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Suburra, di Stefano Sollima, film che non soddisfa

 
La locandina del film Suburra
La locandina del film Suburra
La locandina del film Suburra

 
Scheda del film
 

Titolo: Suburra
 
Regista: Stefano Sollima
 
Attori e attrici principali: Pierfrancesco Favino (Filippo Malgradi), Claudio Amendola (Samurai), Alessandro Borghi (Numero 8), Elio Germano (Sebastiano), Greta Scarano (Viola), Giulia Elettra Gorietti (Sabrina), Adamo Dionisi (Manfredi Anacleti), Giacomo Ferrara (Spadino Anacleti), Antonello Fassari (padre di Sebastiano), Jean-Hugues Anglade (cardinale Berchet)
 
Anno: 2015
 
Paese: Italia / Francia
 
Durata: 130
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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15 total ratings

 

Aspetti positivi


Personaggi coerenti con la storia, bravi attori, l’ultima parte efficace e in grado di risvegliare l’interesse dello spettatore distratto dalla lentezza iniziale.

Aspetti negativi


Una struttura debole, una storia che tarda a decollare, un inizio troppo lento e lungo che non coinvolge abbastanza e rischia di annoiare. Qualche scelta discutibile nel cast, come un inadeguato Amendola ad affiancare attori più che soddisfacenti.


In sintesi

Suburra è un film di Stefano Sollima tratto dal romanzo omonimo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini: purtroppo la storia ha una struttura molto debole.

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Posted 20 Ottobre 2015 by

 
La nostra recensione
 
 
La locandina del film Suburra

La locandina del film Suburra

Suburra, film del regista Stefano Sollima (Romanzo criminale e Gomorra – la serie), è tratto dall’omonimo romanzo pubblicato nel 2013 e scritto a quattro mani da Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini; dal romanzo tuttavia in alcune parti si discosta e manca di personaggi, restando però fedele a buona parte della trama e all’ambientazione.

Tutto il film Suburra si svolge in una settimana, quella che va dal 5 al 12 novembre 2011, data della caduta del governo Berlusconi; questi sette giorni possono essere considerati atti, e l’ultimo ha titolo L’Apocalisse, ma ognuno di loro rappresenta un preludio alla catastrofe, una preparazione fatta di tanti piccoli pezzi che compongono lo scenario di una Roma notturna, piovosa e devastata dalla corruzione. Il regista ha di recente dichiarato che si tratta di una storia che riguarda gli ultimi vent’anni della Capitale e che anche fra altri dieci potrà essere considerata attuale! Di sicuro è una vicenda partorita dalla fantasia degli autori, ma è altrettanto vero che vi si possono riconoscere alcuni protagonisti dello scenario politico o della cronaca del nostro paese. “Liberamente tratti”? Ebbene sì.

Suburra comincia con una notte di bagordi privati, che vedono un onorevole di discutibile moralità alle prese con qualche ora di sesso e droga in un albergo, in compagnia di una minorenne e di una “procacciatrice” di ragazze per personaggi in vista. E così, mentre la famiglia dell’uomo riposa tranquilla, la sua serata a tre finisce piuttosto male, mettendo in moto qualcosa di inarrestabile, che contrasterà un progetto ambizioso di speculazione edilizia in cui in troppi hanno interesse e coinvolgimento. Una notte che costerà davvero cara a molti tra loro: famiglie criminali, uomini del parlamento, esponenti del Vaticano, piccoli delinquenti o vili di passaggio, prostitute o fidanzate, nessuno ne resterà fuori.

Il regista, nel suo raccontare una Roma pericolosa in cui non esiste un vero confine tra bene e male, e in cui tutti sono corrotti o corruttibili, mette in campo attori come Pierfrancesco Favino (l’onorevole Malgradi), che mai delude; un Elio Germano sempre più bravo, nei panni del debole PR che ci stupirà in quel cambiamento che genera nello spettatore un moto di soddisfazione, e un poco incisivo Claudio Amendola, che non convince affatto nella parte importante del Samurai, ultimo erede della banda della Magliana, qui padrone di Roma. Tanti altri sono i personaggi importanti, come lo zingaro Manfredi, a capo di un clan, o il boss chiamato “il numero 8” e la sua donna Viola, tossicodipendente dall’indole romantica ma vendicativa e decisa. Poi Spadino, piccolo ambizioso cane sciolto, o tutta una gerarchia di malavita laziale che si muove mentre il Vaticano è sconvolto da un Papa dimissionario, e il Parlamento decide per un sì o un no a leggi che facilitano illeciti e mafie.

Tuttavia, l’incidente, ovvero il fattore scatenante necessario a far decollare la storia, non basta a creare il giusto ritmo. Il film Suburra, della durata di 130 minuti, per troppo tempo dalla partenza pare andare a rilento e quasi ci si distrae, mentre ci vengono presentati i vari personaggi. Prende vita quando già un poco ne siamo delusi, sebbene si arricchisca della giusta dose di scene di violenza, come accoltellamenti, sparatorie, o quant’altro rappresenti il doveroso ingrediente di un “gangster movie”, o un “noir metropolitano”.

Un ottimo voto va a tutti gli attori di Suburra, tranne – come abbiamo già detto – a Claudio Amendola, il cui sguardo e mimica facciale funzionano meglio in commedie leggere come I Cesaroni; poco credibile dunque in un ruolo così intenso come quello dello spietato e rispettato “padrone di Roma”.

Un voto basso invece all’intera storia, che non solo tarda a decollare, ma offre allo spettatore una struttura debole che si regge solo grazie allo scontro finale tra le parti in gioco.

Al film, prodotto da Cattleya e Rai Cinema, seguirà la serie tv: sarà composta di dieci puntate ed esordirà in tutto il mondo nel 2017 su Netflix, rete di Internet Tv con oltre sessantacinque milioni di abbonati. Dopo il film Romanzo criminale, sono stati tanti i telespettatori che hanno giudicato la serie successiva molto più avvincente, più ricca, con personaggi credibili e ben caratterizzati (interpretati da attori praticamente sconosciuti). Chissà che non accada la stessa cosa con la serie di Suburra!




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.


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