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Canale Mussolini, di Antonio Pennacchi

 
Canale Mussolini, di Antonio Pennacchi
Canale Mussolini, di Antonio Pennacchi
Canale Mussolini, di Antonio Pennacchi

 
Scheda del libro
 

Autore: Antonio Pennacchi
 
Titolo: Canale Mussolini
 
Casa editrice: Mondadori
 
Anno: 2010
 
ISBN: 978-88-6621-008-5
 
Pagine: 468
 
Formato: cartaceo
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


La splendida ricostruzione dell’epoca fascista.

Aspetti negativi


Trattandosi di un testo molto descrittivo, potrebbe risultare lento


In sintesi

Canale Mussolini di Antonio Pennacchi, premio Strega 2010, è un epos che parla delle energie e dei sogni di braccianti costretti ad abbandonare terre avite.

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Posted venerdì, 19 ottobre 2012 by

 
La nostra recensione
 
 

Canale Mussolini, di Antonio PennacchiI romanzi di spessore hanno dei pregi che si svelano nel corso della lettura. È il caso del Canale Mussolini, di Antonio Pennacchi, premio Strega 2010. Opera stratificata e polifonica riesce nell’intento di rappresentare e narrare la storia di una nazione, di un territorio, di una comunità e, ultimo, ma non meno rilevante, di un dialetto.

L’ambientazione è per buona parte l’Agro Pontino, diciamo più o meno l’area dell’attuale provincia di Latina, ma il libro si apre con la preparazione al viaggio di redenzione e di riscatto che spinge un popolo intero a lasciare la propria terra d’origine, zampillante di latte e altre meraviglie, per rincorrere la speranza fattasi terra e terra promessa. “Per fame. Solo per fame” si parte e per il carisma di zio Pericle.

Negli anni Trenta dal Veneto, dalla provincia di Ferrara, dal Friuli, a quei tempi sovrappopolati e poveri, si avviarono verso il sud del Lazio masse considerevoli di manodopera da impiegare nel mantenimento della bonifica definitiva delle terre che dai monti Lepini vanno fino al mare.

Dopo la Prima Guerra Mondiale e prima del boom economico, l’Italia assiste a un esodo che dal nord si muove verso sud. Da una terra ampiamente sfruttata a una in divenire. L’Agro Pontino, terra sempre dimenticata, si popola e si dà delle strutture combattendo contro una natura che viene, ahimè, sconfitta e chiusa a chiave in quel lembo di terra che oggi chiamiamo Parco del Circeo.

Bonificare significa addomesticare una natura ribelle che per secoli solo i ribelli ha accolto, è costruzione di canali, se ne costruirono molti, ma tre possono essere considerati i portanti: le Acque Basse, le Acque Medie e le Acque Alte, chiamato anche canale Mussolini.

Canale Mussolini parla delle energie e dei sogni di braccianti, contadini, coloni che per essere stati costretti ad abbandonare le terre avite, fanno del legame alla terra un segno di riscatto e un termine di affermazione. Ancora oggi, per chi come me, ha la fortuna di frequentare quell’area, può sentire forte l’attrazione che quella terra giovane esercita su chi la abita.

Fa riflettere nel romanzo di Pennacchi l’uso di un dialetto “nuovo” che ben si addice a una terra nuova, fresca di addomesticazione: il veneto-pontino, memore delle origini e aperto al nuovo. È interessante sapere che ancora oggi è parlato un po’ a macchia di leopardo nella provincia di Latina.

Un libro imperdibile, un epos.




Natale Fioretto

 
Natale Fioretto è docente di lingua italiana e di traduzione dal russo presso l’Università per Stranieri di Perugia. Si occupa da anni di metodologia dell’insegnamento della lingua italiana come L2. È appassionato di Valdo di Lione e Francesco d’Assisi.


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