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‘A jatta

 

 
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In sintesi

Cinzia Pierangelini, ‘A jatta Edizioni GBM, Messina pp. 160, euro 13,50 C’è qualche cosa che assilla Alfredo, pensionato e scapolo impenitente, lungo tutto l’arco della giornata e che gli impedisce perfino di dormire, è un tarlo che lentamente rosicchia la sua vita e che gli propone di continuo il bilancio dell’esistenza. Quello che lui non […]

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Posted 15 Marzo 2009 by

 
La nostra recensione
 
 

'A jatta – Cinzia PierangeliniCinzia Pierangelini, ‘A jatta
Edizioni GBM, Messina
pp. 160, euro 13,50

C’è qualche cosa che assilla Alfredo, pensionato e scapolo impenitente, lungo tutto l’arco della giornata e che gli impedisce perfino di dormire, è un tarlo che lentamente rosicchia la sua vita e che gli propone di continuo il bilancio dell’esistenza. Quello che lui non vuole ammettere è che ormai è in preda alla solitudine, un sentimento di scoramento che, persi gli ardori giovanili, lo fa sentire nel deserto di una casa vuota e anche l’amico più fidato che decide di punto in bianco di sposarsi è un’ulteriore spina che si conficca profondamente nel cuore, ampliando il senso di smarrimento che si impadronisce di lui e che gli fa perdere la memoria, perché tanto di importante c’è poco da ricordare.

Andrea, invece, più giovane e determinato, corona il desiderio da tanto tempo agognato di concretizzare quella natura profondamente femminile che si porta fin dalla nascita pur nei panni di un maschio. Gli interventi chirurgici che lo trasformano in femmina, una bella femmina peraltro, gli acuiscono però quel senso di incompletezza che potrebbe essere colmato solo con l’incontro con un uomo, di modo che l’amore, quello vero, costituisca il punto di arrivo e di ripartenza della sua vita.

I due personaggi, non atipici, soprattutto Alfredo, per uno strano scherzo del destino finiranno per incrociare le loro strade e dopo alterne vicende confluiranno in unico percorso che darà un senso a tutta la loro vita.

Questo secondo romanzo di Cinzia Pierangelini, dopo il convincente Eraclito e il muro, conferma le buone capacità narrative dell’autrice che riesce a confezionare una storia che si snoda senza intoppi e nel complesso convincente.

L’ambientazione è ancora una volta quella della provincia siciliana, tanto che non è infrequente il ricorso a un fraseggio in dialetto, volto più che altro a dare spessore a certe situazioni o affermazioni.

La trama è anche una schermaglia amorosa, in cui si inserisce un terzo incomodo, Giorgio, un violoncellista di fama internazionale che s’innamora di Andrea, provocando la gelosia di Alfredo, con tanto di ansie e tormenti.

Troviamo così alcune tipicità dell’autrice, come appunto la figura del musicista, con delle belle descrizioni delle esecuzioni di brani classici, e anche l’amore per gli animali, tanto che Andrea nutre una vera passione per i cani, un affetto materno che riversa su di loro consapevole che la trasformazione che l’ha resa donna esteticamente non potrà mai darle la gioia di un figlio.

Ma il titolo che c’entra con la storia?

‘A jatta, cioè la gatta, è l’unica compagnia, peraltro mal sopportata da Alfredo, a cui è pervenuta in eredità; la bestia, che apre e chiude il romanzo, è di indolente natura, ma i progressivi mutamenti del padrone la porteranno a ricercare l’amore di un altro suo simile. Ci riuscirà e lei e i piccoli, frutto di una scappatella, troveranno l’affetto di Andrea e di Alfredo.

Scritto con l’italiano corretto e ormai non consueto che è proprio dell’autrice, ‘A jatta è un romanzo che corre sicuro su binari stilisticamente apprezzabili e che risulta di assai piacevole lettura, tanto che lo consiglio vivamente.

recensione di Renzo Montagnoli




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)


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