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Il grande silenzio, di Philip Gröning

 

 
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In sintesi

La Grande Chartreuse, nelle vicinanze di Grenoble, la casa madre dell’ordine dei Certosini, è l’indiscussa protagonista de Il grande silenzio, film documentario di Philip Gröning. Si tratta di un’opera – disponibile su dvd, dopo l’uscita nelle sale cinematografiche – che merita senz’altro la visione. Perché? Perché il regista riesce a restituire con grande maestria e […]

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Postedsabato, 19 novembre 2011 by

 
La nostra recensione
 
 

La Grande Chartreuse, nelle vicinanze di Grenoble, la casa madre dell’ordine dei Certosini, è l’indiscussa protagonista de Il grande silenzio, film documentario di Philip Gröning. Si tratta di un’opera – disponibile su dvd, dopo l’uscita nelle sale cinematografiche – che merita senz’altro la visione.

Perché? Perché il regista riesce a restituire con grande maestria e rispetto della materia narrata, la peculiare atmosfera della vita monastica dei Certosini. Vi riesce con una scelta in un certo senso estrema, rinunciando di fatto al sonoro, peraltro in stretta aderenza alla regola monastica del silenzio.

È infatti l’immagine il medium narrativo adottato da Gröning. Affascinanti sequenze che mostrano singoli momenti di vita monastica, senza neppure seguire un preciso criterio di organicità, né tantomeno di cronologia. Né del resto avrebbero senso approcci tradizionali, visto il contesto, più che peculiare.

Al riguardo, è da notare che il regista Philip Gröning ha ottenuto il permesso di girare il film sulla vita dei monaci diciannove anni dopo il suo primo incontro con l’attuale Priore Generale dell’ordine dei Certosini, solo a condizione che egli stesso si sottoponesse al regime di vita dei monaci.

Il grande silenzio ha inaspettatamente riscosso un grande successo, e non solo di critica. Segno forse che il pubblico cinematografico non è poi così schiavo di certi modelli consumistici e di pura evasione, che pure si dipingono da più parti come dominanti.

Che l’interesse degli spettatori dipenda da semplice curiosità, fascinazione di un mondo lontanissimo da quello della frenetica vita di tutti i giorni, o da un inconscio desiderio di spiritualità, è difficile a dirsi. Né è il caso di attribuire particolari qualità taumaturgiche a quella che in fondo è solo una fedele rappresentazione di un modello di vita.

Tuttavia, lasciatemi sperare che la visione di questa pellicola possa in qualche modo contribuire ad avvicinare le nostre anime, troppo spesso distratte da quotidianità fin troppo prosaiche, alla dimensione della spiritualità. O, per usare una parola che incute timore ai più, della trascendenza.




Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.


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