Random Article


Anche gli animali amano, di Claude Béata

 
Claude Béata, Anche gli animali amano
Claude Béata, Anche gli animali amano
Claude Béata, Anche gli animali amano

 
Scheda del libro
 

Autore: Claude Béata (traduzione di Riccardo Mazzeo)
 
Titolo: Anche gli animali amano. Dalle origini animali dell'attaccamento agli amori umani
 
Casa editrice: Erickson
 
Anno: 2015
 
ISBN: 978-88-590-0884-2
 
Pagine: 328
 
Formato: cartaceo
 
Genere: , , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


User Rating
no ratings yet

 

Aspetti positivi


Nonostante la complessità del tema, la lettura è semplificata da un linguaggio chiaro e limpido, che non toglie nulla al rigore scientifico dell’opera. Inoltre, il libro è ricchissimo di aneddoti che aiutano il lettore a comprendere i casi trattati.

Aspetti negativi


Talvolta la lettura risulta meno scorrevole a causa degli improvvisi passaggi da un tipo di linguaggio all’altro.


In sintesi

Anche gli animali amano è un saggio di Claude Béata, che si concentra sul complicato tema dell’amore e dell’attaccamento nel mondo animale.

0
Posted mercoledì, 2 Marzo 2016 by

 
La nostra recensione
 
 
Claude Béata, Anche gli animali amano

Claude Béata, Anche gli animali amano

«Ho conosciuto l’epoca in cui ci veniva insegnato che l’affetto non era altro che un inquinamento dello spirito scientifico. Per effettuare una buona osservazione medica, ci veniva detto, non bisogna interessarsi ai fatti. Ma non ci veniva spiegato che chi stabilisce un fatto scientifico è una persona costituita dalla sua storia e dal suo contesto culturale.” (Cyrulnik Boris, Presentazione, in Anche gli animali amano).

Anche gli animali amano è un saggio del noto veterinario comportamentista Claude Béata, già autore de La psicologia del cane (ed. it. Erickson Edizioni, 2005), che si concentra sullo spinoso e complicato tema – per alcuni certamente scomodo – dell’amore e dell’attaccamento nel mondo animale. Il libro è pubblicato in Italia nel 2015 da Erickson Edizioni, con la traduzione di Riccardo Mazzeo.

Se si vuole comprendere sin da subito la posizione dell’autore, è necessario, prima, rispondere alla domanda: “anche gli animali amano?” Ottenere la risposta è semplice, sarà sufficiente sostituire il punto interrogativo con un altro esclamativo. Sì, anche gli animali amano (con o senza virgolette, come dice lo stesso Béata), e questo amore viene analizzato dall’autore attraverso l’esame della sua manifestazione in varie specie, dai classici cani e gatti, ad altri più “esotici”, come elefanti, scimmie e delfini, fino anche allo stesso essere umano, e in vari contesti, dalla relazione animale-animale a quella animale-animale umano. Cos’è l’attaccamento? Cos’è l’amore? Quali sono le loro radici? Esiste differenza tra i due termini? Quando si può parlare del primo, e quando, invece, è doveroso compiere un “passo più coraggioso”, e parlare del secondo?

Sta seduto, trema. Ha paura. Sta per morire e non sa perché. Negli occhi di colei che ama ci sono lacrime e una sofferenza che si riversa in lui e gli gonfia il cuore come una spugna. Morirà di troppo amore, e di mal amare.

Ciò che salta subito all’occhio sin dalle prime pagine, oltre ai numerosissimi aneddoti che impreziosiscono la narrazione, è il modo in cui Béata riesce a far convivere nello stesso testo due tipi di linguaggio, uno propriamente settoriale e un altro più comune, discorsivo, cosa che, di fatto, permette all’autore di estendere il target dell’opera anche alla comunità non scientifica, senza però perdere il proprio intento originario. In altri termini, la chiarezza del linguaggio nulla toglie al rigore scientifico che ci si aspetta da un saggio. Anzi, è proprio in modo semplice e limpido che l’autore ci invita ad alcune riflessioni su “sottigliezze” di vitale importanza, quali ad esempio l’impossibilità di generalizzare un’osservazione scientifica, o la possibilità di affrontare il tema dell’amore animale da una prospettiva non più negativa, legata all’evidenza dell’attaccamento nella sofferenza, come vorrebbe la tradizione scientifica, ma legata, invece, al piacere e alla soddisfazione delle relazioni tra individui (superando, forse definitivamente, Harry Harlow e le sue scimmie).

L’unico aspetto negativo del libro riguarda il passaggio, la transizione, dai paragrafi più “tecnici” a quelli più discorsivi, che talvolta appare troppo brusco, improvviso, con il rischio di interrompere l’omogeneità del testo, e, di conseguenza, la scorrevolezza della lettura. Fortunatamente, si tratta soltanto di casi sporadici che non compromettono la validità dell’opera.




Samuele Strati

 


0 Comments



Be the first to comment!


Leave a Response


(required)


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.