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Captain America nell’America complottista del Nuovo Millennio

 

 
Scheda del film
 

Titolo: Captain America: The Winter Soldier
 
Regista: Anthony e Joe Russo
 
Attori e attrici principali: Chris Evans, Scarlett Johansson, Sebastian Stan, Anthony Mackie, Cobie Smulders, Frank Grillo, Emily VanCamp, Hayley Atwell, Georges St-Pierre, Robert Redford, Samuel L. Jackson
 
Anno: 2014
 
Paese: Stati Uniti d'America
 
Durata: 136 minuti
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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39 total ratings

 

Aspetti positivi


Regia brillante, grande spettacolarità delle scene d'azione; ben azzeccati i riferimenti all'attualità storico-politica degli ultimi anni

Aspetti negativi


Una certa macchinosità della trama, specialmente nella prima parte del film.


In sintesi

Captain America: The Winter Soldier è un film da vedere senz’altro, per una regia brillante e una grande spettacolarità delle scene d’azione.

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Posted 8 Aprile 2014 by

 
La nostra recensione
 
 

Capitan America nell'America complottista del Nuovo Millennio“In passato bastava eseguire gli ordini, oggi non so più chi comanda, chi ascoltare…”

Forse non tutti sanno che il personaggio di Capitan America è stato creato da Joe Simon e da un giovanissimo ma già talentuoso Jack Kirby nel 1941 per fini scopertamente propagandistici. Cap era l’incarnazione ingenua e un po’ fracassona di un’America sentinella della libertà e della democrazia, in fiera opposizione al nemico nazista della Germania di Hitler. Il fumetto in quei giorni giunse a vendere diversi milioni di copie, un traguardo commerciale oggi impensabile. In seguito, a guerra finita, come accadde a molte serie dello stesso periodo, il buon Capitano cadde in una sorta di limbo.

Ma, com’è noto, i grandi eroi – letterari, cinematografici, a fumetti – non muoiono quasi mai davvero. E infatti, nel neonato universo a fumetti Marvel dei primi anni ’60, l’eroe a stelle e strisce per eccellenza rinacque a nuova vita. La grande intuizione che ebbero “Il Sorridente” Stan Lee e Jack “The King” Kirby nel 1964 fu quella di evitare l’effetto nostalgia, senza limitarsi a recuperare uno dei primi supereroi della cosiddetta Golden Age. Al contrario, scongelarono letteralmente il biondo Steve Rogers per trasportarlo ai giorni nostri, dai giorni cupi ma in fondo più semplici della Seconda Guerra Mondiale all’era moderna.

Nel far ciò, fedeli al motto di Lee “Supereroi con super problemi”, umanizzarono il personaggio, rendendolo un reduce fuori del tempo, un “giovane vecchio” alle prese con un contesto storico e sociale lontanissimo dalla sua epoca. Il nuovo Capitan America, di nuovo reso graficamente dal suo creatore con un tratto ormai magistrale, è un uomo combattuto, in conflitto con il mondo esterno e soprattutto con se stesso, con i ricordi indelebili e amari di un’altra vita vissuta solo in parte.

Ma veniamo al film oggetto di questa recensione. Captain America: The Winter Soldier, proiettato nelle sale italiane dal 26 marzo si è rivelato da subito un meritato successo. La sceneggiatura di Christopher Markus e Stephen McFeely, attinge a piene mani alla vasta epopea a fumetti di Cap, contestualizzando abilmente storia e personaggi nella fase di instabilità e incertezza politiche che caratterizzano la storia americana post 11 settembre. Torna un tòpos ricorrente della controcultura americana, l’indomabile teoria del complotto, tuttora di grande attualità alla luce delle vicende legate alle discusse intercettazioni della NSA e delle rivelazioni diffuse da Wikileaks del transfuga Julian Assange.

Il tema antico del Quis custodiet custodes? non potrebbe essere più pregnante, poiché nel film l’organizzazione governativa che dovrebbe custodire l’ordine mondiale, lo S.H.I.E.L.D., sembra aver compiuto una pericolosa deviazione dai suoi intenti, in nome di una presunta superiore sicurezza da raggiungere mediante un paranoico controllo totale. Questa parte della trama s’ispira abbastanza fedelmente a una miniserie a fumetti apparsa negli anni ’90, Nick Fury Vs. Shield.

Paradossalmente, in un ruolo chiave, quello cioè del capo supremo dello S.H.I.E.L.D., troviamo il vecchio leone Robert Redford, che raramente ha interpretato figure ambigue o negative nei suoi film. Eppure la contraddizione, a ben vedere, è solo apparente, dal momento che la scelta interpretativa del democratico e da sempre “impegnato” biondo attore assume in realtà un significato di denuncia, di monito. È un’America corrotta e ambigua quella nella quale si trova oggi a combattere Capitan America, coadiuvato dal nuovo partner Falcon, ben reso da un efficace Anthony Mackie, dal roccioso direttore dello S.H.I.E.L.D. Nick Fury/Samuel L. Jackson e dalla spietata e affascinante ex spia sovietica Natasha Romanoff, la rossochiomata Vedova Nera/Scarlett Johansson.

Sotto il profilo dello spettacolo il film non delude, anzi. Botti fragorosi, immani esplosioni e inseguimenti al cardiopalma la fanno da padroni, per il divertimento del pubblico più giovane. Ma non solo di quest’ultimo, dal momento che il film, diretto con grande mestiere da Anthony e Joe Russo, può a buon diritto essere considerato un avvincente spy movie d’ambientazione supereroistica.

Da vedere senz’altro.




Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.


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