Random Article


Biodiversi, di Stefano Mancuso e Carlo Petrini

 

 
Scheda del libro
 

Autore: Stefano Mancuso - Carlo Petrini
 
Titolo: Biodiversi
 
Casa editrice: Giunti - Slow Food Editore
 
Anno: 2015
 
ISBN: 9788809818361
 
Pagine: 128
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: , , , , , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


User Rating
4 total ratings

 

Aspetti positivi


Malgrado la complessità dei temi trattati, l'esposizione è chiara, con una suddivisione del dialogo in capitoli brevi che rende la lettura piacevole e scorrevole.

Aspetti negativi


Nessuno.


In sintesi

Un dialogo sulla sostenibilità ambientale e alimentare tra il fondatore di Slow Food Carlo Petrini e il neurobiologo vegetale Stefano Mancuso.

0
Postedmercoledì, 24 giugno 2015 by

 
La nostra recensione
 
 

Stefano Mancuso - Carlo Petrini, BiodiversiExpo 2015, malgrado le pompose e  ambiziose dichiarazioni d’intenti, non riesce a sfamare completamente quanti cercano soluzioni per nutrire una popolazione in costante crescita in modo sostenibile. All’esposizione universale di Milano va se non altro il merito di aver acceso i riflettori sul cibo e sull’impatto socio-ambientale, economico e sanitario della produzione alimentare, scatenando un acceso dibattito. Per riempire il piatto di contenuti vi suggeriamo la lettura di Biodiversi,  edito da Giunti e Slow Food Editore. Un dialogo tra Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e della rete Terra Madre, e Stefano Mancuso, uno dei maggiori esperti di neurobiologia vegetale.

Petrini e Mancuso si sono incontrati all’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo (Bra) per discutere di soluzioni realmente virtuose ai problemi che affliggono l’umanità: dall’inquinamento alla scarsità di risorse naturali; dai cambiamenti climatici all’impoverimento economico e sociale. Petrini individua nelle scienze gastronomiche, intese come recupero, difesa e valorizzazione della biodiversità alimentare, un presidio importante dei territori, delle loro peculiarità e valori sociali. Coltivare specie autoctone diverse, portare in tavola prodotti locali  è un’assicurazione sul futuro, una risposta alle filiere agroalimentari su larga scala che stanno distruggendo interi ecosistemi e mettendo in ginocchio migliaia di comunità.

Petrini invoca un cambio di paradigma:

L’umanità, ogni tanto, ha bisogno di grandi trasformazioni proprio per rimettersi sulla retta via… sulla via, in questo momento, della sostenibilità. Un termine, nessuno lo dimentichi, che deriva proprio da sustain, ovvero il portare più avanti, il garantire una durevolezza, una durabilità delle risorse e della vita.

Da profondo conoscitore delle piante, Stefano Mancuso suggerisce di guardare proprio al mondo vegetale per scoprire nuove strategie di adattamento ai cambiamenti climatici, risposte sostenibili alla crescente richiesta di cibo e ai bisogni materiali e spirituali dell’umanità.

Bisogna guardare alle specie vegetali e alla loro lentezza come a una fonte di ricchezza e di lezioni preziose. Le piante, a differenza dell’universo animale, hanno affrontato le sfide ambientali e climatiche rimanendo ben radicate al suolo, evitando di concentrare tutte le funzioni vitali in un unico organo e vincendo anche le battaglie meno facili negli ambienti più ostili alla vita. Un adattamento che si è compiuto senza scappare o stravolgere l’ecosistema come fa l’uomo, attraverso una trasformazione ponderata e in armonia con gli altri elementi dell’ecosistema.

L’umanità, senza farsi prendere dal panico, dalla foga di mettersi in salvo distruggendo tutto il resto, dovrebbe attuare una trasformazione lenta, radicale e silenziosa come le piante, arrivando a una perfetta simbiosi con l’ambiente.

Mancuso fa notare che molte delle specie vegetali che si sono estinte prima che la scienza avesse il tempo di studiarle o addirittura di scoprirle probabilmente custodivano risposte preziose per l’umanità. Dalle strategie contro la siccità ai rimedi naturali contro le epidemie che stanno decimando le specie vegetali più diffuse, fino a nuovi principi farmacologici. Per tutelare questa grande enciclopedia vegetale della salute dell’uomo e del Pianeta occorre riconoscere alle piante il diritto all’esistenza, evitando che deforestazione selvaggia, cementificazione e agricoltura intensiva distruggano la biodiversità e impoveriscano prima di tutto l’umanità.

A questo proposito Mancuso cita il caso dell’isola di Mauritius, un paradiso di biodiversità, distrutto dalla monocoltura della canna da zucchero:

In breve tempo quello che era stato un concentrato di specie animali e vegetali uniche, un regalo inestimabile per capire come funziona, e come possiamo preservare, la vita sulla Terra, scomparve lasciando soltanto minime tracce della sua esistenza. Che almeno ci serva di lezione.




Paola Pagliaro

 
Paola Pagliaro è nata a Cosenza e vive a Pavia. Dottoressa in lingue e culture moderne, è appassionata di psicologia, ecologia, letterature comparate e semiotica. Il suo motto è "Si conosce solo ciò che si ama" (Sant'Agostino). Per diversi anni ha collaborato come redattrice e coordinatrice con varie testate di nanopublishing, oggi si occupa della cura dei contenuti del suo portale di approfondimento, Minformo.it, di Salus, il blog di PharmaTruck e della gestione di canali social.


0 Comments



Be the first to comment!


Leave a Response


(required)


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.