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Briciole dai piccioni, di Alessandro Turati

 
Alessandro Turati, Briciole dai piccioni
Alessandro Turati, Briciole dai piccioni
Alessandro Turati, Briciole dai piccioni

 
Scheda del libro
 

Autore: Alessandro Turati
 
Titolo: Briciole dai piccioni
 
Casa editrice: Neo
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788896176450
 
Pagine: 176
 
Formato: cartaceo
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Il punto forte di questo romanzo sta proprio nello stile beffardo, impertinente. È originale, in molti passaggi divertente, spesso assurdo pur non discostandosi dalla realtà delle cose. Regge il ritmo e si legge velocemente perché privo di rallentamenti.

Aspetti negativi


Una vita intera raccontata in pochi capitoli, ed è proprio la velocità a tenerci distaccati, lo stile a divertirci senza far provare alcun coinvolgimento, né regalare qualcuno per cui parteggiare. Un ironico e sfacciato resoconto che ci informa, che un po’ ci lascia basiti un po’ ci fa ridere, ma non ci cattura e si conclude bruscamente.


In sintesi

«Briciole dai piccioni» è un romanzo di Alessandro Turati dallo stile beffardo, impertinente, con diversi passaggi divertenti.

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Posted martedì, 8 Novembre 2016 by

 
La nostra recensione
 
 
Alessandro Turati, Briciole dai piccioni

Alessandro Turati, Briciole dai piccioni

Briciole dai piccioni di Alessandro Turati (pubblicato da Neo Edizioni), potrebbe considerarsi un romanzo di formazione. Potrebbe.

In realtà è qualcosa che va oltre le catalogazioni: una storia «normale» raccontata in modo folle, anomalo, anche originale ma pur sempre sopra le righe, che va veloce, senza censure morali né fronzoli.

Si parte da una delirante premessa, poi con stile irriverente ecco sopraggiungere l’infanzia che il protagonista quasi subisce, per via delle… mani in faccia. Ebbene, come mai non ci abbiamo pensato noi? I neonati vengono continuamente toccati sul viso, accarezzati da nonne, vicine, zie e amiche di mamma, senza che nessuno si curi dell’insofferenza che tutto ciò può causare nel povero bambino, impossibilitato a sottrarsi. Chissà che cosa pensa, chi non può esprimersi? Beh, ce lo dice senza timore l’autore, strappando non poche risate.

Poi il tempo che passa, le scoperte, le deduzioni, le reazioni… La vita insomma, che si presenta al ragazzino che cresce, lo confonde o intriga. E i genitori, che non possiamo scegliere e giudichiamo quasi sempre inadatti a noi, alieni… strambi!

La scuola, la bici, il pallone, l’impatto con l’ora di religione, i primi amici, pregi e difetti di tutti, con lo stile narrante che resta crudo, insolente, ma mostra un ragazzino spaesato, che non capisce ciò che lo circonda e che trova tutto un po’ assurdo o paradossale. Poi, all’improvviso, in questo normale ma strano vivere, scopre che si celano delle storie, e comincia a scrivere. Di tutto, ma molte di queste storie finiscono «al cesso» e più in là scoprirà che è più stimolante un buon bicchiere di vino. Magari anche due, perché Alessio Valentino (questo il nome del protagonista) in verità considera l’alcolismo una delle quattro tappe della vita, ponendola in quest’ordine: infanzia, adolescenza, alcolismo, disoccupazione.

La nascita della sorella modifica un po’ di situazioni e di finti equilibri, ma forse apporta un nuovo che appare conveniente:

Inizialmente l’idea di non essere più figlio unico non mi piace, i primi cinque minuti. Poi penso ai miei genitori che mi considerano una mensola dove appoggiare le stronzate, e allora capisco che adesso c’è un’altra mensola e le stronzate si dividono.

Un lutto in famiglia, altri equilibri che vanno a farsi benedire, e arriva lei, la lettura, a colmare qualcosa e a dare il piacere mancante in quella vita indolente e disordinata:

Però mi diverto a leggere, è quasi bello quanto ubriacarsi sul divano e riflettere dell’andazzo generale. Mi piacciono il grottesco e l’assurdo, seppure fino a un certo punto, cioè fino a quando le vicende non si allontanano troppo dalla realtà. Per esempio, potrei leggere di un uomo che si accovaccia su un marciapiede e fa un uovo, ma non potrei mai leggere di un uomo che, dopo aver fatto l’uovo, si mette a volare.

Alessio, vive il quotidiano con ironico cinismo; possiede una visione spesso assurda delle cose, delle cose di tutti i giorni, e le narra così come a volte anche noi vorremmo fare ma evitiamo perché ci hanno insegnato che non si fa. Non teme di risultare bizzarro o anche fastidioso, così come di sicuro non lo teme l’autore, che a fine storia dice di considerare il suo Briciole dai piccioni «bruttino».

E voi, come lo considererete? Siamo curiosi.




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.


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