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Ready Player One, il riuscito ritorno alla fantascienza di Steven Spielberg

 

 
Scheda del film
 

Titolo: Ready Player One
 
Regista: Steven Spielberg
 
Attori e attrici principali: Tye Sheridan, Olivia Cooke, Ben Mendelsohn, T. J. Miller, Simon Pegg, Mark Rylance, Lena Waithe, Philip Zhao, Win Morisaki, Hannah John-Kamen, Susan Lynch, Perdita Weeks, Ralph Ineson, Clare Higgins
 
Anno: 2018
 
Paese: USA
 
Durata: 140 minuti
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Divertimento assicurato per il pubblico più giovane e piacevoli ondate di nostalgia per il pubblico più stagionato.

Aspetti negativi


Ready Player One potrebbe non piacere a chi si aspetta un film di fantascienza «alla Christopher Nolan», ma Spielberg è pur sempre Spielberg!


In sintesi

«Ready Player One» di Steven Spielberg, attesissimo adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Ernest Cline, è un film molto riuscito.

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Posted venerdì, 6 aprile 2018 by

 
La nostra recensione
 
 
Ready Player One

La locandina del film «Ready Player One»

Anche quest’anno, come anticipavamo su queste pagine qualche tempo fa, sono diversi i film tratti da romanzi. Uno di questi è Ready Player One, attesissimo adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Ernest Cline.

Il film, dopo essere stato proposto a diversi importanti registi – tra questi vale la pena di citare almeno Christopher Nolan – è infine stato affidato dalla Warner Bros alle sapienti cure di uno dei mostri sacri del cinema moderno, il più volte premio Oscar Steven Spielberg.

Fantascienza… alla maniera di Spielberg

Il regista, reduce da tutt’altro genere di film – The Post, opera impegnata, di denuncia – ritorna con la consueta, inarrivabile abilità tecnica e direi anche con grande divertimento personale, al cinema di fantascienza, a distanza di molti anni dai precedenti La guerra dei Mondi e A.I.

Di quest’ultimo film condivide in parte l’angosciante prospettiva distopica: il mondo immaginato dallo scrittore Ernest Cline – che ha collaborato anche alla sceneggiatura del film – è a un soffio dal collasso globale, in un 2045 che lascia davvero ben poco spazio alla speranza. La vita sul nostro pianeta è talmente misera e avvilente che la popolazione preferisce vivere nel mondo virtuale di OASIS, in una dimensione più appagante e all’apparenza «più reale del reale».

Il protagonista del film, il giovane Wade Watts, si troverà a combattere, in un vertiginoso alternarsi tra reale e virtuale, l’inquietante status quo imposto dalle forze che aspirano al controllo totale di OASIS assieme a un gruppo di generosi e intrepidi amici, tra i quali troverà anche l’inevitabile amore.

Il film Ready Player One

Valide le prove d’attore di Tye Sheridan nei panni di Wade, degnamente supportato da Olivia Cooke nel ruolo di Art3mis e da Ben Mendelsohn in quello del «cattivo» Nolan Sorrento.

Il film, pur rivolto a un pubblico giovanile per toni e impostazione registica, contiene molteplici rimandi ai rutilanti anni ‘80, citati a più riprese nel look, nei brani musicali, nei riferimenti cinematografici (Ritorno al futuro, Shining, Blade Runner, Matrix) e naturalmente nell’allora nascente sottocultura «nerd». Il tutto però senza cadere nello sterile citazionismo, gestendo invece la pletora di richiami con sapiente leggerezza, ironia e divertimento. Un esempio per tutti, la visione-pellegrinaggio del gruppo di giovani eroi di Shining, film horror di culto realizzato da Stanley Kubrick, amico e mentore di Spielberg.

Il ruolo fondamentale della musica

A proposito di citazioni musicali, una delle scene più trascinanti dell’intero film – e ce ne sono tante, tra inseguimenti mozzafiato e combattimenti all’ultimo… bit – si svolge in una discoteca dove si balla levitando sulle mitiche pedane luminose della Febbre del Sabato Sera, mentre risuonano le note della celeberrima Stayin’ alive dei Bee Gees.

Sempre in tema di musiche, segnalo che stavolta la colonna sonora non è firmata dal maestro John Williams, perché impegnato nella composizione della colonna sonora dell’altro film girato con la consueta «bipolarità artistica» da Spielberg, il già citato The Post.

L’esito del film

Ready Player One al momento pare stia riuscendo a conquistare sia il favore del pubblico che quello della critica, impresa tra le ardue da compiere nel sempre più ostico mondo del cinema: per gli amanti delle statistiche, segnalo che nel periodo pasquale l’opera di Spielberg ha raggiunto nel nostro Paese la vetta degli incassi.

Il messaggio (nient’affatto nascosto) di Ready Player One

Il messaggio del film – la necessità di non lasciarsi travolgere dal virtuale (social in primis) – potrebbe apparire fin troppo scoperto, solo però a non voler considerare il pubblico di riferimento, ossia quello giovanile. Del resto lo stesso Spielberg, come ha ribadito in recenti interviste, pur continuando da eterno bambino qual è (classe 1946) ad amare i videogiochi, rifugge dalle varie piattaforme social, ree a suo avviso di allontanare le persone dalla vita reale.




Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.


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