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È arrivato l’arrotino, romanzo postumo di Anna Marchesini

 
Anna Marchesini, È arrivato l'arrotino
Anna Marchesini, È arrivato l'arrotino
Anna Marchesini, È arrivato l'arrotino

 
Scheda del libro
 

Autore: Anna Marchesini
 
Titolo: È arrivato l'arrotino
 
Casa editrice: Rizzoli
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788817089111
 
Pagine: 154
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Lo stile curatissimo e lo sguardo lucido, ma mai spietato.

Aspetti negativi


L’intero progetto editoriale sembra voler sfruttare l’onda della commozione per la scomparsa dell’autrice.


In sintesi

«È arrivato l’arrotino» è il romanzo postumo di Anna Marchesini (1953-2016) pubblicato da Rizzoli e introdotto da una lettera delle figlia Virginia.

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Posted 2 Novembre 2016 by

 
La nostra recensione
 
 
Anna Marchesini, È arrivato l'arrotino

Anna Marchesini, È arrivato l’arrotino

Cosa si sia provato al momento della propria nascita non è dato sapere, ma laddove la coscienza dell’evento viene meno, alligna la creazione letteraria. Ecco, allora, che il buio si popola di lampi e di sensazioni, di suoni e di profumi. Si definiscono i contorni del mondo che emergono dalle quinte della percezione. In È arrivato l’arrotino, Anna Marchesini insegue e dà ordine a tutti i particolari che hanno composto il suo venire alla luce con ricchezza di dettagli e linguaggio preciso e immaginifico, elegante e popolare. Apre l’ultimo capitolo della carriera letteraria della recentemente scomparsa Anna Marchesini.

Presentare un’opera postuma è complesso e, ammettiamolo, scomodo perché chi scrive si sente condizionato dal momento finale, dal commiato, tanto più dolente, quanto maggiormente subito. Difficile non amare Anna, non apprezzarla per quella vena comica spontanea, travolgente eppure confinante con una tristezza gelosamente e abilmente paludata. In questo risiede la maestria di chi sa indossare maschere, parrucche e trucco.

È arrivato l’arrotino è un romanzo che nasce dalla spigolatura di semplici quaderni scolastici che l’autrice orvietana ha popolato con una scrittura fitta, tormentata e mobile.

Il libro si apre con una toccante lettera di Virginia che scrive a sua madre chiamandola «poeta!» e prosegue poi con una prima parte narrativa che porta il titolo dell’intero progetto editoriale, poi con una seconda dal titolo È arrivato l’ombrellaio per poi concludersi con una raccolta di versi inediti che risalgono al ventennio compreso fra la fine degli anni Sessanta e Ottanta dal titolo Fiori di Fitolacca.

Prosa e poesia si combinano per dare all’estro dell’autrice gli strumenti ideali per dispiegarsi in modo completo ed efficace. E mi piace pensare che la fitolacca, pianta ornamentale di una bellezza discreta e dalle foglie tossiche, riunisca in sé i tratti di un’esperienza umana costantemente assetata di ogni aspetto a essa pertinente perché, come si legge in quarta di copertina «la vita non si lascia mettere sotto spirito». Viverla, si deve.




Natale Fioretto

 
Natale Fioretto è docente di lingua italiana e di traduzione dal russo presso l’Università per Stranieri di Perugia. Si occupa da anni di metodologia dell’insegnamento della lingua italiana come L2. È appassionato di Valdo di Lione e Francesco d’Assisi.


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