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Breaking Dawn 2, recensione di libro e film

 

 
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In sintesi

Mi sono decisa a leggere la seconda parte del capitolo conclusivo della Twilight Saga, per scoprire se c’erano differenze tra Breaking Dawn di Stephenie Meyer e il film che ne è stato tratto (uscito nelle sale italiane il 14 novembre e già record di incassi). In attesa che gli appassionati e fan segnalino in modo […]

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Posted giovedì, 22 Novembre 2012 by

 
La nostra recensione
 
 

Mi sono decisa a leggere la seconda parte del capitolo conclusivo della Twilight Saga, per scoprire se c’erano differenze tra Breaking Dawn di Stephenie Meyer e il film che ne è stato tratto (uscito nelle sale italiane il 14 novembre e già record di incassi).

In attesa che gli appassionati e fan segnalino in modo dettagliato e minuzioso le discrepanze tra i due, come hanno fatto con Breaking Dawn 1, vi dico subito che la conclusione della Meyer mi ha lasciata a bocca asciutta. Probabilmente voleva riservarsi i Volturi per pubblicare un secondo finale, però la battaglia mancata resta nell’aria, sospesa.

Abbiamo visto Bella crescere e diventare più forte, anche più forte del clan Cullen e la possibilità di vederla in azione era uno dei motivi che mi hanno spinto a leggere il romanzo. Invece niente. Prevalgono la diplomazia e la voglia di dare un romantico futuro a Reneesmee (dobbiamo davvero discutere sull’idea del nome?) o quanto meno una doppia scelta.

Dispiace anche che Bella si sia dovuta trasformare in vampiro prima di acquisire delle capacità e una certa dose di autostima:

Era una sensazione strana – eppure non mi sorprendeva, perché ormai tutto era strano -, quella di possedere un talento naturale per qualcosa. Da umana non ero mai stata la migliore in niente. […] non ero mai stata la prima della classe. Doti sportive, nemmeno a parlarne. Nessuna inclinazione artistica né musicale, nessun talento particolare da vantare. Premi a chi leggeva troppi libri non ne davano mai. Dopo diciotto anni di mediocrità ero abbastanza abituata a rientrare nella media. […] avevo rinunciato da tempo a qualunque aspirazione di emergere, di brillare. Sfruttavo al meglio ciò che avevo, senza mai sentirmi a posto veramente nel mio mondo.

A ogni modo, un plauso agli sceneggiatori del film che sono riusciti a rispettare il finale voluto dall’autrice, regalandoci comunque un’epico scontro finale e una serpeggiante inquietudine. Non posso dirvi come, altrimenti chi non ha ancora visto il film potrebbe innervosirsi un po’.

Meno bravi nell’incipit: è stato un peccato non poter vedere sullo schermo la fatica e il dolore della trasformazione e l’accoglienza della neonata Bella da parte del clan Cullen. Io avrei sacrificato il romanticismo delle scene iniziali con Edward per rendere giustizia alla forza della protagonista.

Breaking Dawn 2, la locandinaCiò che infatti manca nel film, a mio avviso, è il leit motiv del romanzo: il fatto che Bella sia più forte degli altri, che abbia la straordinaria capacità di controllarsi nonostante sia una vampira neonata e che stupisca tutti continuamente. Temo che in questo caso la protagonista femminile paghi lo scotto di avere accanto il troppo affascinante Robert Pattinson.

Forse troppo scontato, nel libro come nel romanzo, l’eterno abbinamento tra uomo più grande e donna più giovane. Jacob e Renesmee, al contrario del finale leggermente aperto del romanzo, staranno sicuramente insieme per gli autori del film.

I fan di Alice, io sono una di loro, ne avranno sentito la mancanza in entrambi i casi. Personalmente trovo che sia uno dei personaggi più interessanti e credo che abbia contribuito non poco la scelta dell’attrice che la interpreta, Ashley Greene. Interessante invece la possibilità di vedere riunite diverse etnie di vampiri, ognuno con un proprio dono ma anche con mentalità diverse.

A questo punto non so se fremere o meno per l’uscita di Midnight Sun. Abbandonare la saga, come è accaduto con Harry Potter, è sempre un po’ triste, ma portarla troppo avanti, quanto la protagonista femminile ha trovato senso e compimento, è decisamente rischioso. Anche Kristen Stewart, parallelamente, sembra essersi rafforzata e aver trovato una identità propria, più di altri attori del cast.

Se poi volete farvi due risate, date un’occhiata alla recensione niente affatto diplomatica e molto divertente postata nel blog cosanepenso. Che siate o meno innamorati/e di Edward, Jacob e Bella i problemi di stile della Meyer sono gli stessi della James. Dato però che entrambe, per dirla con un altro gergo, hanno sbancato i botteghini, forse abbiamo tutto da imparare. Forse.




Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.


One Comment


  1.  
    Fedee=)

    Grazie di tutto! t.v.b. saga DI TWILIGHT





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