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106/110: Sandro Penna, di Carlo Picca

 
Carlo Picca, 106/110: Sandro Penna
Carlo Picca, 106/110: Sandro Penna
Carlo Picca, 106/110: Sandro Penna

 
Scheda del libro
 

Autore: Carlo Picca
 
Titolo: 106/110: Sandro Penna
 
Casa editrice: FaLVision
 
Anno: 2016
 
ISBN: 978-88-96931-95-0
 
Pagine: 72
 
Formato: cartaceo
 
Genere: , , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Un saggio ben costruito che mette abilmente l’accento su un poeta di grande talento di cui oggi si parla purtroppo troppo poco.

Aspetti negativi


Il confronto a tratti troppo serrato con altre interpretazioni e analisi critiche.


In sintesi

«106/110: Sandro Penna» è un saggio di Carlo Picca su Sandro Penna (1906-1977), poeta di grande talento di cui oggi si parla purtroppo troppo poco.

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Posted martedì, 4 ottobre 2016 by

 
La nostra recensione
 
 
Carlo Picca, 106/110: Sandro Penna

Carlo Picca, 106/110: Sandro Penna

Ricordo in una vecchia antologia scolastica una nota critica che oggi come allora rimane (almeno per me) irresistibilmente in bilico tra ilarità e perplessità. Poche parole con cui il critico letterario indubbiamente illustre, ma ciecamente tronfio di sé e del proprio ingualcibile sapere, ricordava che in nessun caso il poeta è buon interprete di se stesso. Solo lui dunque dall’alto del suo ingegno di chimico letterario, di sopraffino demolitore, di abile misuratore del talento altrui poteva puntare dritto prima al cuore dell’opera, poi a quello dell’artista stesso. Nessun altro giudizio, nessun altro parere poteva essere ammesso. Noi invece non crediamo in verità così assolute, in interpretazioni tanto esclusive, in esegesi temibilmente granitiche , ma piuttosto alla molteplicità del sentire, dello scrivere, dell’interpretare. Con questo spirito, che ci piace definire democratico, ci addentriamo nel saggio 106/110: Sandro Penna per FaLvision editore che Carlo Picca dedica a Sandro Penna, un poeta oggi spesso dimenticato, ma che meriterebbe (non abbiamo dubbi) più grande fortuna.

Subito traluce l’amore dell’autore per l’opera del grande poeta perugino, la conoscenza vasta e minuziosa dei versi, l’occhio attento e acuto che si tuffa, scandaglia le profondità e ne emerge ogni volta con una baluginante manciata di sensazioni, di verità personali, strette vittoriosamente in pugno. Un tuffarsi negli abissi e un riapparire in superficie che ci piace e ci sarebbe piaciuto ancor di più se questa immersione squisitamente letteraria, ma anche inevitabilmente privata, non venisse intralciata dal confronto serrato e continuo con altri lettori o critici che dir si voglia. Non è necessario sgretolare l’interpretazioni altrui, contrapporla caparbiamente alla nostra.

Un difetto questo che sembra del resto essere base e sostanza del critico in generale. Non è necessario “sovrapporci” agli altri (anche se Picca lo fa con garbo), ma possiamo molto più semplicemente metterci a lato, senza per questo smarrirci o perdere clamorosi punti in improbabili e quanto mai fantomatiche graduatorie.




Giorgio Podestà

 
Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).


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