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Andre Agassi e la sua storia raccontata in Open

 

 
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In sintesi

Un’idea generalmente diffusa è che un campione, un artista in senso lato viva in totale ossequio della propria arte, del proprio talento. Segue una direzione opposta, drammaticamente opposta, Open, l’autobiografia del tennista Andre Agassi, pubblicata in Italia da Einaudi. Ancora un luogo comune: gli sportivi difficilmente possono disporre di un codice comunicativo flessibile e efficace. […]

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Posted mercoledì, 19 Dicembre 2012 by

 
La nostra recensione
 
 

Un’idea generalmente diffusa è che un campione, un artista in senso lato viva in totale ossequio della propria arte, del proprio talento. Segue una direzione opposta, drammaticamente opposta, Open, l’autobiografia del tennista Andre Agassi, pubblicata in Italia da Einaudi.

Ancora un luogo comune: gli sportivi difficilmente possono disporre di un codice comunicativo flessibile e efficace. Non vale per il tennista che riesce a offrirci un libro godibile, avvincente e umanamente toccante. Non si riesce, infatti, a concepire che un campione indiscusso come Agassi abbia con il tennis un rapporto complicatissimo che poco o nulla a che fare con i sacrifici a cui una professione costringe.

Il rifiuto del tennis è viscerale e la condizione di talentuoso sportivo viene subita più che vissuta:

Odio il tennis, lo odio con tutto il cuore, eppure continuo a giocare, continuo a palleggiare tutta la mattina, tutto il pomeriggio perché non ho scelta. Continuo a implorarmi di smettere e continuo a giocare.

I prodigi durano poco, ma Agassi è capace di lavorare sodo e riesce a cancellare l’idea spiacevole del prodigio che in campo si comporta in modo prevedibile, come una scimmia ammaestrata. I successi, però, costano sacrifici e sofferenze fisiche.

Difficilmente riusciamo a immaginare quanto il corpo di un campione sia sottoposto a stress che potremmo definire senza sforza innaturali, disumani. Il passaggio in cui Andre racconta del trattamento cui sono sottoposti i suoi piedi prima di un match ha dell’incredibile. La descrizione è minuziosa e lascia una spiacevole sensazione: abbiamo occhi solo per quanto è percepibile senza troppe difficoltà rinunciando alle profondità e in queste profondità, se le sondassimo, troveremmo le rinunce di un giovane talento che,avrebbe preferito altro per sé.

Un’autobiografia in cui, per dirla con Alessandro Baricco, ci troviamo dinanzi “un Agassi che non ti saresti mai aspettato e che non smette un attimo di parlare. Se parti, non scendi più fino all’ultima pagina”.

Andre Agassi
Open. La mia storia
traduzione di Giuliana Lupi
Einaudi, 2011
ISBN 978-88-06-20726-7
pp. 504, euro 20,00




Natale Fioretto

 
Natale Fioretto è docente di lingua italiana e di traduzione dal russo presso l’Università per Stranieri di Perugia. Si occupa da anni di metodologia dell’insegnamento della lingua italiana come L2. È appassionato di Valdo di Lione e Francesco d’Assisi.


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