al mondo quello che il mondo ha fatto al popolo africano. In pratica vuole sostituirsi ai carnefici e invertire le parti, continuando così la spirale di odio. E’ in questo che sbaglia Killmonger.

Wakanda

Ottima la resa del Wakanda, si percepisce il perfetto connubio fra tecnologia e tradizione, mentre ho apprezzato anche la garbata ironia che pervade il film e che non diventa troppo invasiva. Scordatevi le risate facili in stile Guardiani della Galassia o Thor: Ragnarok, qui si torna a un’ironia meno evidente, anche se sempre presente. Ma ci sta: il registro di Black Panther è diverso da quello dei Guardiani della Galassia, qui si parla, anche se in maniera particolare, della questione razziale, per cui non era pensabile avere un registro troppo istrionico.

Presente come sempre il cameo di Stan Lee, così come le due scene post credit. Nella prima segnalo quella che mi è sembrata una stoccatina neanche tanto velata a Trump: non so se sia stata voluta o meno, non ho idea di quando siano stati scritti i dialoghi di quella scena. Nella seconda vediamo un certo personaggio che era in «vacanza» forzata in Wakanda e che rivedremo in Avengers: Infinity War.

In conclusione

Non voglio poi entrare nel merito delle polemiche sorte intorno al film e relative al boicottaggio da parte di una fetta del pubblico per via del fatto che i personaggi sono di colore. Francamente ho visto un bel film con dei bei personaggi e una bella storia, il tutto indipendentemente dal colore della pelle.

Foto | OutNow




Nymeria

 
Nerd inside, come scopo nella vita sto cercando di leggere tutta la letteratura fantasy possibile e immaginabile.. Beh, poi ci sono anche i manga, i videogiochi, i telefilm, i film... ce la farò?


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